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GIOVANI/ Ma perché il consumo di droghe aumenta solo in Italia?

Pubblicazione:lunedì 9 giugno 2008

Marijuana_FN1.jpg (Foto)

Finiscono le scuole, cominciano lunghi mesi di vacanza. Come aiutare i giovani, i figli i nipoti, tutti, a metterli a frutto? Ogni giorno, in particolare nell’adolescenza (ma anche dopo), è una miniera di possibilità, di scoperte, di esperienze, di gioia e di possibilità di impegno.
Vorrei qui però segnalare un problema elementare, dal quale tutti gli altri sviluppi sono condizionati. Si tratta dell’integrità fisica e psichica, in particolare rispetto alle droghe. Si tratta di un assedio senza quartiere, al quale i ragazzi, durante la loro vita scolastica vengono sottoposti in continuazione.

Più di un terzo dei giovani, e degli studenti, è consumatore di una o più droghe; fra essi praticamente tutti utilizzano derivati della cannabis, hashish e marijuana, sostanze della cui pericolosità la gran parte del personale insegnante, come anche degli operatori dei media italiani, continua apparentemente a non sapere nulla. Malgrado proprio su questi aspetti siano in atto ormai da anni, in tutto il mondo, imponenti campagne lanciate dai governi, dalle istituzioni sanitarie nazionali, e da quelle internazionali.
Il risultato di questa colossale ignoranza delle autorità educative è che l’Italia è, con Malta, l’unico paese europeo nel quale il consumo di cannabis e delle altre droghe continua ad aumentare senza interruzione. Per questo siamo stati richiamati sia dalla Cee che dall’Onu, ma la cosa non ha avuto grande effetto.

Livia Turco, provò poco più di un anno fa, da Ministro della salute, a raddoppiare la dose di cannabis che si poteva detenere (il Tar del Lazio cassò la decisione per insufficiente motivazione), e la ministra Pollastrini appoggiò l’iniziativa dicendo che era opportuna, perché anche la comunità scientifica internazionale aveva dimostrato la non pericolosità dello spinello. In realtà, come dimostro nelle oltre 160 note bibliografiche nel mio libro Cannabis, come perdere la testa. E a volte la vita (San Paolo editore), la comunità scientifica internazionale vede da anni, soprattutto con le ricerche delle neuroscienze, e le evidenze della psichiatria, i derivati della cannabis come un vero flagello. Non si tratta solo della nuova cannabis potenziata, con presenze di principio attivo (THC) dieci volte più potente rispetto a qualche decennio fa: il cosiddetto skunk, e new skunk. Con quella si può andare subito in coma, o in stati di psicosi acuta, all’istante, e non uscirne più (come già capitava, fin dagli anni 70, con frittate di funghi messicani ed altre prelibatezze di quegli anni).

Lo spinello ha sempre fatto male, solo che prima dello sviluppo delle neuroscienze gli psichiatri onesti notavano lo sviluppo di stati paranoidi, le depressioni e gli accessi di aggressività, ma non sapevano esattamente perché e come si sviluppavano. Le neuroscienze hanno perfettamente mappato le zone del cervello su cui il THC agisce, indebolendo e annullando la volontà, azzerando gradualmente la memoria, suscitando idee persecutorie e rompendo i legami sociali, fragilizzando la capacità di ideazione e le facoltà cognitive.
Altri campi della medicina hanno poi visto il resto: i danni alla capacità riproduttiva sia maschile che femminile, quelli al polmone, alla coordinazione motoria. Gravissime le evidenze psichiatriche, su come l’assunzione frequente di cannabis prima dei 15 anni alzi enormemente il rischio di sviluppo di schizofrenia o psicosi nei cinque anni successivi. Ma di questo i ragazzi non sanno nulla. Se si fa una ricerca su “encarta” uno dei loro guru, si finisce al sito marijuana.it, che vende anche i semi per pochi euro, o al blog fuoriluogo, molto impegnato nella legalizzazione, che vanta come gli scout abbiano detto sì alla marijuana.
Insegniamo allora ai ragazzi i veri effetti delle droghe, a cominciare da questa, perché è la più diffusa e serve da pista di lancio verso tutte le altre. Per essere convincenti dovremo studiare bene la questione. Se non lo facciamo, però, rischiamo (ancora di più) di perderli.
 
(Foto: Imagoeconomica)


© Riproduzione Riservata.
 
COMMENTI
04/07/2008 - la droga come amico (valentina staci)

ho letto l'articolo ed è veramente ben scritto.Vorrei solo lasciare un commento dicendo che molte volte i ragazzi ancora ingenui prendono come spunto,come idoli molti personaggi famosi della televisione,e questi personaggi come ripagano?facendo vedere non solo ai giovani ma anche a tutti gli italiani,che la droga può essere soluzione di molti problemi,non è cosi la droga non è un amico,non è una persona con cui ti puoi confidare,la droga ti prende e ti fa senteri sollevato solo per un attimo ma poi ti tradisce e il più delle volte ti porta via la vita...pensate a queste parole un amico,un amico vero non ti ruba mai la tua vita.Quindi chiedo a tutti voi che diffondete le notizie di fare propaganda per tutte quelle persone che non sanno i veri effetti della droga non specificando solo gli effetti negativi delle droghe in generale ma anche gli effetti che i ragazzi presuppongono essere positivi come allucinazioni o benessere.E vi prego non parlate solo delle droghe come cocaina eroina,o hascish provate a diffondere anche notizie sugli effetti delle altre nostre droghe legali come sigarette e alcool anche queste sono droghe ma sono anche buisness per il nostro stato

 
20/06/2008 - L'informazione è indispensabile (ma non è tutto) (marletta riccardo)

E' innegabile che cio che Claudio Risè (con la consueta intelligenza) osserva risulta drammaticamente controcorrente. Ritengo che in questa vicenda vi sia una gravissima responsabilità di quei mezzi di comunicazione che (spesso avendo come "testimonial" attori, cantanti ed altri personaggi di successo) continuano a proporre lo stereotipo della "canna" come passatempo simpatico e comunque innocuo, ignorando completamente (vuoi nel senso di non sapere, vuoi nel senso di tacere) i drammatici rischi che sono ben descritti nel commento di Risè. E se questo modello ha successo è anche perchè (sbagliando e magari inconsciamente), i ragazzi ritengono che la "canna" possa rispondere al "disperato" bisogno di felicità che alberga nei loro cuori (o magari solo stordirlo). E se non si risponde a questo bisogno la responsabilità è di tutti noi adulti, non crede prof. Risè?

 
14/06/2008 - Quel che si fa negli altri Paesi (Paolo Marcon)

Complimenti al Sussidiario e a Risé per questo articolo. Mentre in Italia le iniziative desiderate a livello europeo sono sconosciute (come il Piano previsto per il 2005-2008, e il nuovo programma Drug Prevention Programme per il periodo 2007-2013 al fine di prevenire l'uso di droga così come di incrementare l'informazione relativa) noi assistiamo ad un inesorabile aumento di consumo di sostanze, e in particolare cannabis (che si trascina tutte le altre), presso i nostri studenti. Eppure in Usa è già stato pubblicato un programma che invita genitori, insegnanti, educatori...a continuare durante le vacanze estive l'azione preventiva e informativa realizzata con successo negli ultimi 5 anni; inoltre in Francia si diffondono a macchia sul territorio i Centri di ascolto e cura per i danni provocati dalla marijuana. Finalmente però qualche voce, come la vostra, si alza. Se sarà ascoltata sarà portatrice di un certo miglioramento. Ancora complimenti e grazie.

 
11/06/2008 - ottimo articolo (antonello vanni)

Grazie per questo ottimo articolo di Risé, su un tema tanto importante quanto poco seriamente affrontato. L'articolo è stato linkato sul sito molto noto ai docenti Orizzonte Scuola.it in http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&file=article&sid=19338

 
09/06/2008 - emergenza educativa e droghe (walter sabattoli)

Intorno all’uso e all’abuso di sostanze stupefacenti in Italia da molto tempo si assiste ad una gigantesca ipocrisia: quella di tacere la reale diffusione del fenomeno. Molti fatti di cronanca sottendono un uso ed abuso di droghe, anzi certi delitti, manifestazioni o concerti non si farebbero se non ci fosse un uso così preventivo e smodato di sostanze. Del grande segreto che sta prima e durante queste situazioni e manifestazioni non si dice. Vi è un tacito, connivente, colpevole e trasversale accordo nel non rivelare una delle cause principali che stanno all’origine di tante situazioni che è appunto la disponibilità di droga ed il suo possibile e conseguente uso. Tanti ragazzi ad ogni buon conto, soprattutto quelli delle Comunità Terapeutiche, hanno sempre raccontato che “certe cose non avrebbero mai avuto il coraggio di farle se non avessero avuto in corpo la sostanza”. Si stima che uno dei principali motivi di questa voluta dimenticanza, soprattutto in ambito giovanile possa essere la inevitabile conseguente ammissione del fallimento educativo di molte famiglie e di molte agenzie educative. Insomma ammettere che il fenomeno è da tempo ormai sfuggito di mano, che tantissimi giovani sono dediti all’uso di sostanze vuol dire cambiare troppo, modificare troppo le proprie convinzioni esistenziali e culturali; vuol dire ammettere che una buona fascia dei ragazzi che si drogano lo fanno per una sorta di vendicatività verso gli adulti di riferimento. Comunità Pinocchio