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DROGA/ Combattere la morte dei giovani sulle strade? Con l'informazione e l'educazione

Pubblicazione:martedì 30 dicembre 2008

ragazza_spinello_R375.jpg (Foto)

Pochi giorni fa abbiamo diffuso attraverso queste pagine [leggi qui] l’urgente allarme dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze: “no alle strade drogate durante le vacanze”. L’Unione europea infatti, in occasione delle festività, ha esortato governi e cittadini alla massima vigilanza sulle strade per evitare la morte di altri giovani a causa della guida sotto l’effetto delle droghe. Cannabis, cocaina, ecstasy e psicofarmaci stanno ormai affiancando l’alcol in una strage senza fine: ancora quattro i giovani morti tra i 16 e i 21 anni nel grave incidente del cavalcavia di Civitavecchia, a causa della droga assunta dal conducente di soli 19 anni.

 


Esiste un antidoto per combattere la morte dei giovani sulle strade? Sì: è l’informazione. L’Institute for Behavior and Health (USA) ad esempio porta avanti già da due anni la campagna Stop Drugged Driving [leggi qui]: nella consapevolezza che l’uso di droga e gli incidenti stradali iniziano ad aumentare quando le scuole e le università chiudono per le festività natalizie questo istituto ha dichiarato dicembre il mese della consapevolezza sui rischi alla guida dovuti al consumo di droghe. Ma in Italia, in cui le istituzioni e i media generalmente tacciono (ben poche persone sono al corrente dell’allarme lanciato dall’Osservatorio Europeo), chi può informare in modo convincente i nostri figli? La più grande risorsa educativa, anche in questo caso, è la famiglia come dicono tutte le ricerche sulla prevenzione: i ragazzi vorrebbero poter parlare di più con i genitori dei rischi correlati all’uso delle droghe, ed è un dato sicuro il fatto che la sincera attenzione del padre e della madre può aiutarli a modificare il loro atteggiamento verso le sostanze, soprattutto nei periodi ad alto rischio come le vacanze. Di particolare incisività può essere l’intervento autorevole della figura paterna: il padre, come diceva Giovanni Paolo II, è infatti il custode della vita dei figli e il suo compito è quello di proteggerli guidandoli con prudenza nel cammino della vita.

 

I padri, durante questi giorni che conducono al Capodanno, hanno la possibilità di salvare la vita dei loro figli conversando francamente con loro, spiegando che alcol e droghe al volante uccidono davvero e, soprattutto, ribadendo più volte che il desiderio della famiglia è che si tengano assolutamente lontani dall’alcol e dalla droga. Molti padri fanno questo già da tempo, come si può vedere nel sito Parents The Antidrug che ha preparato, per i genitori più attenti, un esaustivo pacchetto informativo cui si può fare riferimento per prepararsi a comunicare in modo aperto ed efficace con i figli: Drugged, Drunk, and Distracted Driving [leggi qui].
Non bisogna poi dimenticare che il padre è anche la figura che, quando necessario, deve dire “no” con fermezza: no alle chiavi dell’auto, no alla libera uscita, se i ragazzi non mostrano sufficiente serietà e senso di responsabilità. Anche perché la posta in gioco è altissima: la vita, loro e degli altri.



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