BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

DROGA/ Inalanti che uccidono: i pericoli sono molto più vicini di quanto si creda

mondosprayR375_22apr09.jpg(Foto)

 

Per quanto riguarda i danni sul lungo termine, essi si hanno sul cervello e sull’intero sistema nervoso: riduzioni di volume nella massa di aree come la corteccia cerebrale e il cervelletto, forme associate di polineuropatia, disturbi neurologici e di comportamento come gravi difficoltà cognitive e motorie dovute al fatto che gli inalanti distruggono la mielina, un tessuto grasso che protegge le fibre nervose e facilita la trasmissione degli impulsi tra le stesse. Ma gli inalanti sono nocivi anche per il sangue, la cui capacità di trasportare ossigeno viene debilitata mentre i globuli rossi vengono danneggiati; per il cuore, il cui ritmo può essere repentinamente disturbato e arrestato; per il fegato che può ammalarsi di cirrosi epatica; per i reni la cui capacità di controllare gli acidi nel sangue viene compromessa; per i polmoni che vengono intossicati; per i muscoli, che soffrono di riduzione nella massa e nel tono. E infine anche per il midollo osseo: il benzene ad esempio causa leucemia.

Gli inalanti sono sostanze psicoattive di cui non si parla quasi mai, tanto che è difficile anche produrre dati statistici relativi al consumo. Queste droghe però vanno prese in considerazione in quanto innanzitutto il loro uso è, in Italia, in preoccupante aumento tra i giovani (Direzione Centrale Antidroga, Rapporto 2007 sull’andamento dell’uso di sostanze stupefacenti in Italia); poi perché i loro effetti dannosi acuti o cronici possono essere di particolare gravità; ma soprattutto perché il loro utilizzo, che trae origine da sostanze addirittura di uso domestico o quotidiano che costano pochissimo, riguarda gli adolescenti più giovani che cercano “lo sballo” di nascosto, magari in casa, e senza spendere nulla. Sono cioè le droghe dei più piccoli o dei poveri, dalle quali qualche volta si parte per arrivare al più frequentato mondo delle altre dipendenze.