BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RICORDO/ I funerali di Don Giorgio: le testimonianze di chi ha raccolto la sua sfida educativa

Pubblicazione:giovedì 22 ottobre 2009

djR375_22ott09.jpg (Foto)

Il funerale di don Giorgio Pontiggia ha avuto la stessa intensità, la stessa vibrazione umana, la stessa profondità dei gesti che lo hanno visto protagonista durante la sua esistenza terrena: è stato un gesto reale, e un gesto, come diceva spesso lui, porta dentro il significato di tutto. Così sotto il cielo plumbeo di Milano migliaia di giovani e di adulti hanno vissuto assieme a don Giorgio l'ultimo atto della sua vita e nello stesso tempo l'inizio di quella totale corrispondenza che Dio ha già compiuto in lui. Un gesto, il suo funerale, come li sapeva vivere lui, un gesto segnato in ogni sua movenza dalla Presenza del Mistero, un gesto capace di portare insieme la tensione dell'umano e tenerezza di Gesù. Che unità tra la vita di don Giorgio e il suo ultimo gesto umano! Al suo funerale ancora una volta don Giorgio ha fatto quello che ha fatto in tutta la sua vita, ci ha sfidati a riconoscere la presenza del Mistero, l'unica certezza che fa vivere con quella passione di cui lui ci è stato testimone e che oggi a lui chiediamo di aiutarci a fare nostra. È stato un giorno di grande letizia, la festa di un popolo che è diventato ancor più certo di ciò che don Giorgio ci ha sempre testimoniato, che Cristo vince sul nulla, e che vince ne siamo certi per l'umanità che fiorisce, come oggi era evidente nei canti, nella preghiera, nel silenzio, nell'intensità dell'affezione ad un amico, un grande amico.

 

(Gianni Mereghetti)

 

Di seguito pubblichiamo il testo delle lettere inviate in redazione da chi ha conosciuto e seguito don Giorgio in questi anni.

 

È il 16 luglio, e mi invitano a passare dieci giorni a Onno a casa di Don Giorgio Pontiggia, sono talmente emozionato che non sto neanche troppo a pensarci che mi fiondo in camera a preparare la valigia per partire. Sono tutto gasato e contento di partire, che sembro la persona più felice del mondo, ma quando arrivo a casa da Don Giorgio, vengo a sapere che lui non poteva stare con me per tutta la vacanza a parte gli ultimi quattro giorni. Allora inizio a vivere a pieno questa fantastica avventura, e sono talmente preso che appena arriva Don Giorgio mi commuovo e lo abbracci piu forte che mai!! purtroppo però le condizioni di Don Giorgio peggiorano sempre di piu, così Don Giorgio ci deve lasciare e torna a Milano in ospedale. Dunque passano i giorni e mi affeziono sempre di più a quell'uomo che anche se per pochi giorni, ha vissuto con me facendomi da padre. Cosi arriva l'ultimo giorno e anche se triste parto e tornando a Milano mi accorgo sempre di piu della fantastica opportunità che ho vissuto in quei fantastici giorni, così tornato da Onno, mi prometto di provare a vivere come mi aveva insegnato Don Giorgo, e così passa l'estate. Finalmente inizio la scuola, la IV ginnasio del liceo classico, al Sacro Cuore. Passano tre settimane, e mi sento un Dio, vivo con superficialità le cose, pensando di essere il protagonista di tutto e tra tutti, fino a quando sento l'amarissima notizia della situazione di Don Giorgio, è in ospedale, e sta sempre più male,allora prometto a me stesso di andarlo a trovare in quei giorni. La promessa con me stesso alla fine non la compio, così arrivo al 18 ottobre, e Don Giorgio entra in coma irreversibile, mi crolla il

mondo addosso, il padre a cui ero affezionatissimo, c'è, ma non c'è, questa è una situazione difficilissima, così ogni volta che penso a mio padre (Don Giorgio) inizio a piangere, e non mi fermo più. Allora decido di andare a vederlo per l'ultima volta, è li, nel suo letto, che fa fatica a respirare, mi si stringe il cuore, non ce la faccio, allora scappo e scendo le scale, non può essere vero, è un incubo, un bruttissimo incubo, purtroppo non era così. Passa la notte ed è il 19 ottobre, vado a scuola e mi diverto tantissimo, tenendo presente che mio padre era li, che stava per andare a trovare Cristo, Colui che aveva amato per tutta la sua vita.Passano le cinque ore di scuola, vado a pranzo, e insieme ad alcuni miei amici decido di andare astudiare in sede di GS, così mi incammino, fin quando squilla il cellulare di una mia amica vicino a me, finisce la telefonata, e mi guarda e mi dice, mi spiace non ce l'ha fatta! Si ferma il mondo attorno a me, non ci credo, non posso crederci, e allora corro a casa di mio cugino Pietro e scoppio a piangere, mi sorgono un sacco di domande, non è possibile, mi sembra scoppiare la testa e il cuore lo abbraccio sempre piu forte, sempre piu forte e insieme decidiamo di andare al Sacro Cuore a salutarlo, saliamo in motorino, e non mi sembra possibile che il mondo vada avanti ance senza di lui.Sono tristissimo, sono a pezzi. Vado in chiesa a pregare esco e piango ancora, sto li per due ore e mezza. fino a quando decido di tornare a casa. Mentre mi incammino mi chiama una mia grande amica, nonchè la nipote di Don Giorgio, mi chiama, e la sento felice, lieta e non me ne do spiegazione, ad un certo punto lei mi dice: "Sai Simo sono stata li con lui fino alla fine e non ce l'ho fatta, sono scoppiata in lacrime e abbracciando così la mia vecchia prof. delle medie, che mi dice, lascialo andare, lascia che si compia il suo destino, e allora mi rendo conto che lui stava andando ad incontrare Colui che ha sempre amato, e per il quale ha vissuto, così ora sono lieta, felice, e penso a lui in paradiso dal Don Giuss. Così capisco quello per cui lui ha vissuto, è stato consumato dalla vita fisicamente e mentalmente, per compiere il suo destino ed arrivare a Cristo, che di sicuro, lo ha già accolto a braccia aperte, e sono li loro due con il Don Giuss che giocano a carte e si divertono e ci guardano. E'proprio questo che mi da sicurezza, la certezza che lui è li che mi guarda e mi aiuta dall'alto, ora più che mai! Ora mio padre è li che mi guarda e che mi aiuta, ora più di prima!

 

Simone

 

CONTINUA A LEGGERE LE TESTIMONIANZE, CLICCA SUL NUMERO "2" QUI SOTTO


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
22/10/2009 - Mi ha lanciato una sfida che dura tutta la vita (fabio De Ponti)

Avevo 16 anni (oggi ne ho 52) e la prima volta che ho incontrato D.Giorgio è stato in una giornata di convivenza con GS nella sua parrocchia. Era stata una grande giornata .. lo stupore di una grande amicizia e della sua persona. Alla fine della giornata ha lanciato una sfida a tutti noi : " Adesso -diceva- andate in giro per il mondo , vivete la vostra vita come Dio ve la manda e PARAGONATE TUTTO CON IL VS. CUORE. Se trovate qualcosa di più grande e bello dell'amicizia in Cristo che abbiamo incontrato VI PREGO TORNATE A DIRMELO CHE VENGO CON VOI. Ma me lo dovete dimostrare che c'è qualcosa d'altro di più vero.." - Quella sfida alla verifica mi accompagna ancora oggi ..dopo 35 anni è solo e sempre più vero che il test della fede è la soddisfazione che cresce più passa il tempo. Grazie Don Giorgio