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Cronaca

La Testimonianza di Giovanni Paolo II

A tre anni dalla scomparsa di Karol Wojtyla, l’Osservatore Romano ne traccia un ritratto da cui emergono la «visione mistica e politica», capace di guidare credenti e non credenti in un «tempo segnato da mutamenti rapidi e inattesi». Leggi il contributo di MONS. MASSIMO CAMISASCA. All'interno l'omelia di Benedetto XVI.    

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Visione mistica e politica – Un ritratto a tutto tondo, per ricordare la figura di Giovanni Paolo II a tre anni dalla scomparsa. L’editoriale dell’Osservatore Romano, firmato dal direttore Giovanni Maria Vian, ripercorre nei suoi tratti essenziali la straordinaria figura del predecessore di Benedetto XVI, mettendone in luce, con efficace espressione sintetica, la «visione mistica e politica». «Avvicinandosi il terzo millennio, come pastore universale della Chiesa - sottolinea Vian - ha saputo, con una visione mistica e politica, accompagnare i fedeli cattolici e i cristiani, ma più in generale credenti e non credenti, in un arco di tempo segnato da mutamenti rapidi e inattesi: dalla crisi e dal crollo del comunismo europeo all'imporsi del fenomeno mondiale che va sotto il nome di globalizzazione. Con una nuova attenzione alle donne, alle quali per la prima volta dedicò diversi documenti e interventi».

Le critiche a comunismo e materialismo pratico – Wojtyla, secondo il direttore dell’Osservatore Romano, fu anche un grande portatore di pace e uno strenuo difensore dei diritti fondamentali della persona umana: «di fronte a nuove guerre e alla crescita dei fondamentalismi religiosi, in particolare quello islamico, la predicazione di Giovanni Paolo II riprese e rafforzò l'opera di pace della Santa Sede, ininterrotta almeno da oltre un secolo, ponendo la Chiesa cattolica all'avanguardia della difesa dei diritti umani e cercando un'intesa tra le grandi religioni». Ma fu al tempo stesso capace di lanciare giudizi pesanti nei confronti delle tante degenerazioni dell’uomo del novecento, con la su «critica serrata all'ideologia materialista e disumana del comunismo», nonché l’accusa ripetuta più volte nei confronti del «materialismo pratico delle società ricche sempre più scristianizzate, povere di ideali ma pervasive con i loro avvilenti modelli di vita».

Il ricordo di Ruini – «Aveva la semplicità dei fanciulli e la salvezza della fede». Così ricorda Giovanni Paolo II il cardinale vicario Camillo Ruini. L’ex presidente della Cei ha poi sottolineato l’impatto personale dell’incontro con Giovanni Paolo II, un incontro che, dice Ruini, «mi ha cambiato la vita, non solo per gli incarichi che mi ha affidato, ma proprio per l'incontro con la sua persona». «Quando la sua salute ha cominciato a declinare, - ricorda ancora Ruini – ho visto crescere la tenerezza della gente di Roma nei suoi confronti. Anch'io, vedendo loro commuoversi, ho spesso provato commozione».

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