BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

Le condizioni di Caterina Socci (30 ottobre)

Riportiamo l’ultimo messaggio pubblicato da Antonio Socci sul suo sito. Rinnoviamo anche l’invito alla preghiera per sua figlia Caterina affinché si risvegli dal coma in cui si trova dal 12 settembre

Socci_AntonioR375.jpg(Foto)

Riportiamo l’ultimo messaggio pubblicato da Antonio Socci sul suo sito. Rinnoviamo anche l’invito alla preghiera per sua figlia Caterina affinché si risvegli dal coma in cui si trova dal 12 settembre.

 

Due considerazioni. La prima è sul Vangelo di ieri. Un bravo sacerdote nota (lo riprendo da una mail):“L’immagine che Gesù dà di sé, paragonandosi a una chioccia, è la più umile e la più bella di tutte. Richiama le parole di Dio del Salmo 91,4: ‘Ti coprirà con le sue penne, sotto le Sue ali troverai rifugio’. Esprime la forza della sua tenerezza: l’aquila potente che salva (Dt 32,11) qui si fa chioccia. L’amore materno di Dio è tanto forte da renderlo debole, tanto sapiente da renderlo stolto, fino a dare la vita per noi”. Ma noi sappiamo che la “debolezza” di Dio sono i suoi figli, come lo sono per una madre e un padre. E le loro lacrime e le loro implorazioni Gli sciolgono letteralmente il Cuore…

Questo spiega - ed è la seconda considerazione - quanto sono vere le parole del Servo di Dio padre Dolindo Ruotolo: “La preghiera è l’unica forza dell’uomo ed è l’unica debolezza di Dio. L’Onnipotente è vinto dalla preghiera, dona a chi prega, conforta chi prega”. E dice ancora: “L’insistenza della preghiera orienta l’anima a Dio, accresce il senso dell’umiltà, accende l’amore. Se non ti vedi esaudito non cedere alla tentazione di lasciare la preghiera: insisti con profonda umiltà, con vera fede, con forte amore”, “Tu non sei smarrito nella vita perché preghi”.

Vi assicuro che Caterina sta letteralmente vivendo per le vostre preghiere… È strano - dovendo continuare a scrivere, a lavorare -  guardare gli eventi del mondo con il pensiero di Caterina… L’altroieri “Libero” mi ha chiesto una riflessione - a margine del dramma del presidente della Regione Lazio - sul suo desiderio di ritirarsi per un periodo in convento. Ecco qua il mio articolo…

Il solo rifugio, fra le Sue braccia

Con qualche perfidia ieri La Repubblica ha titolato “la giornata da incubo di Piero Marrazzo” con queste parole: “vorrei scappare”. La moglie: “Serve un taglio netto”. Poi, anche su questo giornale, c’è la notizia del giorno: “La corsa all’eremo”.

Tutti i quotidiani hanno strologato su questa “fuga” dell’ex governatore del Lazio all’abbazia benedettina di Montecassino (e sulla ricerca, nel Pd, di un candidato alternativo per la Regione che, guarda caso, vanno a cercare fra le file cattoliche). Nessuno si sorprende che nello smarrimento e nell’angoscia si cerchi rifugio in un monastero.

Nessuno però sembra riflettere su quello che significa la Chiesa per tutti noi, anche per chi si professa laico e magari tuona contro i preti. I giornali sembrano aver paura di guardare in faccia la bellezza e la misericordia della Chiesa.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO