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ESCLUSIVA/ La storia di mia figlia Holly, uccisa dalla Ru486

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Monty Patterson sei anni fa perse la propria figlia che, a sua insaputa, si era recata in una clinica per abortire. Le fu prescritto del mifepristone, o RU-486, e le venne fissato un appuntamento. Le complicazioni la portarono però alla morte. Aveva 18 anni.  Il padre racconta a ilsussidiario.net la sua esperienza.

L’ultimo giorno di Holly


Io, Monty Patterson, ho sentito per la prima volta parlare del mifepristone, o RU-486, il 17 Settembre 2003, il giorno peggiore della mia vita.
Mi arrivò una chiamata, quella mattina presto, mentre ero al lavoro: un’infermiera mi disse che mia figlia diciottenne, Holly, era in ospedale e in condizioni molto serie. Mi precipitai all’ospedale che era vicino a Livermore, alla periferia di San Francisco, dove io e Holly vivevamo. Una volta là, la trovai nel reparto di terapia intensiva, a mala pena cosciente, troppo debole per parlare, pallida, con la faccia gonfia, e che respirava a fatica.

Era una cosa assolutamente senza senso. Holly, una splendida bionda con gli occhi azzurri, era una fanatica del fitness in perfetta salute. Mentre le stavo accanto, il dottore arrivò e spiegò frettolosamente: «Stiamo facendo tutto il possibile per lei, ma potrebbe non farcela. Queste cose a volte accadono come conseguenza della pillola». Ero completamente disorientato: «Come, scusi? La pillola anticoncezionale?». Chiesi. «No, la pillola abortiva». Replicò il dottore. Scioccato, gli chiesi: «Di che cosa sta parlando? Quale pillola abortiva?».

Il dottore si rese conto che brancolavo completamente nel buio. Spiegò brevemente che Holly si era sottoposta a una “interruzione precoce di gravidanza” con la somministrazione doppia di mifepristone (nota come Ru-486) e di misoprostolo. Disse che stava soffrendo di un aborto incompleto e di un’infezione massiccia. I suoi organi vitali cominciavano a non funzionare più e i suoi polmoni si stavano riempiendo di liquido. «Shock settico», mi fu detto.

Poco dopo la crisi aumentò. Le condizioni di Holly deterioravano rapidamente; i monitor attorno a Holly cominciarono a suonare l’allarme. Sentii le parole: «Codice blu!», e fui fatto uscire dalla stanza. Non riuscendo a reggere oltre, a un certo punto irruppi nella stanza e spostai la tenda.
Porterò quell’immagine nella mia mente per il resto della mia vita. Lo staff dell’ospedale stava lavorando freneticamente per salvare la fragile vita di Holly. Qualcuno stava premendo sul suo torace cercando di rianimarla, le venivano somministrati dei farmaci e i monitor continuavano a suonare. La linea di Holly era piatta. Tutti mi guardarono increduli e costernati. Holly era morta, appena prima delle 14:00.

La morte di Holly ci lasciò tutti scioccati. Non sapevo cosa pensare a parte il fatto che c’era qualcosa di terribilmente sbagliato. Volevo scoprire cos’era successo e fare qualcosa in merito.


Gli avvenimenti

Nell’Agosto 2003, Holly Patterson, allora diciassettenne, aveva scoperto di essere rimasta incinta dopo un rapporto col suo ragazzo, di sette anni più grande. Il 10 Settembre, poco dopo il suo diciottesimo compleanno, la coppia si recò in una clinica di controllo delle nascite per terminare la sua gravidanza di sette settimane. Alla clinica somministrarono oralmente a Holly 200mg di mifepristone (RU-486), che blocca l’ormone progesterone, necessario per mantenere una gravidanza. A casa, ventiquattro ore dopo, seguendo le istruzioni della clinica, inserì in vagina 800mcg di misoprostolo per indurre le contrazioni ed espellere il feto.

 

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COMMENTI
25/11/2009 - Aborto (Lindo Caprino)

Questo articolo dovrebbe essere sottoposto alle donne, quando firmano il "consenso informato" all'ospedale....

 
02/11/2009 - impariamo dai fatti (MASSIMO MESINI)

QUESTA TESTIMONIANZA, COME CE NE POTREBBERO ESSERE TANTE ALTRE DEVE VERAMENTE FARE RIFLETTERE SULLA VERA VERITA'DEGLI EFFETTI DELLA RU486...MA NON SOLO. PERCHE'DICO QUESTO:PERCHE'NONOSTANTE CIO' VEDO ANCORA TANTA OSTINAZIONE NELL'ESSERE ASSSERVITI ALL'IDEOLOGIA,O A FRASI DI CONVENIENZA, O PEGGIO ANCORA AD ASSENCONDARE LA PRATICA OMICIDA DELL'ABORTO QUALSIASI SIA IL METODO NONOSTANTE SI AMMETTA CHE PER LA DONNA E'UN DRAMMA PSCOLOGICO E'UNA SOFFERENZA..MA ALLORA SIAMO PSICO-SADICI O PSICO-MASOCHISTI.ALMENO DI FRONTE AI FATTI CHINIAMO IL CAPO E ABBIAMO ALMENO A CUORE LA SOPRAVIVENZA DELLA RAZZA...A QUESTO PUNTO MEGLIO ESSERE DERIVATI DALLE SCIMMIE...ALMENO LORO CERTE COSE NON LE FANNO...SCUSATE DEI TONI MA COME SI FA A TENERE IL DIALOGO SU TONI GALANTI E SOFT O DEL POLITICAMENTE CORRETTO QUANDO C'E'LA MACELLAZIONE DI VITE UMANE...PACE E BENE

 
24/10/2009 - Ci dimentichiamo un particolare... (Marco Gabrielli)

Non si può dimenticare che quel padre, oltre alla figlia, ha perso anche il nipote. La sua battaglia è contro l'aborto chimico, non contro l'aborto.

 
21/10/2009 - anche i vaccini uccidono (mariarosaria improta)

......cerchiamo ora di non demonizzare.come siamo sempre soliti fare quando una cosa può servire per delineare fazioni politiche, mi dispiace per la morte della ragazza ....è un dolore fortissimo per un genitore, tuttavia voglio ricordare che anche i vaccini possono condurre alla morte, come è accaduto a quella ragazzina inglese che si è sottoposta al vaccino contro il papilloma virus........... qualcuno è morto per un'operazione di appendice, altri per aver tolto le tonsille......insomma sono casi sporadici che accadono così senza una spiegazione

RISPOSTA:

Alcune precisazioni. Holly non è un “caso singolo”, finora sono stati accertati almeno 29 casi di morte connessi al protocollo RU486, un dato probabilmente sottostimato per le ragioni illustrate da Monty Patterson. E non sono morti senza spiegazione ma, come detto nell’articolo, per infezione da Clostridium sordellii, “danno collaterale” riconosciuto anche da chi sostiene la RU486. Certo, si muore anche per vaccinazione, ma la vaccinazione serve ad annullare il rischio di malattie mortali e ogni vaccino viene attentamente verificato per accertare che la sua pericolosità non ne annulli i benefici. Questa analisi, secondo Patterson, per la RU486 non è stata sufficientemente approfondita; la pillola, aggiungiamo noi, è stata presentata come una cosa semplice, “l’aborto fai da te, a domicilio”. Pensiamo che dietro questo vi siano, oltre i forti interessi economici citati nell’articolo, anche radicate posizioni ideologiche. Infatti, le medicine servono a preservare o a curare dai mali e paragonare ad essi la RU 486 vuol dire paragonare esplicitamente il bambino nel grembo di una donna a un tumore da eliminare, chirurgicamente o con chemioterapia. Ci sembra una posizione non accettabile anche da chi ne sostiene il diritto, ma continua a considerare l’aborto un fatto tragico perché, pur vedendolo come “male minore”, comporta comunque l’uccisione di un essere umano, oltre che un trauma drammatico per la donna. Ma forse è proprio questo livello di coscienza che si vuole abbassare. La Redazione

 
20/10/2009 - Ma è un farmaco? (Gabriele DI FAZIO)

Secondo la definizione di farmaco esso ha la funzione di "ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche dell’uomo", quindi uccidere un embrione non mi pare rientri in uno di questi tre casi.

 
20/10/2009 - Ru486 (Christian Pioltelli)

La Ru486 è un farmaco approvato dall'AIFA e come tale può essere somministrato come tutti gli altri prodotti farmacologici, sotto stretta vigilanza dell'organismo competente. Partendo da ciò, è provato che centinaia di persone siano decedute per cause imputabili ad uso di comuni farmaci quali: Aulin, Lipobay, Rofecoxib, AZT... L'articolo testimonia come la Ru486 abbia delle contro-indicazioni gravi, se combinata ad altri principi attivi, come la maggior parte dei farmaci in commercio (leggete il bugiardino) Non si può condurre una campagna anti-farmacologica contro una pillola partendo da un caso singolo di decesso. Non si può condurre una campagna etica contro una pillola sfruttando l'immagine di una ragazza deceduta per un farmaco. Riporto uno stralcio di articolo: "Tra il 1969 e il 2006, negli USA 54 bambini sono morti a causa di overdose da decongestionanti nasali e 69 per colpa di farmaci antistaminici usati per contrastare il raffreddore" Commentiamo quanto sopra oppure preferiamo portare avanti un'inutile battaglia etica anti-pillola abortiva? Fra l'altro, nei paesi europei in cui la pillola è consentita (tutti tranne Lituania, mi pare), NON si è registrato un aumento del numero degli aborti, ma una maggiore precocità nell'intervento abortivo = maggiore sicurezza per la donna.

 
20/10/2009 - Facile come bere un bicchier d'acqua. (DANIELE BANFI)

L'immissione sul mercato italiano della pillola abortiva RU-486 ha come effetto quello di proporre un aborto alternativo. Si cambia il metodo ma si ottiene lo stesso risultato. Mentre però l'aborto meccanico risulta essere un qualcosa che "segna" psicologicamente la donna, l'uso di una pillola sminuisce ancor di più il gesto che si sta compiendo. La legalizzazione anche in Italia di questo "farmaco" sortirà come effetto quello di rendere l'aborto qualcosa di semplice e a basso impatto emotivo. Il rischio è quello di ritrovaci con tante ragazze in gravidanza che non si porranno il problema, tanto c'è una pillola che sistemerà tutto.

 
20/10/2009 - i tempi cattivi (maria rita Polita)

che stiamo vivendo, nella confusione imperante, permettono, se la nostra Speranza è Tale, di "svelare" i pensieri di molti cuori; certo non possiamo ancora "abbracciare" la Verità, ma possiamo imparare a difenderci dalla menzogna subdola e nascosta... Quando chi parla/propone la difesa del creato, dell'ambiente, degli animali, della natura, della foresta equatoriale, delle risorse energetiche e idriche, di bioculture, finanche di commercio equo e solidale e quant'altro si voglia aggiungere, e non ha una parola di rispetto, di custodia della vita umana e della maternità che la permette....meditiamo gente....meditiamo.