BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

ESCLUSIVA/ La storia di mia figlia Holly, uccisa dalla Ru486

MonthyPatterson_R375.JPG(Foto)

Il 13 Settembre chiamò la linea diretta della clinica di controllo delle nascite lamentando violenti crampi. Le fu detto che erano sintomi normali e di prendere l’antidolorifico prescritto dalla clinica. Il 14 Settembre, soffrendo ancora di crampi e sanguinamento, Holly si recò al pronto soccorso del centro medico di Pleasanton; i dottori del centro, ai quali disse dell’aborto, la rimandarono a casa con un’ulteriore dose di antidolorifici. I dolori continuavano. Holly era debole, vomitava, e non riusciva a camminare.

Alle prime ore del mattino del 17 Settembre Holly fu riammessa al pronto soccorso del centro medico, dove morì più tardi quel pomeriggio, il settimo giorno dopo aver cominciato la procedura d’aborto della RU-486 e giorno in cui era stata fissata una visita di routine per verificare che l’aborto fosse completo. Il 31 Ottobre 2003 il medico legale dell’ufficio di Alameda, California, emise un rapporto nel quale si concludeva che Holly Patterson era morta per shock settico, dovuto a endometriosi (infezione del sangue legata all’utero), causata dai farmaci utilizzati nella terapia dell’aborto indotto.


Le mie opinioni sulla RU-486

Penso che mia figlia non avesse avuto adeguate informazioni né sufficiente appoggio per affrontare un aborto da sola. I passi previsti dalla procedura possono essere troppo superficiali: la paziente prende una pillola, quindi è mandata a casa a fare il resto da sé. Ci sono troppe cose che possono andare storte.

RU-486 e misoprostolo sono una combinazione pericolosa da poter somministrare con sicurezza, se non altro perché è impossibile dire la differenza fra gli effetti considerati normali della sostanza e i possibili sintomi di una grave infezione. Alle donne viene detto che devono aspettarsi dolori addominali e sanguinamenti maggiori di quelli di un normale ciclo mestruale; inoltre, le donne che sono morte di infezione provocata dal batterio Clostridium Sordellii come conseguenza della pillola abortiva non hanno avuto febbre, un effetto collaterale normale per un’infezione, secondo quando affermato dall’FDA (Food’s and Drug Association, l’associazione americana per il controllo dei cibi e dei farmaci). Diventa quindi molto problematico per una donna capire se i suoi sintomi vanno al di là dei cosiddetti “normali effetti collaterali”.

Le donne e le loro famiglie devono sapere che la procedura dell’RU-486 può finire in una tragedia. Holly, a diciotto anni, era legalmente responsabile della sua decisione, ma cosa succederà con ragazzine di sedici anni o ancor meno? E comunque anche una donna sposata trentenne con due bambini ha perso la vita cinque giorni dopo aver preso la pillola abortiva.

Holly non si è forse resa conto che aveva di fronte altre possibili alternative e che la sua famiglia l’avrebbe sostenuta durante la gravidanza. I genitori dovrebbero comunicare con le loro figlie e porre la domanda che io vorrei aver posto: “Cosa faresti se tu avessi una gravidanza imprevista, e come pensi che io reagirei?” Assicuratevi che sappiano che siete lì per loro, non importa cosa accade. Holly voleva tenere il suo aborto segreto e credo che pensasse che avrebbe deluso tutti attorno a sé e che doveva portare questo peso da sola.

 


COMMENTI
25/11/2009 - Aborto (Lindo Caprino)

Questo articolo dovrebbe essere sottoposto alle donne, quando firmano il "consenso informato" all'ospedale....

 
02/11/2009 - impariamo dai fatti (MASSIMO MESINI)

QUESTA TESTIMONIANZA, COME CE NE POTREBBERO ESSERE TANTE ALTRE DEVE VERAMENTE FARE RIFLETTERE SULLA VERA VERITA'DEGLI EFFETTI DELLA RU486...MA NON SOLO. PERCHE'DICO QUESTO:PERCHE'NONOSTANTE CIO' VEDO ANCORA TANTA OSTINAZIONE NELL'ESSERE ASSSERVITI ALL'IDEOLOGIA,O A FRASI DI CONVENIENZA, O PEGGIO ANCORA AD ASSENCONDARE LA PRATICA OMICIDA DELL'ABORTO QUALSIASI SIA IL METODO NONOSTANTE SI AMMETTA CHE PER LA DONNA E'UN DRAMMA PSCOLOGICO E'UNA SOFFERENZA..MA ALLORA SIAMO PSICO-SADICI O PSICO-MASOCHISTI.ALMENO DI FRONTE AI FATTI CHINIAMO IL CAPO E ABBIAMO ALMENO A CUORE LA SOPRAVIVENZA DELLA RAZZA...A QUESTO PUNTO MEGLIO ESSERE DERIVATI DALLE SCIMMIE...ALMENO LORO CERTE COSE NON LE FANNO...SCUSATE DEI TONI MA COME SI FA A TENERE IL DIALOGO SU TONI GALANTI E SOFT O DEL POLITICAMENTE CORRETTO QUANDO C'E'LA MACELLAZIONE DI VITE UMANE...PACE E BENE

 
24/10/2009 - Ci dimentichiamo un particolare... (Marco Gabrielli)

Non si può dimenticare che quel padre, oltre alla figlia, ha perso anche il nipote. La sua battaglia è contro l'aborto chimico, non contro l'aborto.

 
21/10/2009 - anche i vaccini uccidono (mariarosaria improta)

......cerchiamo ora di non demonizzare.come siamo sempre soliti fare quando una cosa può servire per delineare fazioni politiche, mi dispiace per la morte della ragazza ....è un dolore fortissimo per un genitore, tuttavia voglio ricordare che anche i vaccini possono condurre alla morte, come è accaduto a quella ragazzina inglese che si è sottoposta al vaccino contro il papilloma virus........... qualcuno è morto per un'operazione di appendice, altri per aver tolto le tonsille......insomma sono casi sporadici che accadono così senza una spiegazione

RISPOSTA:

Alcune precisazioni. Holly non è un “caso singolo”, finora sono stati accertati almeno 29 casi di morte connessi al protocollo RU486, un dato probabilmente sottostimato per le ragioni illustrate da Monty Patterson. E non sono morti senza spiegazione ma, come detto nell’articolo, per infezione da Clostridium sordellii, “danno collaterale” riconosciuto anche da chi sostiene la RU486. Certo, si muore anche per vaccinazione, ma la vaccinazione serve ad annullare il rischio di malattie mortali e ogni vaccino viene attentamente verificato per accertare che la sua pericolosità non ne annulli i benefici. Questa analisi, secondo Patterson, per la RU486 non è stata sufficientemente approfondita; la pillola, aggiungiamo noi, è stata presentata come una cosa semplice, “l’aborto fai da te, a domicilio”. Pensiamo che dietro questo vi siano, oltre i forti interessi economici citati nell’articolo, anche radicate posizioni ideologiche. Infatti, le medicine servono a preservare o a curare dai mali e paragonare ad essi la RU 486 vuol dire paragonare esplicitamente il bambino nel grembo di una donna a un tumore da eliminare, chirurgicamente o con chemioterapia. Ci sembra una posizione non accettabile anche da chi ne sostiene il diritto, ma continua a considerare l’aborto un fatto tragico perché, pur vedendolo come “male minore”, comporta comunque l’uccisione di un essere umano, oltre che un trauma drammatico per la donna. Ma forse è proprio questo livello di coscienza che si vuole abbassare. La Redazione

 
20/10/2009 - Ma è un farmaco? (Gabriele DI FAZIO)

Secondo la definizione di farmaco esso ha la funzione di "ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche dell’uomo", quindi uccidere un embrione non mi pare rientri in uno di questi tre casi.

 
20/10/2009 - Ru486 (Christian Pioltelli)

La Ru486 è un farmaco approvato dall'AIFA e come tale può essere somministrato come tutti gli altri prodotti farmacologici, sotto stretta vigilanza dell'organismo competente. Partendo da ciò, è provato che centinaia di persone siano decedute per cause imputabili ad uso di comuni farmaci quali: Aulin, Lipobay, Rofecoxib, AZT... L'articolo testimonia come la Ru486 abbia delle contro-indicazioni gravi, se combinata ad altri principi attivi, come la maggior parte dei farmaci in commercio (leggete il bugiardino) Non si può condurre una campagna anti-farmacologica contro una pillola partendo da un caso singolo di decesso. Non si può condurre una campagna etica contro una pillola sfruttando l'immagine di una ragazza deceduta per un farmaco. Riporto uno stralcio di articolo: "Tra il 1969 e il 2006, negli USA 54 bambini sono morti a causa di overdose da decongestionanti nasali e 69 per colpa di farmaci antistaminici usati per contrastare il raffreddore" Commentiamo quanto sopra oppure preferiamo portare avanti un'inutile battaglia etica anti-pillola abortiva? Fra l'altro, nei paesi europei in cui la pillola è consentita (tutti tranne Lituania, mi pare), NON si è registrato un aumento del numero degli aborti, ma una maggiore precocità nell'intervento abortivo = maggiore sicurezza per la donna.

 
20/10/2009 - Facile come bere un bicchier d'acqua. (DANIELE BANFI)

L'immissione sul mercato italiano della pillola abortiva RU-486 ha come effetto quello di proporre un aborto alternativo. Si cambia il metodo ma si ottiene lo stesso risultato. Mentre però l'aborto meccanico risulta essere un qualcosa che "segna" psicologicamente la donna, l'uso di una pillola sminuisce ancor di più il gesto che si sta compiendo. La legalizzazione anche in Italia di questo "farmaco" sortirà come effetto quello di rendere l'aborto qualcosa di semplice e a basso impatto emotivo. Il rischio è quello di ritrovaci con tante ragazze in gravidanza che non si porranno il problema, tanto c'è una pillola che sistemerà tutto.

 
20/10/2009 - i tempi cattivi (maria rita Polita)

che stiamo vivendo, nella confusione imperante, permettono, se la nostra Speranza è Tale, di "svelare" i pensieri di molti cuori; certo non possiamo ancora "abbracciare" la Verità, ma possiamo imparare a difenderci dalla menzogna subdola e nascosta... Quando chi parla/propone la difesa del creato, dell'ambiente, degli animali, della natura, della foresta equatoriale, delle risorse energetiche e idriche, di bioculture, finanche di commercio equo e solidale e quant'altro si voglia aggiungere, e non ha una parola di rispetto, di custodia della vita umana e della maternità che la permette....meditiamo gente....meditiamo.