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Cronaca

Le condizioni di Caterina Socci (30 ottobre)

Socci_AntonioR375.jpg(Foto)

Quando - dentro la tormenta della vita - si prende la via della Chiesa e si entra nella sua pace e si accetta il suo perdono, ci si sente lavati, purificati e perfino rifatti: si rinasce nuove creature. E’ il solo luogo del mondo dove si è amati così come si è. E dove si è perdonati di tutto. E difesi sempre.

Noi cristiani siamo tutti dei perdonati. Come Jean Valjean, il galeotto protagonista dei “Miserabili”, viene difeso dal vescovo di Digne, monsignor Myrel, per il furto commesso ai suoi stessi danni.

 

La Chiesa, come la Madonna, difende sempre i peccatori (non il peccato, ma i peccatori) e così li purifica e dona loro il tesoro più grande: il perdono di Dio, la carezza del Nazareno.

Péguy scrive ancora:

“Noi ci siamo lavati da una così grande amarezza,/

Stella del mare e degli scogli,/

Noi ci siamo lavati da una così bassa schiuma,/

Stella della barca e delle reti./

Abbiamo lavato le nostre teste infelici/

da un tal mucchio di sporcizia e di ragionamenti…/

Ce ne han dette tante, o regina degli apostoli,/

Abbiamo perso il gusto per i discorsi./

Non abbiamo più altari se non i vostri,/

Non sappiamo nient’altro che una preghiera semplice”.

 

Quando un uomo arriva ad aver nausea dei discorsi del mondo e a non sapere “nient’altro che una preghiera semplice”, in ginocchio davanti alla “fanciulla di Nazaret”, significa che è già in salvo.

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