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TEMPI/ Amicone: vedremo gli striscioni di Greenpeace srotolarsi lungo la Grande Muraglia?

L’allarme sui cambiamenti climatici e sul diffondersi dell’influenza A sembra far emergere una forte inclinazione per il peggio. Perché questo atteggiamento?

giornali1R375.jpg (Foto)

Qualche giorno fa uno dei titoli del Corriere della Sera ci destava una certa preoccupazione. “Cinquanta giorni per salvare il clima”. Addirittura. Poi, scorrendo l’articolo, abbiamo capito che non si trattava dell’ennesima burla di un titolista che aveva avuto il problema di come rendere appetibile il milionesimo articolo sul surriscaldamento globale.

 

No, nel caso in questione, l’ultimatum climatico serviva da amo a un semplice promemoria sulla Conferenza di Copenaghen. Città dove dall’8 al 16 dicembre prossimo, mondo industrializzato e cosiddetti paesi in via di sviluppo tenteranno di concludere insieme un affare: l’accordo che dovrebbe perfezionare (o aggiornare) il famoso “protocollo di Kyoto”.

 

Probabile che alla scadenza dei famigerati 50 giorni il clima si salverà da solo. Infatti, se anche gli Stati Uniti della green economy (sperando che non sia un’altra bolla) e l’Europa dell’“accordo sul clima” hanno la stessa agenda in materia di ambiente, la medaglia d’oro degli inquinatori del mondo (Cina) e il candidato a quella d’argento (India), pare non abbiano nessuna intenzione di andare in Danimarca per sottoscrivere obbiettivi vincolanti.

 

Vedremo gli striscioni di Green Peace srotolarsi lungo la Grande Muraglia o sui grattacieli di Mumbay? Ragionevole dubbio. Come la Corte per i diritti umani in Arabia Saudita, così in Cina e India gli ambientalisti sbarcano di rado e malvolentieri. Poco male. Stabilito che il surriscaldamento planetario ci sta desertificando, è bene che per il secondo anno consecutivo gli italiani si godano la neve precocemente in arrivo.

 

A proposito di dubbi e allarmi. Avete sentito che catastrofe questa maledetta influenza A? Pronto soccorso intasati. Centralini subissati di chiamate. Assalti alle farmacie. Inchini al posto dello scambio della pace in chiesa. Mascherine al posto dello scambio dei baci in casa. Percezione psicologica di una strage. Magistrati (potevano mancare?) al lavoro “per vagliare eventuali responsabilità di medici e sanitari”.

 

Ma di cosa stiamo parlando mentre assistiamo a uno stillicidio di notizie che ci danno la sensazione di essere sul ciglio di un abisso e registriamo la sensazione diffusa di una peste in agguato (come si fece con la prima vittima napoletana che diedero per morta con 24 ore di anticipo e di cui poi si dimenticò, quando davvero passò a miglior vita, di sottolineare il fatto che la febbre fu solo il colpo finale a un corpo già tramortito da gravi patologie cardiache e renali)?

 

Stiamo parlando - assicura con dati scientifici alla mano il responsabile e viceministro per la salute pubblica Ferruccio Fazio - “di un virus che è dieci volte meno aggressivo dell'influenza stagionale e che sino ad oggi ha fatto 11 morti (20 al 7 novembre, ndr) su 400 mila casi stimati, mentre lo scorso anno la stagionale ha fatto 8 mila morti su 4 milioni di casi. Dunque, l'incidenza dei casi di letalità dell'influenza A è dello 0,02 x mille, contro lo 0,2 x mille della stagionale”.

 

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COMMENTI
11/11/2009 - Propagazione autocatalitica delle balle (Sergio Palazzi)

Caro Amicone, le posizioni tenute dal Corriere in materia di Global Warming sono, ormai da anni, di una totale ortodossia verso i dogmi dell'IPCC. Persino quando vengono pubblicate notizie che inficiano le ipotesi e/o smentiscono le conclusioni conformiste, quasi immancabilmente l'articolo si conclude con un opportuno commento che minimizza i fatti e consola i benpensanti. Quando insegnavo ad aspiranti periti chimici ambientali, mi capitava spesso di far commentare gli articoli del Corriere agli studenti per qualche momento di sano e ricreativo scetticismo. Vorrei segnalare un testo che raccoglie le osservazioni del NIPCC, gruppo di scienziati che essendo meno legati a scelte politiche alla moda, ha potuto esprimere posizioni un po' più aderenti alla realtà dei fatti rispetto all'IPCC. Lo si trova su http://www.nipccreport.org e, più facilmente scaricabile, anche su http://www.heartland.org/publications/NIPCC%20report (ringrazio il prof. Franco Battaglia per averlo reso noto a un pubblico più largo). Quando avevo l'età che ha oggi mia figlia, ci dicevano che "tutti gli scienziati sono d'accordo" sul fatto che la Terra si stesse raffreddando, andando verso una nuova era glaciale, a causa del comportamento scellerato dell'umanità. Del resto, ogni persona intelligente era anche certa che il trionfo del socialismo era imminente e avrebbe finalmente sconfitto le ingiustizie del mondo. Di elettrosmog, di OGM, di nucleare eccetera, ne parliamo un'altra volta?

 
11/11/2009 - Quando gli asini voleranno (Adriano Sala)

Sì, vedremo gli striscioni di Green Peace sulla grande muraglia e alle pendici dell'Himalaya. Li vedremo come abbiamo visto le proteste per le esecuzioni capitali in Cina e in Iran, come abbiamo visto le proteste per la libertà nella vecchia Unione Sovietica. Li vedremo, ma solo quando anche gli asini voleranno. Sulla influenza H1N1 i giornalisti italiani si stanno mostrando per quello che sono: ignobili pennivendoli. Ma guardate i siti della BBC, CNN, New York Time, persino Al Jazeera: nessuno ne parla da settimane. Forse noi italiani siamo di salute più cagionevole. Cordialità.