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RICORDO/ Lettere degli studenti a Don Giorgio, la gratitudine per un vero educatore

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Sono una ex alunna del liceo Sacro Cuore e mi trovo ora a Perth, Western Australia, per svolgere insieme a due altre amiche un periodo di studi legato alla nostra università. Stamattina, dopo aver saputo della morte di Don Giorgio abbiamo deciso di andare alla messa della piccola cappellina della nostra università dove i posti per seguire la messa non sono più di quattro. Quando il prete è entrato per dire la messa si è molto sorpreso di trovare nella cappella ben tre ragazze oltre l'unica fedele che partecipa tutti i giorni all'eucarestia. Gli abbiamo chiesto, quindi, di celebrare la messa in suffragio di Don Giorgio e così lui ci ha domandato di raccontargli chi fosse questo uomo. Il giudizio che è venuto fuori da questa breve chiacchierata è che Don Giorgio è stato per noi la prima modalità di incontro con la proposta cristiana e di come lui ci abbia sempre accompagnato e sostenuto in tutti questi anni, soprattutto nei momenti più difficili, continuando a richiamarci al fatto che la nostra vita è abbracciata tutti i giorni e che quello che ci veniva chiesto era di stare nella realtà.

Questo è ciò che Don Giorgio ci ha testimoniato e gli siamo grati per non averci mai risparmiato la domanda: ma tu cosa desideri?

Ci uniamo con la preghiera a tutta la comunità del movimento che domani celebrerà il funerale di Don Giorgio, certe che lui ora più che mai continuerà ad accompagnarci nella grande strada che lui per primo con tutta la sua vita ci ha indicato.

grazie.

 

Lucia Rovetta

 

In questi ultimi due anni ho avuto la fortuna di conoscere e di approfondire una grande amicizia con Don Giorgio. Lui mi è sempre stato accanto in ogni mia fatica, in ogni circostanza che vivevo spingendomi sempre a dare un giudizio alle cose perché solo così avrei potuto rendere veramente mia quella circostanza.

Quando ieri pomeriggio sono venuta a sapere della sua scomparsa sono caduta in un pianto disperato, ero arrabbiata percé mi sembrava che Dio mi avesse strappato il don Giorgio, avevo bisogno del suo aiuto, delle sue sfuriate che poi mi rimettevano sempre in pista.

Proprio ieri mattina andando a scuola i professori di latino e matematica mi hanno ridato le verifiche in cui ho preso ben due 4. In quel momento avrei voluto andare dal “vecchio” perché ero semplicemente sconfortata ma poi mi venne in mente che era in coma, e due ore dopo mi arriva la notizia. 

Dopo il pianto disperato ho un flash, la sua faccia che mi guarda col suo sorriso, dandomi della “vispa Teresa” , facendomi capire che era stupido piangere così, lui stava raggiungendo finalmente i sui amici: Gesù, il don Giuss e tutti i suoi ragazzi morti prematuramente.

Mi sono rasserenata e ho cominciato a studiare con i miei amici, in quel momento mi sono ricordata tutto quello che mi diceva sullo studio, di come riuscire a studiare affinchè quel momento non sia perso; io sono sempre stata una ragazza che si agitava facilmente soprattutto per la scuola. Don Giorgio mi ripeteva sempre che anche in quella circostanza ero chiamata ad affermare la presenza di Cristo a prescindere dall'esito scolastico perchè non è quello che mi determina. Al ricordo delle sue parole mi sono accorta che se tutto quello che ho vissuto con lui e imparato da lui a partire dalla Fede che aveva, era vero fino a pochi giorni fa, allora lo deve essere anche ora, anzi soprattutto ora!

Sono lieta, se prima lo potevo cercare e incontrare solo in determinati momenti ora è una presenza che posso cercare e che mi accompagnerà sempre, è un Mistero che non posso capire ma piano piano accetto nelle circostanze della mia vita.

La mia preghiera è quella di poter avere almeno un briciolo di fede che aveva il don Giorgio, quella certezza in ciò che viveva che mi ha sempre sconvolta e che mi spingeva a seguirlo.

 

Francesca Ponzo

 

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COMMENTI
30/10/2009 - don giorgio a monza (alessia quadrio)

Noi di GS di Monza siamo stati gli amici dell'ultimo momento, solo da tre anni avevi cominciato ad insegnare qui e quindi, un po' timidamente, ci siamo messi al tuo fianco. Ma tu, proprio come agli operai dell'undicesima ora, hai dato a noi lo stesso stipendio come se avessimo iniziato a lavorare con te dall'inizio della giornata: ci hai voluto bene come se ti avessimo conosciuto nei tuoi primi anni alla Fontana. L'ho pensato molto in questi giorni, riguardando la stima e l'attenzione, assolutamente gratuiti con cui mi hai trattata e vedendo l'affetto (sempre così "esigente" e profondo) con cui guardavi i ragazzi che io già conoscevo ma che ho imparato a vedere all'interno dello sguardo che tu hai posto su di loro. Grazie, don Giorgio, perché con te ho rivisto ancora una volta che una vita data senza misura, spesa totalmente, provoca l'ammirazione di tutti e genera molti figli. Guardaci ancora così. "E se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe, ancor lo loda, e più lo loderebbe" (Dante, Paradiso canto VI). Alessia Quadrio, insegnante di Monza

 
21/10/2009 - Un semplice GRAZIE! (Renato Preda)

Io ho avuto la fortuna di conoscere Don Giorgio nell'anno scolastico 05/06 in occasione della mia bocciatura. Io volevo scappare da quella scuola perchè nella maggior parte delle persone avevo trovato solo ipocrisia. Per questi motivi io con i miei genitori e con l'appoggio di molti professori decidemmo di scegliere un altro percorso di studi. Circa alla fine di aprile Giorgio convocò nel suo studio i miei genitori e il mio preside e coordinatore di classe. Li riempì di insulti. Loro non potevano sapere cosa era meglio per me e non avevano il diritto di togliermi da quella scuola. Quando loro uscirono, sbiancati e allibiti, entrai io e iniziammo a chiaccherare come due amici, fino a quando lui non mi chiese come mi trovavo li, come mi sembrava l'ambiente e domande simili. Io risposi che tranne qualcuno mi trovavo benissimo lì e che volevo rimanere nonostante dovessi ripetere l'anno! Lui strappò davanti ai miei occhi la cartella con tutte le proposte alternative di studio, si alzò e mi abbracciò fortissimo dicendomi: "Tu Renatino mio non ti muovi da qui, ti voglio nella mia scuola!". Io scoppiai in lacrime e mi tirò un calcio nel di dietro che mi fa ancora male solo al pensiero! In estate poi andai in vacanza con lui sul lago di Como e ho approfondito ancora di più la nostra amicizia. Don Giorgio mi ha salvato, senza di lui adesso sarei chissà dove. Lui è una testimonianza che non va dimenticata. E' un uomo unico nel suo genere. Tutti dovremmo prendere da lui. Grazie Giorgio

 
21/10/2009 - spirito di conoscenza e riconoscenza (Sabrina Sperotto)

Non ho conosciuto Padre Pontiggia, ma riconosco il lui il centuplo semplicemente dalle testimonianze e da un semplice "si", sintesi di amore eterno.