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Cronaca

RICORDO/ Lettere degli studenti a Don Giorgio, la gratitudine per un vero educatore

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Un grande amico è stato per me il don Giorgio. Mi ha lasciato un patrimonio immenso, i tre anni di amicizia con lui mi hanno insegnato tantissimo e mi hanno fatto diventare quella che sono. Davvero posso dire di aver imparato tutto da lui, dalle piccole cose a quelle più grandi. Il don Giorgio era sempre attento a ogni piccolo particolare. Ricordo benissimo la sua faccia arrabbiata quando l’anno scorso, il 23 dicembre, ero con lui e altri amici a cena, e si era arrabbiato perché avevo portato poco da mangiare. Oppure il primo anno che sono stata a Onno, mi aveva comprato un cavatappi speciale, perché con quello normale non riuscivo ad aprirgli le bottiglie di vino. O ancora nel gennaio scorso, quando eravamo al lago per studiare, ci aveva insegnato a cucinare le castagne sul fuoco, nel camino. Da una persona così non mi sono più voluta staccare, aveva un gusto per tutte i particolari della realtà che non avevo mai visto in nessuno, un atteggiamento tantissime volte aggressivo, un carattere molto forte, e un grande carisma che mi rendevano evidente che era lui “quell’umanità diversa”, da cui potevo solo imparare tanto, persino a pettinarmi i capelli alla mattina. Cose semplici ho imparato da lui, cose semplicissime ho vissuto con lui. L’apparecchiare la tavola, con lui attento a tutti i particolari, il ghiaccio nelle brocche dell’acqua, il grana al suo posto sulla tavola, i letti benfatti nelle camere. Mi ha insegnato il gusto di vivere le cose come nessuno mi aveva mai fatto vedere, e mi ha voluto bene come non mi sono mai sentita voluta bene. Le sue attenzioni al mio andamento scolastico arrivavano fino a farmi un programma di studio settimanale nel quale ogni giorno avrei studiato con una persona diversa. Poi ci sono state le gite in barca, non voleva che facessi i tuffi e allora mi teneva d’occhio mentre facevo il bagno nel lago ma con una mano sempre appoggiata alla barca, perché non mi facessi male. Lui era per me un aiuto per giudicare tutto ciò che facevo: dalle litigate con i miei genitori, alle “litigate” con i libri di scuola. Niente era una scemata per lui, tutto era importante, tutto valeva, tutto era possibilità di conoscere Gesù all’opera. Mi lascia un patrimonio immenso. Mi è chiesta una grande fatica adesso che non c’è più, che non lo posso più vedere alla mattina o non lo posso più chiamare al cellulare, ma sono grata a Gesù di avermelo fatto incontrare, di avermelo messo sulla strada, perché per me il rapporto con lui non è stata un’illusione, è stato vero tutto quello che ho vissuto con lui. E adesso che non lo vedo più, ho bene in mente la sua faccia con il sigaro eterno in bocca che mi dice: “chi dava a voi tanta giocondità è per tutto, e non turba mai la gioia dei suoi figli se non per preparane loro una più certa e più grande”.

 

Maddalena Mariani 

 

Grazie don Giorgio!

 

Già da questo ringraziamento mi viene da immedesimarmi in ciò che mi avresti detto:«Non ringraziare me, ma Dio!»

Che grande regalo mi ha fatto Gesù nel poterti accompagnare fin negli ultimi respiri attraverso i quali ci hai trasmesso la tua instancabile voglia di vivere. Ma una voglia di vivere che sprigionava tutta la tua passione e dedizione a costruire il Regno di Dio, perché s'incrementasse nella forma che tu hai amato nella Chiesa, il movimento.

Che tenerezza quando ci hai chiamati perché volevi essere pronto per dare inizio al nuovo gruppetto di ragazzi, hai voluto scegliere i nomi, avevi sottolineato il tuo libro, che avevi dimenticato ad Onno e tutte le telefonate si concludevano:"Stai pronta!"

Tu sicuramente eri pronto,ma perché volevi esserlo ogni giorno,anche quando in uno degli ultimi dialoghi eri tutto desideroso di incontrare i medici perché ti chiarissero la tua situazione dicendomi: «Io voglio sapere come sto perché oggi la realtà non la conosco,ma siccome la realtà è abitata dal Mistero anche oggi stando a letto la voglio imparare».

Oppure uno degli ultimi martedi che insistevi che la Marisa ti portasse dal parrucchiere perché avevi il consiglio di presidenza e anche lì volevi essere a posto: Pronto per il Tuo Signore!

Desidero imparare la tua obbedienza,la tua disponibilità sempre totale al Mistero buono che fa tutte le cose,perché adesso che non sei più visibilmente tra noi, possa accadere la tua ultima raccomandazione: «Occorre che riaccada non COME è accaduto ma Quello che è accaduto, l’impatto con una diversità umana in cui l’avvenimento si rinnovi».

Accompagna me e tutti i tuoi amici ora ancor più di prima, perché ogni giorno possiamo essere mossi dalla tua inesorabile passione per Cristo!!La tua CRIS!!!!

 

Cristina, un'insegnante

 


COMMENTI
30/10/2009 - don giorgio a monza (alessia quadrio)

Noi di GS di Monza siamo stati gli amici dell'ultimo momento, solo da tre anni avevi cominciato ad insegnare qui e quindi, un po' timidamente, ci siamo messi al tuo fianco. Ma tu, proprio come agli operai dell'undicesima ora, hai dato a noi lo stesso stipendio come se avessimo iniziato a lavorare con te dall'inizio della giornata: ci hai voluto bene come se ti avessimo conosciuto nei tuoi primi anni alla Fontana. L'ho pensato molto in questi giorni, riguardando la stima e l'attenzione, assolutamente gratuiti con cui mi hai trattata e vedendo l'affetto (sempre così "esigente" e profondo) con cui guardavi i ragazzi che io già conoscevo ma che ho imparato a vedere all'interno dello sguardo che tu hai posto su di loro. Grazie, don Giorgio, perché con te ho rivisto ancora una volta che una vita data senza misura, spesa totalmente, provoca l'ammirazione di tutti e genera molti figli. Guardaci ancora così. "E se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe, ancor lo loda, e più lo loderebbe" (Dante, Paradiso canto VI). Alessia Quadrio, insegnante di Monza

 
21/10/2009 - Un semplice GRAZIE! (Renato Preda)

Io ho avuto la fortuna di conoscere Don Giorgio nell'anno scolastico 05/06 in occasione della mia bocciatura. Io volevo scappare da quella scuola perchè nella maggior parte delle persone avevo trovato solo ipocrisia. Per questi motivi io con i miei genitori e con l'appoggio di molti professori decidemmo di scegliere un altro percorso di studi. Circa alla fine di aprile Giorgio convocò nel suo studio i miei genitori e il mio preside e coordinatore di classe. Li riempì di insulti. Loro non potevano sapere cosa era meglio per me e non avevano il diritto di togliermi da quella scuola. Quando loro uscirono, sbiancati e allibiti, entrai io e iniziammo a chiaccherare come due amici, fino a quando lui non mi chiese come mi trovavo li, come mi sembrava l'ambiente e domande simili. Io risposi che tranne qualcuno mi trovavo benissimo lì e che volevo rimanere nonostante dovessi ripetere l'anno! Lui strappò davanti ai miei occhi la cartella con tutte le proposte alternative di studio, si alzò e mi abbracciò fortissimo dicendomi: "Tu Renatino mio non ti muovi da qui, ti voglio nella mia scuola!". Io scoppiai in lacrime e mi tirò un calcio nel di dietro che mi fa ancora male solo al pensiero! In estate poi andai in vacanza con lui sul lago di Como e ho approfondito ancora di più la nostra amicizia. Don Giorgio mi ha salvato, senza di lui adesso sarei chissà dove. Lui è una testimonianza che non va dimenticata. E' un uomo unico nel suo genere. Tutti dovremmo prendere da lui. Grazie Giorgio

 
21/10/2009 - spirito di conoscenza e riconoscenza (Sabrina Sperotto)

Non ho conosciuto Padre Pontiggia, ma riconosco il lui il centuplo semplicemente dalle testimonianze e da un semplice "si", sintesi di amore eterno.