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CALCIO/ Domani sulla Rai e negli stadi gli spot “Stop alla violenza”. E Matarrese propone le celle

Il presidente di Lega Calcio esclude la possibilità di applicare in Italia il modello britannico che prevedeva la chiusura degli stadi. La sua controproposta è la realizzazione, negli impianti sportivi, di “bunker” per rinchiudere chi delinque

maroni_violenzaR375_11set08.jpg (Foto)

Ha le idee chiare il presidente di Lega Calcio Antonio Matarrese, certo del fatto che contro i tifosi violenti non c'è bisogno del modello inglese. Adottare quindi il metodi britannici per debellare la violenza negli stadi? La risposta del presidente è no. «Noi siamo in Italia e non dobbiamo copiare il modello inglese - ha detto Antonio Matarrese, oggi presente alla conferenza stampa al Viminale dove sono state presentate alcune iniziative, in particolare uno spot contro la violenza e i tifosi violenti nel mondo del calcio - se necessario, facciamo delle celle negli stadi per metterci chi delinque».

 

Sulla Rai gli spot antiviolenza - Uno spot di 30 secondi dal titolo “Stop alla violenza”. E' la principale iniziativa adottata sul piano della comunicazione dal ministero dell'Interno e presentata oggi in una conferenza stampa al Viminale dal ministro Roberto Maroni, alla presenza del presidente della Figc, Giancarlo Abete, della Lega Calcio, Antonio Matarrese, e del capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli. Uno spot che sarà diffuso a partire da domani sulle reti Rai e poi anche, a seguire, sulle reti Mediaset. Un messaggio contro i violenti e la violenza rivolto a un target di tifosi delle serie calcistiche italiane (oltre 42 milioni di persone). Messaggio per le curve - Il messaggio sarà diffuso anche sui maxischermi di undici stadi italiani e all'inizio delle partite di calcio i calciatori di serie A e serie B, compresi gli arbitri e gli accompagnatori, scenderanno in campo indossando una maglietta con sopra il logo “Stop alla violenza”. «Si tratta di un'iniziativa - ha spiegato il ministro dell'Interno - che vogliamo affiancare a quella propria del ministero dell'Interno che è l'azione di contrasto. Dopo gli incidenti avvenuti in occasione della partita Roma-Napoli, tutti abbiamo un comune interesse affinché le partite possano svolgersi in piena sicurezza e i cittadini possano andare allo stadio tranquilli. E' ciò che vogliamo ed è ciò che faremo».

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COMMENTI
11/09/2008 - celle negli stadi??? (Claudio Scardillo)

Devo leggere con un certo rammarico che ancora una volta il rimedio rischia di essere peggiore del male che si vorrebbe debellare. Da anni oramai accompagno il figlio in curva e devo dire che il popolo della curva non è diverso dal resto del nostro popolo. C'è sicuramente una zona franca della quale non necessariamente si è obbligati a farne parte. C'è altresì comunanza, unità, e a volte anche amicizia. (sempre nel lecito). Sono daccordo nell'emarginare e sanzionare i violenti, cosa che già avviene, ma parlare di celle negli stadi accomuna Matarrese ad altri illustri predecessori che oltre a dirlo lo hanno anche messo in atto: i talebani e prima di loro, i regimi cileno ed argentino. Certe esagerazioni non giovano a nessuno, tantomeno a chi le paventa...