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Cronaca

INFLUENZA A/ Pregliasco: niente allarmismi, i casi mortali sono circa lo 0.4 per mille

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Ci sono diversi ordini di fattori, il primo dei quali riguarda situazioni fisiche già gravemente compromesse. Dei decessi avvenuti in Italia, solamente uno ha riguardato una persona sana. Si tratta di una povera giovane messinese. Che cosa le è successo? Per capirlo bisogna fare un piccolo discorso: talvolta, ma ripeto si tratta di una complicazione rarissima, questo virus nei giovani aggredisce le vie aeree inferiori generando una polmonite. L’organismo tenta di combatterlo causando infiammazioni talmente gravi da impedire la respirazione. Questo è quanto successo alla vittima messinese.  C’è da dire inoltre che simili complicazioni sono possibili anche con la normale influenza stagionale. Solo che nel caso della cosiddetta “febbre suina” tutto sembra utile per emanare proclami e descrivere minacciosi panorami di morte.

 

Il vaccino quindi è l’unica operazione ragionevole da fare se si vuole essere sicuri?

 

Assolutamente. E colgo l’occasione per ribadire il concetto: il vaccino contro la febbre suina, o influenza A che dir si voglia è l’unica soluzione. Lo dico perché molti hanno tacciato questo rimedio come inefficace e pieno di effetti collaterali. In realtà qualche raro caso di febbre dopo l’assunzione c’è stato, ma non si tratta certamente di un rischio. Non ci sono affatto eventi avversi nella vaccinazione, anzi una volta effettuata il rischio di contagio è pressoché nullo.

 

Ciò detto, e appurato che le percentuali sono le solite, quali sono comunque le fasce a rischio?

 

A sorpresa gli anziani sono meno a rischio contagio e, ovviamente, a rischio una volta contagiati. L’altra fascia riguarda praticamente tutti coloro nati dopo il ’77.

 

Come mai?

 

Perché intorno alla fine degli anni ’70 si era diffuso un ceppo virale molto simile a quello dell’influenza suina che ha per così dire preparato le difese contro questa malattia. I bambini e i giovani sono dunque a maggior rischio contagio rispetto alle fasce adulte della popolazione.

 


COMMENTI
03/11/2009 - A chi tocca? (Michelangelo Blanco)

Desidererei conoscere con la massima approssimazione non quanti sono i casi accertati d’influenza A, ma quante sono le persone guarite, quante e da quanto tempo sono ancora quelle affette? Quante sono le persone ricoverate in terapia intensiva e da quanto tempo? Personalmente mi è stato detto dal dirigente del servizio vaccinazioni di Siracusa che pur essendo un cardiopatico non spetta la vaccinazione anche perchè alla mia età (72 anni) non farebbe alcun effetto, e testualmente, sarebbe come fare un inutile buco nel braccio. C’è da stare allegri!