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LETTERA/ Ecco la "Casta" dei signor Rossi

Ilsussidiario.net dà voce a un lettore che ci propone di riflettere su un fatto: la mancanza di senso del bene comune è un problema che riguarda solo la classe politica o anteporre l'interesse particolare a ogni ragionevolezza di convivenza sociale è purtroppo un fenomeno generalizzato?

Caro Direttore,

negli ultimi tempi, con manifesto disprezzo, si è parlato della “Casta” dei Politici, accusati di essere principale causa dei mali del paese, egoisticamente e irresponsabilmente arroccati in difesa dei loro diritti acquisiti.
Concordo sul fatto che la liceità e l’entità di questi diritti sia per lo meno discutibile e spesso abusata, ma a mio parere i politici rappresentano la punta dell’iceberg  di una situazione generalizzata nel paese : un arroccamento in difesa dei propri diritti acquisiti e una diffusa anteposizione del bene personale, non solo al bene comune, ma anche ad alcuni dati che la realtà attuale imporrebbe.

Effetto inevitabile di questa situazione è una diffusa repulsione al mutamento dello status quo . Si pensi, solo per fare un esempio,  ai taxisti in piazza ogni volta e ovunque si parli di concedere nuove licenze
La posizione è la seguente:  “tutti i diritti acquisiti sono scandalosi  e arbitrari, tranne i miei che sono persino troppo ridotti”.  La realtà però dice che è bello avere dei privilegi ma non sempre è sostenibile e sensato mantenerli. Quindi, per impedire il degenerare della difficoltà attuale del paese in una crisi conclamata, occorrerebbe una disponibilità condivisa di mettere in discussione molti assetti consolidati del nostro sistema di welfare, del rapporto tra le parti sociali, del mondo della ricerca, del mondo dell’istruzione e della formazione e via discorrendo.

Una piccola manifestazione di questo fenomeno l’ho scorta nelle scorse settimane, quando ,all’ingresso dell’ufficio alle 8.10, ho raccolto  senza prestare troppa attenzione un volantino che una signorina mi porgeva con una certa decisione.
Il volantino, diligentemente piegato in quattro, è rimasto nella tasca della mia giacca fino all’ora di pranzo quando, aprendosi casualmente mi ha strappato un piccolo sorriso. Una semi-sconosciuta sigla sindacale denunciava un orrendo sopruso del governatore lumbard Formigoni, sconosciuto persino all’Unità, a Marco Travaglio e probabilmente pure a Di Pietro.
Eh sì, Formigoni affama i dipendenti Regionali che, poverini, sono costretti ad accontentarsi di un misero buono pasto quotidiano di 10 euro!!! I colleghi del Lazio, invece, godendo di un magnanimo governo, hanno diritto a un più umano buono pasto del valore di 13 euro. Per porre fine a questa grave ingiustizia sociale, si invitava i dipendenti a una presa di posizione decisa.

Jacopo Brioschi

 

Che l’egoismo faccia quantitativamente premio sull’altruismo non è forse una grande scoperta. Tuttavia, vi sono altri elementi. I diritti acquisiti sono diventati una consolidata categoria, non solo per i politici e i sindacati, ma anche a livello giuridico. Per un verso, è una sorta di applicazione del principio di non retroattività della legge, per un altro verso, è l’affermazione del principio che non si ritorna indietro e si può solo progredire.
Non tutti i diritti acquisiti sono, peraltro, privilegi, così come un privilegio non è necessariamente ingiustificato. Certi privilegi degli anziani, per esempio il cedergli il posto in tram, sarebbero da ripristinare,e così molti altri andati desueti.
È decisamente, però, corretto chiedere che si sia disposti a ridiscutere tutto alla luce di nuove situazioni e che nessun assetto si consideri consolidato ed intoccabile. Compito di chi ha responsabilità è chiarire le ragioni degli interventi e dimostrarne l’equità alla luce delle necessità e del raggiungimento di un bene comune,condiviso. Ecco perché è pericoloso che politici, e magistrati, siano una casta o che tale siano percepiti: la questione non è  (solo) morale, è di efficienza, perché nessuno dà retta a chi ha perso credibilità.

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