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Le condizioni di Caterina Socci (27 ottobre)

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Da questa pagina del Vangelo si capisce bene com’è il Cuore di Gesù… Lui ascolta tutti come duemila anni fa ed ha compassione di tutti…

 

Dal vangelo secondo Marco

 

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.

Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

La vicenda che stiamo vivendo con Caterina ci sta insegnando che noi siamo e dobbiamo essere come Bartimeo non solo oggi, nel dolore, nella prova, ma sempre, perché quello di cui abbiamo bisogno non è solo la guarigione fisica, ma Gesù.

 

È di Lui che abbiamo bisogno più dell’aria e più del pane. È Lui la luce e Lui è il medico e la medicina della nostra povera condizione umana… Mendicare Lui è la vita stessa! Infatti è bellissima la frase finale di questo Vangelo: “E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada”.

 

Come ci ha insegnato don Giussani: “Il protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo”. È Lui stesso che si è fatto uomo ed è venuto tra noi per mendicare il nostro cuore, il nostro amore…



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