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ELUANA/ Formigoni: valuteremo ricorso contro Tar. Per ora Eluana resta viva

Pubblicazione:martedì 27 gennaio 2009

eluana_sorriso_R375.jpg (Foto)

«Abbiamo 60 giorni per decidere il ricorso al Tar e senz'altro in questi 60 giorni non procederemo all'esecuzione di una sentenza che ci sembra aberrante». Così ha risposto il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, in un'intervista nel corso di MattinoCinque, alla domanda se la Regione avrebbe indicato una struttura idonea dove Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni, potrà morire.

La Lombardia non indicherà quindi nessuna struttura: «Si tratta - ha commentato Formigoni - di una struttura dove, per la prima volta in Italia, verrebbe data la morte a una persona attraverso la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione, perché Eluana non è sottoposta a nessuna cura o accanimento terapeutico».

Tra le strade per opporsi alla sentenza, Formigoni ha indicato un possibile ricorso al Consiglio di Stato: «Abbiamo un lasso di tempo di 60 giorni - ha detto - Oggi in Giunta ne ragioneremo approfonditamente e anche sulle altre strade che ci permettono di opporci a questa sentenza che mi sembra poco fondata. Il Tar è un tribunale amministrativo e non credo che sia una questione amministrativa decidere sulla vita o la morte di una persona»

«Il Parlamento - ha ribadito Formigoni - decide se fare e come fare le leggi. Il potere del Parlamento è insindacabile perché rappresenta il popolo. È possibile che in questo caso di configuri un vuoto legislativo. Ma è possibile che non ci sia un vuoto legislativo e che il legislatore ritenga che in questa materia non si debba procedere per legge, ma lasciare alla responsabilità del medico che è tenuto a rispondere delle sue scelte in scienza e coscienza, e deve essere sicuro di farlo di fronte a qualsiasi tribunale».  

Formigoni ha ribadito che «la sentenza del Tar non si appoggia a nessuna legge nazionale. Ogni prestazione sanitaria ha un suo protocollo. Qui si tratterebbe di un intervento assolutamente innovativo per cui non è stabilito alcun protocollo e quindi un medico che teoricamente eseguisse l'intervento secondo la sua valutazione potrebbe essere perseguibile ai sensi della legge».

«Non spetta alla magistratura fare delle leggi - ha concluso il Governatore - La Costituzione parla chiaro: le leggi spettano al Parlamento su delega del popolo. Compito di ogni magistratura è di far rispettare le leggi, non di innovare».



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