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CHIESA/ Rose: è la fede di Benedetto a spaccare i sassi in Uganda

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Ma la giustizia, senza Dio, che giustizia è? Lo ha detto bene il papa nell’omelia di domenica. Se non passa Gesù di Nazareth, che senso ha fare progetti? “Ho osservato la miseria del mio popolo… ho udito il suo grido… conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo”. Posso trattar bene il mio prossimo, ma nel tempo mi stanco e allora perché devo farlo? Posso fare progetti di carità, ma alla lunga non reggono. Ma se il mio cuore vive di fede, tutto diviene più facile. E' solo allora che ti tratto per quello che sei, perché sei anche tu di Dio. Sei “divino”, mi appartieni anche tu!

 

In molti paesi africani i cristiani sono perseguitati. Ha fatto scalpore durante il Sinodo il racconto di monsignor Hiiboro Kussala, che ha riferito di cristiani barbaramente uccisi in Sudan. I cattolici che lei conosce come vivono il rischio del martirio?

 

Sanno bene che possono morire a causa della loro fede, ma sono sereni, perché se uno ha un ideale per vivere, vale la pena morire per esso. Il problema, all’opposto, è quando manca qualcosa per cui sacrificarsi. I soldi non fanno felici, perché chi ha molti soldi anzi è più triste degli altri. È solo l’incontro con Dio che ci fa essere più uomini e ci fa scoprire il valore di noi stessi. È per questo che a Dio si può anche sacrificare la vita.

 

Per lei e le donne che vivono con lei, cosa vuol dire incontrare persone che credono in qualcos’altro? In Africa ci sono mille fedi diverse.

 

Ci sono mille fedi, ma tutti si trovano bene con noi. Più dialogo di così. È la prova che davvero solo in Cristo possiedi tutto. Quanti estranei ho visto sorprendersi, e accorgersi che è bello stare lì con noi, senza preconcetti, senza piani.

 

È una proposta anche per chi vi odia?

 

Sì. Immagini le nostre donne, che vanno in cava cantando i canti degli alpini. Uno vede, non capisce cosa vuol dire ma si commuove, perché è bello cantare così. Un uomo che è in rapporto con Dio attira, attira sempre. A Roma, durante il Sinodo, non mi sono mai stancata quando c’era il papa, ma quando non c’era. È stato bello sorprendere in lui tutta la tenerezza del padre che guarda i propri figli.

 

È l’esperienza del dolore e del male a fermarci, a bloccare tutto.

 

La fede vince tutto. Se la fede non vince, vuol dire che non è fede, ma un sentimento. Il Mistero di Dio attrae e cambia. Occorre lasciarsi cambiare. Invece misuriamo la Sua iniziativa, poniamo confini: facciamo noi un progetto per il mistero, dove deve arrivare e dove no! Meno male che non dipende da noi, ma “soffia dove vuole”: dove c’è un cuore semplice che lo attende.

 

Oggi tornerà a Kampala, in Uganda. Le sue donne le chiederanno cos’ha fatto. Che cosa dirà?

 

Parlerò del papa. Dirò che sono tranquilla perché in lui ho una guida sicura. Non temo più nulla, perché c’è un uomo che più di tutti vive la fede e io l’ho visto. Dobbiamo appartenere a Lui, al Suo popolo, alla Chiesa così com’è. Un uomo che vive l’appartenenza a Cristo come la vive il papa ti attira, non puoi più lasciarlo.

 

Questa fedeltà di cui parla - del papa verso Dio e sua personale verso il papa - non è una cosa estranea al sentire dell’Africa?

 

No, perché non è qualcosa di esterno, che viene da fuori, dall’Europa o dalla storia, ma da dentro di noi: uno la scopre guardando come il cuore è fatto. E il nostro cuore è fatto per incontrare Cristo. Un uomo che appartiene, come il papa, grida a Dio. Il mondo viene qui e pretende di dire quello che è bene per noi. Riduce il problema dell’Africa al preservativo. Non ci tratta da uomini. Invece lui, con il suo sguardo e la sua tenerezza di padre, è l’unico che ci vuole veramente bene. È importante che il cristianesimo - ha detto il papa una mattina - non sia una somma di idee, ma un modo di vivere. Il cristianesimo è carità, è amore, ha detto. E se la fede si trasforma in carità, non c’è nulla che le può resistere.

 

 

 

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COMMENTI
01/12/2009 - NO AL MINARETO NO AL MUEZZIN (celestino ferraro)

Questa faccenda della Svizzera che decide democraticamente di vietare la costruzione dei minareti annessi alle moschee, sta sollevando un coro d’indignazione. L’Islam, una religione che predica la totale rassegnazione a Dio e le cui regole sono enunciate nel Corano dettato dallo stesso Maometto. Una religione che governa i popoli islamici anche politicamente essendo il Corano il codice giuridico della legge Musulmana. Teocrazie della più deprecabile tirannia. La democrazia fra i popoli musulmani è poca più che una blasfemia. Dal minareto il muezzin chiama alla preghiera 5 volte il giorno: alla preghiera che è come congiurare contro l’Occidente che, degli islamici, ha sempre patito cruenti inavasioni. Carlo Martello, Poitiers (732), Lepanto (7 ottobre 1571), le guerre saracene, Rodomonte, sono tutte tappe della storia occidentale che uomini di corta memoria vogliono immolare sull’altare dell’islamismo mondiale. Un “vogliamoci bene” nobilitato ad illuminismo del III Millennio che farebbe dell’Islam una cultura da dover assimilare a quella cristiana per dar vita a una nuova civiltà politica pregna della teocrazia del minareto. Una promiscuità culturale dove mito e leggende perderebbero tutto il fascino della tradizione e la cultura, un optional per l’elite. Le doglianze dei più alti interpreti della cultura occidentale e delle istituzioni democratiche si son levate stridenti. Esponenti di spicco degli Stati democratici, presidenti di Assemblee parlamentari ..

 
27/10/2009 - ringraziamento (alessandra tarchi)

Scrivo per ringraziare il Signore che mi fa contemplare la Sua Gloria attraverso il Papa Benedetto e la testimonianza di Rose che ho avuto la grazia di sentire quando è venuta a Firenze qualche anno fa. Se apri la televisione sembra che questo mondo sia perduto invece continuamente scopri che Cristo è presente ed opera facendo nuove tutte le cose .Anche spaccare pietre è bellezza e fonte di gioia. Grazie Africa. Alessandra Tarchi

 
27/10/2009 - Io sono con il Papa e l'Africa. (claudia mazzola)

Amo il Papa e l'8 novembre è a Brescia, che dono sarà dire l'Angelus con lui presente, la sua fede centuplica la nostra ed oltre i sassi spacca i cuori!

 
27/10/2009 - Semplicemente... (Francesco Giuseppe Pianori)

Semplicemente grazie. E' bello essere cristiani così. Anche io voglio essere come il Papa e come Rose, come le sue donne africane.