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FACEBOOK/ Il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” riaccende i riflettori sui social network

Pubblicazione:giovedì 22 ottobre 2009

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La procura di Roma ha aperto un fascicolo sul gruppo di Facebook “Uccidiamo Berlusconi” con l’ipotesi di reato di minacce gravi. E intanto sul popolare social network vengono scoperti altri gruppi dai nomi preoccupanti: “Uccidiamo a badilate (o con lapidazione) Silvio Berlusconi”, “Uccidiamo tutti quelli che vogliono uccidere Berlusconi” e “Uccidiamo il Partito Democratico e i suoi affini”. C'è poi chi è contro questo tipo di gruppi e si riunisce sotto sigle come “Contro chi uccide su Facebook!” e “Quelli che sono infastiditi dai gruppi che vogliono uccidere qualcuno”.

La polizia postale non può comunque facilmente oscurare la pagina finita sotto accusa. La chiusura in tempi brevi comporterebbe la perdita di tutti i dati utili a risalire agli utenti che l’hanno creata e alimentata. Per evitare questo inconveniente bisognerebbe quindi agire tramite rogatoria internazionale perché i server si trovano fisicamente in California.

Resta il fatto che il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” esisteva dal settembre del 2008 e pare aver sollevato un polverone solo dopo un articolo pubblicato su Il Giornale. Il nome del gruppo sembra sia stato determinato dal film “Shooting Silvio”.

Il mondo politico sembra comunque trasversalmente d’accordo nel condannare l’esistenza del gruppo su Facebook. L’opposizione tiene però a sottolineare che non va applicata una censura assoluta sul web e che certe pagine sono più a contenuto demenziale (e non per questo non condannabile) che politico.



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