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NAT/ Il testo del volantino preoccupa Maroni. A Bologna aperta un’inchiesta

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«È venuto il momento - si legge - di affiancare alla lotta nella società, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nei quartieri, una lotta di avanguardie armate. Alla violenza quotidiana dei poteri forti occorre rispondere con la violenza dei fatti». E ancora: «Questo regime si regge sulla forza delle armi (mediatiche e militari) e chi lo vuole combattere si deve mettere sullo stesso piano». Dunque, «bisogna organizzare subito ristretti gruppi di difesa contro gli abusi del regime» e «bisogna partire dai piccoli gruppi per azioni di propaganda armata contro i fascisti, i razzisti, i corrotti e gli sfruttatori».

Dopo l'allarme di Maroni, intanto, è arrivato anche quello del ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Il pericolo non è mai venuto meno - sottolinea il titolare della Difesa - Per fortuna però adesso non c'é quel retroterra politico, culturale e sociale che c'era in quegli anni: quindi complessivamente il pericolo è infinitamente di minore gravità». Questo però, conclude, «non significa che concretamente il terrorismo non possa ancora portare a danni, a lutti e a pericoli veri e reali. Quindi non bisogna abbassare la guardia nemmeno per un attimo».



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