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RICORDO/ Lettere degli studenti a Don Giorgio, la gratitudine per un vero educatore

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Numerose sono le lettere giunte e che continuano a giungere per la morte di don Giorgio Pontiggia. Anche una poesia è arrivata alla nostra redazione da un anonimo studente dal piglio vagamente "leopardiano" e dal cuore commosso di gratitudine. Ve la presentiamo:

 

 

IN MORTE A GIORGIO

 

Spirto gentil,

or tu giaci immobile de la morte invinto.

già sereno riposi,

infra le celesti beate schiere;

a che pro dunque tal viver nostro

sempre affannandosi

quasi

senza un interrogativo risposto?

Cos’è la vita?

Forse la tomba dell’umana speme.

a che allor passate gioie, allegrie

dispiaceri e tutte l’altre umane passion?

or osservo un cadavere gelato:

natura mi trae

all’assoluta disperazion

Ma pur il cuore ruggisce nel petto

feroce ed incessante,

dal nulla salvando tal nostra vita:

Colui cui dedicasti l’esistenza

chiave è di salvezza,

risposta ultima del fremente cor.

Egli stesso che ci dona la vita

a sé ci riconvoca

quando ora è scritta nel divin disegno.

Smorfie, grinta, burberìa perfino:

tutto in te parlava,

raccontava la Bellezza

incontrata,

amata,

invenita nell’esser seguace del Cristo,

eterno nostro Amante,

inesauribil fonte di gaudio nostro.

Forse

come tu c’insegni

è questa la nostra vita: arder

per ciò che il cor ci riempie,

ultimamente Umani.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
30/10/2009 - don giorgio a monza (alessia quadrio)

Noi di GS di Monza siamo stati gli amici dell'ultimo momento, solo da tre anni avevi cominciato ad insegnare qui e quindi, un po' timidamente, ci siamo messi al tuo fianco. Ma tu, proprio come agli operai dell'undicesima ora, hai dato a noi lo stesso stipendio come se avessimo iniziato a lavorare con te dall'inizio della giornata: ci hai voluto bene come se ti avessimo conosciuto nei tuoi primi anni alla Fontana. L'ho pensato molto in questi giorni, riguardando la stima e l'attenzione, assolutamente gratuiti con cui mi hai trattata e vedendo l'affetto (sempre così "esigente" e profondo) con cui guardavi i ragazzi che io già conoscevo ma che ho imparato a vedere all'interno dello sguardo che tu hai posto su di loro. Grazie, don Giorgio, perché con te ho rivisto ancora una volta che una vita data senza misura, spesa totalmente, provoca l'ammirazione di tutti e genera molti figli. Guardaci ancora così. "E se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe, ancor lo loda, e più lo loderebbe" (Dante, Paradiso canto VI). Alessia Quadrio, insegnante di Monza

 
21/10/2009 - Un semplice GRAZIE! (Renato Preda)

Io ho avuto la fortuna di conoscere Don Giorgio nell'anno scolastico 05/06 in occasione della mia bocciatura. Io volevo scappare da quella scuola perchè nella maggior parte delle persone avevo trovato solo ipocrisia. Per questi motivi io con i miei genitori e con l'appoggio di molti professori decidemmo di scegliere un altro percorso di studi. Circa alla fine di aprile Giorgio convocò nel suo studio i miei genitori e il mio preside e coordinatore di classe. Li riempì di insulti. Loro non potevano sapere cosa era meglio per me e non avevano il diritto di togliermi da quella scuola. Quando loro uscirono, sbiancati e allibiti, entrai io e iniziammo a chiaccherare come due amici, fino a quando lui non mi chiese come mi trovavo li, come mi sembrava l'ambiente e domande simili. Io risposi che tranne qualcuno mi trovavo benissimo lì e che volevo rimanere nonostante dovessi ripetere l'anno! Lui strappò davanti ai miei occhi la cartella con tutte le proposte alternative di studio, si alzò e mi abbracciò fortissimo dicendomi: "Tu Renatino mio non ti muovi da qui, ti voglio nella mia scuola!". Io scoppiai in lacrime e mi tirò un calcio nel di dietro che mi fa ancora male solo al pensiero! In estate poi andai in vacanza con lui sul lago di Como e ho approfondito ancora di più la nostra amicizia. Don Giorgio mi ha salvato, senza di lui adesso sarei chissà dove. Lui è una testimonianza che non va dimenticata. E' un uomo unico nel suo genere. Tutti dovremmo prendere da lui. Grazie Giorgio

 
21/10/2009 - spirito di conoscenza e riconoscenza (Sabrina Sperotto)

Non ho conosciuto Padre Pontiggia, ma riconosco il lui il centuplo semplicemente dalle testimonianze e da un semplice "si", sintesi di amore eterno.