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GIORNALI/ Amicone: tutta colpa di quei quattro tipi poco raccomandabili...

Oggi Tempi inizia la sua avventura in edicola. Il suo direttore Luigi Amicone spiega il perché di questa scelta e ripercorre la storia del settimanale nato nel 1995

giornali_paccoR375.jpg (Foto)

Era l’agosto 1995 quando un bizzarro foglio milanese - quattro pagine patinate, formato A3, tutto illustrato e a colori - faceva capolino al Meeting di Rimini con la copertina firmata da Giuliano Ferrara e la presentazione di Vittorio Feltri e Gad Lerner.  Questo foglio settimanale si chiamava Tempi. Ed era stato partorito dalle menti di quattro tipi poco raccomandabili: due ex comunisti, un politico fresco di carcere, il sottoscritto.


Trascorsero cinque anni di dura e allegra bottega artigiana. Andavamo in Corso Magenta, pieno centro di Milano, come conveniva a quella mezza sporca dozzina di tiratardi e scapigliati che eravamo. Abitavamo nella notte un pied a terre, la nostra prima redazione (messaci gratuitamente disposizione da un amico commercialista), in compagnia di attrezzi del mestiere da reperto archeologico (due Macintosh 128k, una vecchia stampante ad aghi, tre telefoni fissi da anni settanta e nessun cellulare).


Allo scoccare del nuovo millennio, per grazia ricevuta da un Principe tuttora a cavallo, Tempi ottiene di essere scarrozzato, in abbinata gratuita settimanale, con il Giornale di Paolo Berlusconi. È andata così fino a oggi, giovedì 1 ottobre 2009. Così, intendendo che tutto ciò che abbiamo ottenuto è stato ottenuto a spese e sudore della edizione Tempi Duri srl, poi, dal 2008, scioltasi per consegnare il settimanale a una cooperativa di giornalisti.


È importante sottolineare che nei suoi primi quindici anni di vita, Tempi non ha pescato una lira né alla greppia dei sussidi governativi alla stampa, né tra i partiti politici, ma è vissuto e si è ampliato, passando dalle 4 pagine formato A3 del primo numero alle attuali 64 formato magazine, grazie alla raccolta pubblicitaria realizzata in proprio.


Da giovedì 1 ottobre Tempi si mette in mare aperto (eccetto che in Puglia, Napoli città, nelle isole Sardegna e Sicilia, dove per il momento continuerà l’abbinata col Giornale) e andrà alla conquista di un suo proprio lettorato. Ciò significa che Tempi sarà in edicola (e resterà in edicola tutta la settimana, a partire dal giovedì) al prezzo di copertina di 2 euro.