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DOMENICO RACCUGLIA/ Indagini fitte sui pizzini. Intanto è pronto il trasferimento in carcere per il boss mafioso

Pubblicazione:lunedì 16 novembre 2009

Raccuglia_DomenicoR375.jpg (Foto)

La sua cattura è stata resa possibile anche dalla sua passione per la televisione. La palazzina sembrava infatti disabitata, ma gli agenti hanno notato che c’era un televisore acceso al quarto piano. Da lì la decisione del blitz.

È finita così la latitanza del boss che il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha definito «il numero due, per peso criminale, nella lista dei ricercati di Cosa nostra, dopo Matteo Messina Denaro». Da killer al servizio di Giovanni Brusca, Raccuglia aveva esteso il potere dalla sua Altofonte, paesino della provincia di Palermo, al confine con il Trapanese. E soprattutto, era diventato uno specialista nell'inquinamento degli appalti pubblici: gli inquirenti ne avevano avuto conferma leggendo i pizzini di Bernardo Provenzano. Ma fino a ieri il rampante quarantacinquenne Raccuglia, nome in codice "il Veterinario", era riuscito a beffare ogni indagine.

Una grande folla si è radunata sotto la Questura quando gli uomini della Mobile sono ritornati con Raccuglia in manette. Immediati cori e slogan di esultanza nei confronti delle forze dell’ordine come si può vedere nel seguente video.

 

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