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GIUSTIZIA/ L'agenda di un "delinquente"

In questa lettera al Direttore de Il Riformista Ubaldo Casotto, vicedirettore della stessa testata, con ironia e puntualità evidenzia il metodo cinico e un po' ridicolo di processi mediatici di alcuni grandi giornali che seguono il caso Why not come fosse una spy story con un metodo che - a ben guardare - potrebbe essere applicato a chiunque con i medesimi risultati

appunti_R375.jpg (Foto)

Caro direttore - prima che me le sequestrino e che qualche cronista pensi di fare il suo mestiere compulsandole per «ricostruire la rete di relazioni del Casotto attraverso le sue agende» (copyright Virginia Piccolillo, Corriere della Sera 5.12.08, pag. 3: «ricostruire la rete di relazioni del Saladino attraverso le sue agende») come è stato fatto con quelle del «punto apicale di Cl e della Compagnia delle opere in Calabria» -, mi faccio delatore di me stesso.

 

Sono anch`io di Cl, anche se non "apicale", e ho lavorato anch`io per la Cdo. Una fedina già così sporca ha inoltre una macchia indelebile: conosco Saladino. Dunque. Partiamo dalle agende telefoniche, cartacea e cellulare. Alla lettera F troverà il numero di Ferrara Giuliano, direttore del Foglio, ex ministro del Governo Berlusconi, ex confidente della Cia, anti-abortista amico di suore e cardinali, area politica di riferimento: centrodestra. Alla lettera P, sorpresa, di nome troverà il suo: Polito Antonio. Direttore del Riformista, ex senatore del centrosinistra, amico di Chicco Testa e Claudio Velardi, non berlusconiano, area politica di riferimento: centrosinistra. Se sfoglia con pazienza troverà anche i numeri di Mieli Paolo (Corriere della Sera) ed Ezio Mauro (Repubblica), Buttafuoco Pietrangelo (destra islamo-siciliana) e Di Michele Stefano (sinistra reazionaria). Ci sono anche i telefoni di Cesana Giancarlo (Comunione e liberazione) e Andrea Riccardi (Comunità di Sant`Egidio), di Pacifici Riccardo (presidente della Comunità ebraica di Roma) e di Camilletti Oscar (del Centro islamico di Roma). Ho pure il numero di Luciano Moggi (juventino) e di Massimiliano Gallo (napoletano che ha attaccato Moggi sul suo giornale).

 

Sarà infine sfavorevolmente stupito, caro direttore, da qualche numero abbinato a soli nomi di battesimo sui quali mia moglie potrebbe avere da ridire: Chiara (donna) oppure Stefano (uomo) e un insuperabile CarloSilvia (ermafrodito?). C`è il numero dell`ambasciata americana a Roma e quello di un non precisato Centro Internazionale, di Ignazio Marino (senatore e medico a favore della ricerca sulle cellule staminali embrionali) e quello di Eugenia Roccella (sottosegretario contrario alla suddetta ricerca), del professore Mario Monti (laica Università Bocconi) e del professore Lorenzo Ornaghi (cattolica Università Cattolica). Ecclesialmente telefonando, posso raggiungere il "progressista" cardinale Carlo Maria Martini e il "ratzingeriano" Camillo Ruini.

 

A riprova dei miei legami internazionali troverà annotati numeri francesi, spagnoli, tedeschi, americani (del nord e del sud) e financo polacchi e russi. Pensi che ho anche il numero di Pio Pompa. Ho i recapiti della casa editrice Rizzoli e della sua avversaria Mondatori, telefoni di ex terroristi di destra e di sinistra. Vignettisti solo di sinistra (Vauro e Vincino). Troverà, come detto, il numero di Saladino Antonio (ciellino calabrese), numero inutile perché il cellulare gli è stato sequestrato, ma anche quello di Francesco Agnoli (cattolico trentino e tridentino). L`ultimo numero è quello di Sergio Zuncheddu, editore dell`Unione Sarda e massone dichiarato, è scritto poche righe dopo quello di Gian Maria Vian, direttore dell`Osservatore Romano, il quale potrebbe essere definito «collegamento del Casotto con gli ambienti curiali vaticani» (copyright sempre V.P. «collegamento del Saladino con gli ambienti politici romani»).

 

Caro direttore, non pensa anche lei che da tutto questo emerga un «quadro molto più ramificato di quanto lei pensasse al tempo della mia assunzione» (copyright V.P. «un quadro molto più ramificato di quanto si era pensato ai tempi dell`indagine su Prodi»)? Ma c`è dell`altro. Se prende l`agendina degli appuntamenti di questo 2008 (ma sono a disposizione anche quelle degli anni Novanta) il 10 gennaio troverà enigmaticamente segnata una targa: «Fiat Doblò BN 6...» con un numero di telefono, due giorni dopo, sabato 12 gennaio, alle 17,30 un`altra strana annotazione da decifrare «SdC». Si volta pagina e il 17 gennaio campeggia la scritta «Veglia Laica», mentre il 20 gennaio «Angelus». Non le sembra una prova inoppugnabile, se ancora ne avesse bisogno dopo aver scorso la rubrica telefonica, dei miei «rapporti bipartisan»? (copyright V.P. «Saladino aveva rapporti bipartisan»).

 

Ci sono poi gli affari, il 24 gennaio risulta appuntato un mio «assegno Avsi 1.000 euro» e l'11 febbraio alle ore 10 un misterioso appuntamento dal «notaio C.» con tanto di indirizzo. Misterioso, come l`identità da ricostruire delle due persone che ho ricevuto in luogo non precisato il precedente 8 febbraio: «22.30 arrivano M e Ch». E poi gli spostamenti: il 21 e il 22 aprile risulto a Torino, il 25 a Rimini, il 28 di nuovo a Roma, ma per poco, il 1 ° maggio corro a Camogli (Genova), quindi di nuovo Roma. Il 7 maggio si capisce qualcosa di più dei miei affari, sono infatti a «CenaAvsi, 20.30» (sono quelli dell`assegno di 1.000 euro). E infatti il giorno dopo, l`8 maggio, sono in «banca per libretto assegni». La sera dello stesso giorno cospiro in una riunione appuntata come «h. 20 Diaconia Cl», ma una settimana dopo, a riprova del mio «intreccio di interessi» (copyright V.P. «un intreccio potente di interessi. Un grumo di affari, potere, amicizie eccellenti»), il 15 maggio alle 9 ho una riunione «CafAcli». Ho anch`io il mio bravo «incontro con un vescovo» (copyright V.P.) il 1 ° luglio alle ore 13 in via della Conciliazione e il giorno dopo, 2 luglio sono di nuovo in banca a ritirare «lib. assegni».

 

Potrei continuare, nell'ultimo mese ho fatto visita a un cardinale, pranzato con un'onorevole dell'opposizione, telefonato a un ministro, frequentato una fisioterapista spagnola e una volta, addirittura, ospitato a casa mia un non precisato «idraulico». E vero, però, che non ho mai fatto neanche una telefonata, neanche una di «ben 183 secondi» (copyright V.P.) a Nicola Mancino. Ricordo però di avere bevuto, in epoche in cui Antonio Saladino non era indagato, un ottimo Taurasi a casa di un amico (a richiesta sono pronto a fornire nome cognome, indirizzo e stato di famiglia): «Me l`ha regalato Mancino», mi disse. Posso essere indagato anch`io?

 

(Ubaldo Casotto)

 

Pubblicato su Il Riformista del 6 Dicembre 2008
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