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Cronaca

SOCIETA’/ Weiler (NY University): la laicità non è una parete bianca

Crocefisso_Scuola_TogliereR375.jpg(Foto)

Riprendiamo la storia da dove l’avevamo lasciata, e cambiamo il finale: questa volta è Giovanni che va a scuola e vede le mura senza crocefisso. Torna a casa e dice: “Mamma, sai che a scuola non c’è il crocefisso? Quindi ha ragione Romano?”.

 

La questione vista prima, perciò, se si leva il crocefisso, non è affatto risolta: rispetto alla situazione precedente sarà semplicemente Giovanni, e non Romano, ad avvertire un problema. Anche la parete bianca è espressione di un certo modo di vedere la realtà.

 

I simboli sono importanti, permettono di identificare fatti e tradizioni secolari. Siamo sicuri che non ne vogliamo avere nel luogo che si occupa dell’educazione dei nostri figli, proprio nel posto in cui le cose prendono un senso?

 

Non è vero che la parete bianca è la soluzione migliore. Piuttosto, sarebbe bene cominciare a immaginare nuove soluzioni al problema, perché l’idea della parete bianca non è neutrale, è molto vecchia, e non risolverebbe nulla. Piuttosto, chi ha a cuore questa questione, e tra costoro i laici, dovrebbero cominciare a interrogarsi anche su quali simboli vorrebbero vedere nelle scuole, e non solo su quali non vorrebbero.

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COMMENTI
11/11/2009 - ok (gianluca castelli)

Avevo già avuto modo di apprezzare il primo articolo. Questo articolo rende ancor piú chiaro il ragionamento. Mi sembra che sia il piú ragionevole e il piú aderente alla realtá.

 
11/11/2009 - Il futuro non cancella il passato lo fa presente. (claudia mazzola)

Che confusione senza la Croce, si fa prima lascirla dove è, toglietemi tutto ma non il mio Crocifisso e passiamo ad altro, Lui intanto sta li!

 
11/11/2009 - Siamo sicuri di noi ? (VINCENZO FEDELE)

Penso che il commento più "normale" e nello stesso tempo più "FEROCE" alla diatriba del Crocifisso, sia stato quello di Bersani che ha commentanto (cito il pensiero non ricordando le parole esatte). "Per me può anche stare, non fa differenza e non crea problemi". Siamo noi che abbiamo trasformato il Crocifisso in un soprammobile, come il Natale e la Pasqua in un'occasione di consumismo e di regali ed auguri ipocriti. Due anni fa a Torino, nei giardini di fronte Porta Nuova, degli anarchici hanno "rapito" il bambino dal presepe di cartapesta allestito nei giardini. Solo allora ci siamo resi conto della presenza del Bambino, a causa della sua "assenza". Dovremmo ringraziare gli anarchici di allora, per averci dato una sveglia, così come dovremmo ringraziare Strasburgo, con tutta la stupidità della sentenza, per averci indotto a riflettere su questo aspetto che abbiamo sempre dato per scontato. Il Crocifisso dovrebbe essere nei nostri cuori, prima che sulle pareti. Non siamo sicuri di noi e della nostra fede visto che, se così non fosse, non avremmo paura del "diverso", saremmo anche, forse, più tolleranti perchè forti delle nostre convinzioni e della nostra fede, non avremmo timore a confrontarci con tutti. Riscopriamo noi stessi, per riscoprire Cristo che è sempre accanto a noi.

 
11/11/2009 - giusta analisi (adelio fioritto)

Concordo pienamente, ma affrontiamo la realtà. Chi ritiene che il crocifisso non debba essere esposto sostiene la propria tesi improntando l'attenzione sul significato cristiano. Chi ritiene che il crocifisso debba restare, cerca di spiegare come tale simbolismo non rappresenti solo un aspetto religioso, bensì anche e soprattutto dei valori che vanno al di là del mero significato cristiano, essendo (volenti o nolenti) un caposaldo della nostra società da secoli. I primi rinnegano tale "giustificazione" associando evidentemente il crocifisso alla nostra Chiesa Cattolica, pertanto legandosi a miriadi di discorsi esternando tutto l'odio possibile verso un simbolo, in questo caso il crocifisso, che ne fa da capro espiatorio (sembra la storia che si ripete...). I secondi non prendono neppure in considerazione l'ipotesi che uno Stato laico possa non imporre tale icona, perchè si sentono feriti, minacciati, quasi traditi dalla loro stessa famiglia e fanno blocco unito contro una possibile "minaccia". Per queste ragioni, il motivo principale che lei ha avuto modo di spiegare brillantemente non viene assolutamente preso in analisi, dato che ambo le parti sono alimentate da sentimenti di "odio reciproco" che causa sempre e comunque una visione distorta della realtà.

 
11/11/2009 - La parete bianca. (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

E' sufficiente mettere la bandiera italiana incrociata con quella europea per ottenere tre risultati molto importanti: * non avere simboli religiosi di alcun tipo * riproporre un senso d'appartenenza ai nostri figli cosa che considero oggi carente * eliminare la parete bianca Provi a smettere di pensare con la testa degli indottrinamenti religiosi che ha subito e vedrà che le verranno in mente anche ulteriori soluzioni per la parete bianca. Auguri!