BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

TRADIZIONE/ Quando il freddo è in una cultura dimenticata

Oggi cominciano i giorni "della merla". Ma chi li ricorda? Certo non le giovani generazioni, orfane di una cultura popolare semplice, ma che richiama alle nostre radici. ALDO CEREFOGLI, con un pizzico di malinconia, si chiede: cosa lasciamo a chi verrà dopo di noi?

merlo_R375.jpg(Foto)

Quando andavamo a scuola noi non c'erano dubbi. Dal 29 al 31 di gennaio erano i giorni della merla. I giorni più freddi dell'anno. La maestra ci raccontava la storia dei merlotti, che una volta erano bianchi, diventati per sempre neri dopo essersi nascosti nei comignoli per il gran freddo. E allora ecco disegni di merlotti, camini, fiocchi di neve, gente stretta nei cappotti, starnuti e battaglie a palle di neve. E noi ci divertivamo un mondo, capivamo con il linguaggio della nostra età che cosa accadeva attorno a noi, imparavamo la poesia della vita.

Ho ancora in mente la storia dei merli sul mio libro di lettura delle elementari, con le sue brave illustrazioni. Son passati tanti anni, ma il ricordo non si cancella.

Strano e spiacevole che tanti bambini oggi non abbiano la nostra fortuna. Ma come? Non sapete che sono i giorni della merla? Ah, la maestra non ve ne ha parlato. Vabbè. E i nomi delle maschere italiane? Brighella, Pulcinella, Arlecchino? No? Ah, però a scuola avete fatto il capodanno cinese. Capisco, siamo un po' meno provinciali e guardiamo al mondo intero. Giusto. Ma allora vi avranno parlato di Obama, dell'America.

Lo sapete che cosa è successo il 12 ottobre 1492? Dai, almeno voi grandi di quinta elementare... Neppure voi? Scusate, non voglio mettervi in imbarazzo. Già, troppo nozionismo non va bene. Mmm... Ah, bambini, ho trovato! Parliamo delle vacanze! Belle, vero? Sapete che le prossime sono per Pasqua? Bravi, bravi, questo lo sapete. E che si fa a Pasqua? Vi aiuto: campane, rami in fiore, Croce, sepolcro... No? Forse non è politicamente corretto, scusate, anche il Natale è un po' imbarazzante. Allora ci sono: il 25 aprile? Il primo maggio? il 2 giugno? Troppo difficile, proverò con i vostri compagni delle medie. O dei licei Vedremo se sarò più fortunato.

Questi sono i miei figli, i miei nipoti, i figli dei miei vicini ed amici. Sono gli italiani di domani. Sono quelli che dovranno mantenerci in pensione. Sono quelli che ci chiuderanno gli occhi.

Come vorrei che fossero anche gli eredi del nostro mondo occidentale ed italiano, non solo gli eredi delle nostre case e delle nostre (sgangherate) casse.

Aldo Cerefogli

© Riproduzione Riservata.