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TEMPI/ Amicone: vedremo gli striscioni di Greenpeace srotolarsi lungo la Grande Muraglia?

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D’accordo, tutto può succedere. Non è per mettere le mani avanti, ma si sa, almeno così dicono gli amanti dei complotti, che magari è tutta una bufala messa in giro per svuotare i magazzini pieni di vaccini e per dare una mano alle multinazionali della farmaceutica. O invece, come dicono gli esperti, pur essendo un virus molto più debole di quelli ricorrenti nelle influenze stagionali, l’H1N1 è una cosa seria perché appartiene a un ceppo che non si vedeva in circolazione dai tempi della spagnola. Dunque, potrebbe subire mutazioni e incrociarsi addirittura con l’aviaria. Addirittura. D’accordo, i più deboli corrano a vaccinarsi. E, in caso di contagio, anche i più forti si riguardino. Se ne stiano al calduccio e non prendano antibiotici. L’influenza se ne andrà così come è arrivata.

 

Resta però questa inclinazione a pensare sempre per il peggio. Questa disposizione all’allarme metodico. Questa tendenziale e irrazionale sfiducia nei dati di fatto, nelle autorità pubbliche e, in definitiva, nel nostro stesso buon senso. Certo, tutti abbiamo bisogno di essere guardati, ascoltati, rassicurati. Ma non è strano che per quanto oggi si guardi, si ascolti e si rassicurino le persone, c’è nell’aria, nell’aria dei media e delle folle solitarie, quest’ansia, questo negativo, questo irrazionale, questa corsa a dipingere tutto a tinte oscure anche quando i fatti indicano il contrario?

 

Ad esempio, avete mai fatto caso che l’aggettivo statisticamente più ricorrente davanti a una tragedia di cronaca, a una morte precoce, a un delitto, a una vittima del sabato sera… è l’aggettivo “assurdo”? E, altro esempio, a che razza di fragilità rinvia la persona e, soprattutto, la Corte che si sono sentite inquietate e offese “dallo sguardo” di un crocifisso? Intanto registriamo la prima vittima per un rito “purificatorio” voodoo. In Italia, non a Haiti.



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COMMENTI
11/11/2009 - Propagazione autocatalitica delle balle (Sergio Palazzi)

Caro Amicone, le posizioni tenute dal Corriere in materia di Global Warming sono, ormai da anni, di una totale ortodossia verso i dogmi dell'IPCC. Persino quando vengono pubblicate notizie che inficiano le ipotesi e/o smentiscono le conclusioni conformiste, quasi immancabilmente l'articolo si conclude con un opportuno commento che minimizza i fatti e consola i benpensanti. Quando insegnavo ad aspiranti periti chimici ambientali, mi capitava spesso di far commentare gli articoli del Corriere agli studenti per qualche momento di sano e ricreativo scetticismo. Vorrei segnalare un testo che raccoglie le osservazioni del NIPCC, gruppo di scienziati che essendo meno legati a scelte politiche alla moda, ha potuto esprimere posizioni un po' più aderenti alla realtà dei fatti rispetto all'IPCC. Lo si trova su http://www.nipccreport.org e, più facilmente scaricabile, anche su http://www.heartland.org/publications/NIPCC%20report (ringrazio il prof. Franco Battaglia per averlo reso noto a un pubblico più largo). Quando avevo l'età che ha oggi mia figlia, ci dicevano che "tutti gli scienziati sono d'accordo" sul fatto che la Terra si stesse raffreddando, andando verso una nuova era glaciale, a causa del comportamento scellerato dell'umanità. Del resto, ogni persona intelligente era anche certa che il trionfo del socialismo era imminente e avrebbe finalmente sconfitto le ingiustizie del mondo. Di elettrosmog, di OGM, di nucleare eccetera, ne parliamo un'altra volta?

 
11/11/2009 - Quando gli asini voleranno (Adriano Sala)

Sì, vedremo gli striscioni di Green Peace sulla grande muraglia e alle pendici dell'Himalaya. Li vedremo come abbiamo visto le proteste per le esecuzioni capitali in Cina e in Iran, come abbiamo visto le proteste per la libertà nella vecchia Unione Sovietica. Li vedremo, ma solo quando anche gli asini voleranno. Sulla influenza H1N1 i giornalisti italiani si stanno mostrando per quello che sono: ignobili pennivendoli. Ma guardate i siti della BBC, CNN, New York Time, persino Al Jazeera: nessuno ne parla da settimane. Forse noi italiani siamo di salute più cagionevole. Cordialità.