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TEMPI/ Amicone: siamo sicuri che è vietato avvelenare i figli?

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Ringrazio gli autori de “L’Italia sul 2” che martedì 13 ottobre (attorno alle 14:30), su questo tema mi hanno concesso di fare una “provocazione” agli ospiti in studio. E la provocazione, detta in soldoni, si risolve nei seguenti interrogativi: vi sembra normale, giusto, intelligente, che nella scuola italiana di oggi l’educazione all’affettività e al sesso sia medicalizzata e sottratta all’alleanza insegnanti-genitori (poiché questi corsi prevedono l’esclusione di ogni adulto che non sia l’esperto ginecologo o Asl)? Vi sembra logico che a un/a ragazzino/a di 10 anni venga spiegata l’importanza del preservativo e della fellatio?

 

 
Dico che mi parrebbe una stupidaggine che l’Italia finisse come la Gran Bretagna, dove il ministero della Sanità invia ai teenager depliant in cui spiega quanto fa bene alla salute del miocardio fare sesso e masturbarsi un certo numero di volte la settimana. Farà pure bene al miocardio, ma anche l’occhio, la mente e il cuore vogliono la loro parte. O no?

 

La realtà umana, infatti, pare ancora dimostrare che l’affettività non coincide automaticamente col sesso e che, d’altra parte, il sesso è una dimensione della persona umana che non è immediatamente tecnica, né moralistica, ma è nell’ordine di un fenomeno che genera attrattiva verso l’altro, fa piacere e, nell’unione tra sessi diversi, produce anche quel fenomeno che, se si vuole stare ai dati di realtà, non si dovrebbe ritenere propriamente secondario e che si chiama procreazione.

 
Capiamo bene tutti, a causa della confusione e della promiscuità che oggi regnano incontrastati da ogni pulpito, le esigenze dell’igiene e della profilassi sociale. Ma limitarsi all’igiene e alla profilassi sociale non è un po’ poco? L’ha capita così una mia amica professoressa. L’ha capita a tal punto che quest’anno, nella scuola media inferiore della periferia di Milano dove insegna, ha proposto al Consiglio dei docenti che i corsi di educazione sessuale non fossero più appaltati all’Asl, ma ad adulti, insegnanti, medici e persino a persone del Movimento per la vita.

 

A sorpresa il Consiglio dei docenti ha accettato la proposta. Indovinate chi si è opposto e, forte dell’appoggio di un certo sindacato, sta raccogliendo firme contro questa iniziativa? La professoressa di religione. Perché? «Perché gli esperti sono neutrali, mentre così si discriminano gli studenti».



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COMMENTI
18/10/2009 - Educazione all'Affettività (nicola coccia)

caro Luigi, ho insegnato per quindici anni alle superiori, e purtroppo posso confermare quanto scriveva anche Laura Cioni. Da due anni ho incontrato un percorso che credo ci potrebbe essere utilissimo e sul quale vorrei portare la tua attenzione: Teen Star (www.teen star.it). E' un percorso diffuso in molti paesi, che coinvolge i genitori, che promuove -come Animatori - gli insegnanti ed i genitori, che fa riferimento all'insegnamento di Giov.Paolo II, che parte dalla osservazione della propria esperienza. In Italia è in fase di diffusione: due corsi per animatori sono stati tenuti all'ASLAM di San Macario di Samarate (VA), uno nel mio istituto, a Rivoli. Altri due corsi si terranno nella prossima primavera a Torino e Milano. Non scrivo di più per non annoiare, ma per ulteriori informazioni, scrivetemi: coc.nicola@tiscali.it.

 
17/10/2009 - educazione alla sessualità (laura cioni)

Nella mia lunga esperienza scolastica ho visto e sentito molte cose simili a quelle descritte e documentate nell'articolo. Gli insegnanti negli ultimi anni nella scuola superiore sono stati esclusi da ogni iniziativa in merito: la scuola compra il pacchetto dalle ASL, che gestiscono in proprio l'ora o le ore di educazione sessuale e gli studenti tacciono, affermando al massimo che "è stato interessante".Così l'informazione pubblica coincide con la perversione della libertà, che Platone chiamava licenza. Questo ed altro che non mi va di scrivere, se vuoi, Luigi. Con affetto, Laura

 
16/10/2009 - commento (alessandra tarchi)

Ho seguito la trasmissione "Italia sul 2 "menzionata nell'articolo e quando ho sentito Amicone ho detto: meno male c'è qualcuno che finalmente apre una finestra per guardare con verità al questo particolare della vita. Io ho 59 anni, sono una nonna e a sentire quello che succede in giro fra i minorenni mi si rizzano i capelli,ma il problema non è la sessualità, il problrma è l'educazione della persona tutta intera. E non mi si venga a dire che è colpa della televisione che le famiglie non sono preparate e che la scuola è assente. Verissimo su come le ASl affrontano il problema senza minimamente avere il rispetto per un atto che è il mezzo attraverso il quale chi ci ha creati ci ha donato la vita.Il vero problema è che è stato fatto fuori l'umano e si percorre una strada che permettendo tutto toglie l'essenziale per vivere da uomini degni di questo nome.

 
16/10/2009 - Voglio venire anche io... (Francesco Giuseppe Pianori)

Geniale! E pensare che io ho dovuto sfogliare giornaletti e giornali per capire che cosa mi stava succedendo a tredici anni e scoprire da solo quello che oggi insegnano, pagati, gli "esperti" dell'AUSL (in Romagna si chiamano così). E fortuna che un prete mi ha preso sul serio e mi ha fatto scoprire come è bella e gustosa la vita, tutta la vita. Ma le insegnanti di religione oggi sanno ancora chi è Dio?