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Cronaca

WIN FOR LIFE/ Meluzzi: il gioco dei numeri, una “cabala” che nutre speranze infantili

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C’è in questo genere di giochi, da “Win for Life” al “Superenalotto”, un legame anche psicologico con la superstizione?

 

Certamente. Il gioco è legato al pensiero magico, lo provano tutte le combinazioni simboliche che sono legate al più tradizionale dei giochi, il gioco dell’otto. E quindi questo simbolismo dei numeri e questa dimensione per cui un evento che obbedisce a delle leggi assolutamente imprevedibili della statistica possa essere guidato da momenti magico-superstiziosi infantili rappresenta la riemersione dell’infanzia dell’umanità nel nostro presente. È il riemergere del nostro pensiero bambino e del nostro pensiero primitivo.

 

Un aiuto al successo di questi giochi può essere ricondotto anche all’attuale crisi economica?

 

La crisi in questo senso c’è sempre. Gli uomini sono sempre andati, da che mondo è mondo, alla ricerca di guadagni improvvisi e facili. Dostoevskij ha costruito sul tema del giocatore una delle sue più lucide raffigurazioni psicologiche dell’umano, come tanti altri romanzieri e scrittori. E come molti altri scrittori fu egli stesso un grande giocatore. Un altro caso è quello di Balzac che perdeva al gioco tutto quello che guadagnava con i suoi romanzi.

 

A proposito di questi ultimi esempi, cosa succede quando il gioco diviene malattia?

 

Scatta una psicosi che ha qualche affinità con la tossicodipendenza da una parte e con la tendenza al suicidio dall’altra. A quel punto non è più la ricerca della convenienza e dell’utilità, ma è semplicemente una specie di bisogno fisico fine a se stesso che anche nel massimo del disfacimento ci porta a buttare le nostre ultime monete nella slot-machine. È qualcosa che all’ultimo stadio assomiglia alla tossicodipendenza dall’eroina. La forma mentale è assolutamente la stessa. Per questo per uscire dal tunnel del gioco occorre uno sforzo e un impegno analogo a quello necessario per una disintossicazione. Ripeto che comunque un rischio simile è molto più raro per i giochi come “Win for life”.

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