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Macchè banche, c'è un banco che batte la crisi

Pubblicazione:sabato 6 dicembre 2008

colletta_R375_old.jpg (Foto)

Il Premio Nobel al "Banco alimentare"? L’idea è stata evocata dal professor Luigi Campiglio, ordinario di Politica economica all`Università Cattolica di Milano (di cui è pro-rettore). Ecco le sue parole: «La Rete Banco alimentare è a mio avviso una straordinaria esperienza di innovazione sociale. Giustamente è stato assegnato a Yunus e al suo microcredito il premio Nobel per la Pace 2006.  Quella della Rete Banco Alimentare in Italia, ma non solo in Italia, è un`esperienza così efficace, così straordinaria, così felice come intuizione che è sullo stesso piano del microcredito. lo non so se verrà mai dato il Premio Nobel alla Rete Banco Alimentare, ma certamente è un`iniziativa così innovativa e feconda che se lo merita».  Vediamo cos`è. La Fondazione Banco Alimentare Onlus è un`associazione senza scopo di lucro, un ente non commerciale: riceve gratuitamente e gratuitamente dà. E’ una ideale e grandissima mensa dei poveri che va dalle Alpi alla Sicilia. In Italia nasce dall`incontro fra il grande cuore di don Giussani e quello di un altro brianzolo come lui, Danilo Fossati, fondatore di una importante industria alimentare.

 

 

La sorpresa

Gli italiani conoscono la principale iniziativa pubblica del Banco, la Colletta alimentare che, dal 1997, ogni anno, l`ultimo sabato di novembre, viene fatta davanti a tanti supermercati. E’ un giorno nel quale ciascuno, facendo la spesa per sé, può comprare e donare del cibo anche per chi ha più bisogno. Si pensava che la Colletta di sabato scorso, 29 novembre, con l`esplosione della crisi, andasse meno bene. Si credeva che la gente avrebbe donato di meno, visto che tutti stringono la cinghia e riducono i consumi (è previsto per Natale un miliardo di euro di regali in meno). Invece per la Colletta è accaduto l`imprevisto: davanti a quei 7500 supermercati sono state raccolte 9mila tonnellate di alimenti, circa 200 tonnellate in più dell`anno 2007 (per un valore economico stimato in 27 milioni di euro). Cosa significa? Perché 5 milioni di famiglie italiane - con la crisi e la paura si sono coinvolte ancor più degli anni precedenti con questo gesto semplice di condivisione, di fraternità umana, di carità popolare verso chi è più povero e in difficoltà? Perché questo Paese ha straordinarie risorse di umanità e non è quello rappresentato dai mass media. Tutti comprendono il linguaggio della condivisione e della fraternità cristiana e sono pronti a "parlarlo". E tutti intuiscono (più o meno chiaramente) una cosa preziosa: a vincere la crisi economica e farci rinascere non saranno le "ingegnose" ricette di quegli economisti d`oltreoceano - o di quei banchieri - che ci hanno già portati al disastro finanziario mondiale. Ma sarà ognuno di noi se darà il meglio di sé. Per questo la Colletta Alimentare è una grande scuola popolare di umanità e una rivelazione: ha indicato una strada e l`ha illuminata. Gli studiosi del resto hanno cominciato a studiare questa risorsa come la molla principale dello sviluppo: non è il petrolio, né la finanza, ma lo chiamano "capitale umano". L cuore, intelligenza, lavoro, creatività, condivisione.

 

 

Non solo collette

Ci tornerò, ma prima voglio dire che il Banco Alimentare tuttavia è molto più grande della Colletta di novembre che incide solo per il 15 per cento sul totale degli alimenti complessivamente raccolti ogni anno attraverso l`incontro e la collaborazione con circa 700 industrie agroalimentari della grande distribuzione e della ristorazione che donano le proprie eccedenze: quest`anno sono affluite al Banco 57 mila tonnellate di alimenti, che gratuitamente vengono poi destinati a 8250 enti convenzionati (mense per indigenti, centri di solidarietà, Caritas, strutture di accoglienza per anziani, minori, ragazze madri, comunità di recupero, cooperative sociali), che soc= corrono i più bisognosi. Nel 2007 le persone che hanno ricevuto così aiuto sono state 1 milione e 436 mila. Ma il Banco Alimentare non esiste solo in Italia. A giugno del 2009 si terrà l`assemblea dei Banchi europei: saranno presenti 18 paesi del nostro continente, circa 218 Banchi, che aiutano 26.225 associazioni assistenziali e di carità (dati 2007) e riescono a dare un aiuto alimentare a 4 milioni e 289 mila persone, avendo distribuito nel 2007 circa 300 mila tonnellate di alimenti. C`è poi la rete più grande dei Banchi alimentari, quella del Nord America, dove questa opera è nata.

 

 

La candidatura

Complessivamente si tratta probabilmente della più grande rete di solidarietà a livello planetario se si pensa che solo in Italia e soltanto la giornata della Colletta alimentare si avvale della collaborazione di circa 100 mila persone che donano il proprio tempo per raccogliere gli alimenti fuori dai supermercati e trasportarli, organizzando tutta la rete. Ecco perché un economista come Campiglio afferma che la Rete mondiale dei ban chi alimentari meriterebbe il Nobel quanto l`iniziativa del microcredito di Yunus in Bangladesh (la sua Grameen Bank oggi ha circa 2 milioni e 100mila clienti, in 37 mila villaggi, ma la sua importanza è stata anzitutto educativa e culturale, precisamente come il Banco Alimentare). Torno sul Nobel - e spero che afferri al volo l`idea chi di dovere non per il premio in sé, ma per quanto contribuirebbe a far conoscere questa straordinaria iniziativa e incrementarla. L`intuizione del Banco Alimentare - che con le eccedenze, vale a dire con gli alimenti buoni che sarebbero Beneficenza record In tempi di recessione italiani più generosi All`ultima giornata di raccolta del Banco Alimentare superate le ci fre del 2007. Così si aiuta più di un milione di persone stati destinati alla distruzione - sfama milioni di persone, rappresenta anche un prezioso correttivo a un modello di sviluppo nel quale era normale distruggere derrate alimentari mentre milioni di essere umani non ne avevano a sufficienza (in Italia, secondo uno studio Istat del 2003, 803.781 nuclei familiari, il 3,6 per cento del totale pari a circa 2.330.970 persone, «spesso o qualche volta hanno avuto difficoltà a comprare cibo necessario al proprio sostentamento»).

 

 

Originalità italiana

D`altra parte, in questa rete mondiale il caso italiano spicca per originalità, incidenza culturale e forza perché qui l`iniziativa del Banco alimentare è nata dalla gente di Comunione e liberazione, dunque innestata nella straordinaria opera educativa di don Giussani. Marco Lucchini, uno dei responsabili del Banco, ci dice: «fare del bene fa parte dell`umanità universale, ma aver la coscienza di chi ti dona questo desiderio e perché, è un`altra cosa...». Per questo dal Banco alimentare qui stanno fiorendo altre iniziative come il Banco di solidarietà (già 150 associazioni sparse in tutta Italia) che vede stabilmente impegnate, ogni settimana, 4 mila persone, a portare aiuto diretto a 30 mila bisognosi. Si è compreso che «la solitudine e la fragilità dei legami familiari e sociali rendono le persone ancora più povere, in uno scenario economico allarmante». «Accendendo un fiammifero nel buio» col Banco alimentare non solo si sfama, ma si può vincere la paura e l`estraneità.

 

 

Cambia la vita

La Colletta alimentare e il Banco di solidarietà, ci spiega Andrea Franchi, «sono nati, più e prima ancora del raccogliere cibo, per dire a tutti che la carità cambia -la vita». Innanzitutto la vita di chi dona. E sono tantissimi gli incontri, stupendi, che mostrano come tante persone, sole o anziane o emarginate, o famiglie precipitate nell`indigenza, sentano il ` bisogno dell`amicizia, della fraternità quanto e più del bisogno del pacco di alimenti. E questo dono (l`amore), più prezioso del pane, non può venire dallo Stato, non può essere decretato da un ministro. Ecco dove si vede il senso e il valore immenso della sussidiarietà. Una buona società esiste solo se ci sono uomini buoni. La morale di tutta questa storia sta in un folgorante pensiero di don Giussani, particolarmente prezioso oggi che non si sa come ricostruire l`intero tessuto economico mondiale collassato: «Le forze che cambiano il mondo sono le stesse che cambiano il cuore dell`uomo». Ciò che accadde in altre epoche di crisi - come l`alto Medio evo - dimostra che è proprio vero.

 

 

 

(Pubblicato su Libero del 6 dicembre 2008)


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COMMENTI
09/12/2008 - La crisi che non c'è (Butters Stotch)

Se le nostre tv smettessero di parlare della "spaventosa" crisi che ci aspetta, gli affari per tutti andrebbero un po' meglio, ma siccome questa volta sono i finanzieri e i super-speculatori ad essersi scottati tutto il mondo si deve fermare! eh no io non ci sto a farmi fare il lavaggio del cervello e ho deciso di fare più regali e più donazioni (nelle mie limitate possibilità ovvio..).