BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

TEMPI/ Amicone: cara Europa, aveva proprio ragione Solzenicyn

Europa_PuzzleR375_13mar09.jpg(Foto)

Nonostante ciò l’Europa rimane ferma sui suoi principi astratti, sui suoi compitini da primi della classe in materia di democrazia, al suo ditino alzato in tema di diritti umani. Non vede e non sente - se non per motivi di squisito ricatto geopolitco e di interesse economico - l’immane sforzo che sta compiendo un potere politico che, per quanto poco trasparente e ruvido esso effettivamente sia, è oggi l’unico che possa garantire alla Russia una transizione verso quella piena democrazia che lo stesso presidente Dimitri Medvedev ha appena evocato e auspicato nel suo secondo discorso alla Nazione tenuto dalla remota regione siberiana di Tuva.

 
E dire che nel suo discorso ad Harvard, orsono più di trent’anni, il grande Aleksandr Solzenicyn ci aveva avvertito di cosa si preparava all’Occidente nel momento in cui si fosse affidato alla fede cieca nei principi astratti del diritto e dei diritti individualistici. Non lo abbiamo ascoltato, e ora eccoci qua a combattere la difficile impresa della libertà in un Continente di leader politici senza qualità e di gente preoccupata più della “buona morte” che della buona vita.

 

Tutto ciò accade, ammoniva profetico il grande Nobel della letteratura e della libertà, poiché «in conformità ai propri obiettivi la società occidentale ha scelto la forma d’esistenza che le era più comoda e che io definirei giuridica. I limiti (molto larghi) dei diritti e del buon diritto di ogni uomo sono definiti dal sistema delle leggi. A forza di attenersi a queste leggi, di muoversi al loro interno e di destreggiarsi nel loro fitto ordito, gli occidentali hanno acquisito in materia una grande e salda perizia (ma le leggi restano comunque così complesse che il semplice cittadino non è in grado di raccapezzarcisi senza l’aiuto di uno specialista).

 

Ogni conflitto riceve una soluzione giuridica, e questa viene considerata la più elevata. Se un uomo si trova giuridicamente nel proprio diritto, non si può chiedergli niente di più. Provate a dirgli, dopo la suprema sanzione giuridica, che non ha completamente ragione, provatevi a consigliargli di limitare da se stesso le sue esigenze e di rinunciare a quello che gli spetta di diritto, provatevi a chiedergli di affrontare un sacrificio o di correre un rischio gratuito… vi guarderà come si guarda un idiota.

 

Io che ho passato tutta la mia vita sotto il comunismo affermo che una società dove non esiste una bilancia giuridica imparziale è una cosa orribile. Ma nemmeno una società che dispone in tutto e per tutto solo della bilancia giuridica può dirsi veramente degna dell’uomo. Una società che si è installata sul terreno della legge, senza voler andare più in alto, utilizza solo debolmente le facoltà più elevate dell’uomo. Quando tutta la vita è compenetrata dai rapporti giuridici, si determina un’atmosfera di mediocrità spirituale che soffoca i migliori slanci dell’uomo. E contare di sostenere le prove che il secolo prepara reggendosi sui solo puntelli giuridici sarà per l’innanzi sempre meno possibile».

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
17/11/2009 - Un occhio alla vita. (claudia mazzola)

Che tempo fa? E' tempo cara Europa di lasciare piovere quando piove e di prendere il sole quando c'è il sole, in previsione di un'EU migliore!