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Cronaca

ASSEMBLEA CDO 2009/ Intervento di Julian Carron a “La tua opera è un bene per tutti”

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Siccome l’uomo è esigenza di totalità, soltanto qualcosa di totale può corrispondere a tale esigenza. Solo un uomo nella storia ha avuto tale pretesa: Gesù di Nazareth, il Mistero diventato carne. Solo chi ha avuto la grazia d’incontrare un dono così, può capire cos’è quella soddisfazione che consente di sostenere tutta la vita. Diventa possibile non cedere all’individualismo, soltanto se abbiamo ricevuto un bene così incommensurabile.

Questo è il realismo cristiano: «Se Dio, infatti, non fosse diventato uomo, nessuno avrebbe potuto impostare la propria vita secondo questa gratuità, nessuno di noi avrebbe osato guardare la propria vita secondo questa generosità» (L. Giussani, L’io, il potere, le opere, op. cit., p. 132).

 

Così si capisce bene l’inizio della recente enciclica del Papa: «La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s’è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera» (Benedetto XVI, Caritas in veritate, 1). Perché? Perché «dalla carità di Dio tutto proviene, per essa tutto prende forma, ad essa tutto tende. La carità è il dono più grande che Dio abbia dato agli uomini, è sua promessa e nostra speranza» (Ibidem, 2).

 

È questa carità sterminata di Dio nei nostri confronti, più soddisfacente che nessuna ipotesi di individualismo, che ci rende a nostra volta soggetti di carità: «Destinatari dell’amore di Dio, gli uomini sono costituiti soggetti di carità, chiamati a farsi essi stessi strumenti della grazia, per effondere la carità di Dio e per tessere reti di carità» (Ibidem, 5). Dalla sovrabbondanza della carità, dalla pienezza dell’amore di cui siamo stati oggetto, può scaturire la gratuità. Non da una mancanza, bensì da una sovrabbondanza!

 

«È la verità originaria dell’amore di Dio, grazia a noi donata, che apre la nostra vita al dono e rende possibile sperare in uno “sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”, in un passaggio “da condizioni meno umane a condizioni più umane”, ottenuto vincendo le difficoltà che inevitabilmente si incontrano lungo il cammino» (Ibidem, 8).

 

 


COMMENTI
02/02/2010 - Come opera la CDO? (Agostino de Lieto Vollaro)

Quello che dice Carron mi sta tutto bene. La domanda da porsi è: la CDO opera secondo le linee tracciate da Carron?