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Cronaca

ASSEMBLEA CDO 2009/ Intervento di Julian Carron a “La tua opera è un bene per tutti”

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Senza questo non possiamo continuare a costruire a lungo. Don Giussani, venticinque anni fa, a un gruppo di universitari diceva che «noi non possiamo continuare a essere così attivi e produrre quello che abbiamo prodotto in questi anni feroci senza la comunione, ma la comunione senza Cristo non sta in piedi, la ragione della comunione è Cristo, e infatti è solo il pensiero di Cristo, il rapporto con Cristo che genera quella condizione per la quale posso rimanere nella compagnia senza sentirmi alienato, cioè l’amore a me stesso, l’amore agli altri come riverbero dell’amore a me stesso. Così dico che non si può rimanere nell’amore a se stessi senza che Cristo sia una presenza come è una presenza una madre per il bambino [...], se Lui non è presenza, se non ha vinto la morte, cioè se non è risorto, e perciò se non è il dominatore della storia – per cui il tempo non lo ferma, lo spazio e il tempo non lo delimitano –, se non ha in mano la storia, se non è il Signore del tempo e dello spazio, se non è il Signore della storia, se non è mio come lo fu di Giovanni duemila anni fa, se Tu non sei presenza reale a me, o Cristo, io torno a essere niente. Perciò, il riconoscimento della Tua presenza, il riconoscimento continuo della Tua presenza, questo è il cambiamento che mi occorre.

 

La conversione è come uno che va, come se io stessi andando con tanti bei pensieri dedotti da Lui e a un certo punto mi voltassi (conversio) e Lo vedessi presente. È tutto diverso, il cammino diventa tutto diverso. La giustizia è questa fede e la fede è riconoscimento di questa Presenza. Cristo è risorto, cioè Cristo è contemporaneo al tempo, è contemporaneo alla storia. Ora, il cambiamento profondo che implica il nuovo soggetto, la creatura nuova, è questo: è la fede in Cristo crocifisso e risorto, dove il “crocifisso” è la condizione per essere risorto. Perciò io non potrò scandalizzarmi se la condizione per vivere la gioia che Lui mi ha promesso è la croce, anzi, qui sarà la dimostrazione affascinante che perfino il dolore e la croce e la morte diventano gioia. Come dice san Paolo, “io sono pieno di gioia, sovrabbondo di gioia nella mia tribolazione”: è inconcepibile umanamente, cioè è un altro essere, è un altro mondo che è presente e che dobbiamo, nella nostra povertà, riconoscere, riconoscere sempre più fortemente, così che diventi sempre più abituale, familiare, perché la nostra presenza nel mondo sia sempre più redentiva, cioè sia sempre più umanizzante noi stessi e gli altri» (L. Giussani, Qui e ora (1984-1985), Bur, Milano 2009, pp. 76-78).

 

Detto in altro modo, «per potere amare se stessi, per potere operare tanto, bisogna essere insieme; per potere essere insieme bisogna riconoscere un amore a sé che permetta di amare anche gli altri, e quindi che operi il cambiamento grande che è l’amore alla gente e a se stessi considerati come rapporto al destino; ma questo non è possibile se non per una Presenza, non è possibile se Cristo [...] non è risorto, cioè non è contemporaneo. Allora, riconoscere questo contemporaneo, questa presenza al mio gesto, questa compagnia al mio cammino, è il primo fondamentale gesto di libertà che permette tutti gli altri, anzi, che permette e incita tutti gli altri» (Ibidem, pp. 82-83).

 

Un’esperienza così può superare definitivamente l’individualismo: il noi entra nella definizione dell’io. È per questo che, allora, possiamo imitare Dio. Non perché siamo bravi, ma perché siamo da Lui preferiti: «Nei nostri propositi e nei nostri progetti noi teniamo conto di tutto quello che occorre per realizzarli, realisticamente. Ma, oltre questo, noi dobbiamo realizzare, o cercare di realizzare, a imitazione del Signore, una emozione che non rientra nei calcoli per sistemare le cose, ma che direttamente nasce e si rivolge al compagno uomo, in amicizia, gratuitamente. Si chiama carità.

 


COMMENTI
02/02/2010 - Come opera la CDO? (Agostino de Lieto Vollaro)

Quello che dice Carron mi sta tutto bene. La domanda da porsi è: la CDO opera secondo le linee tracciate da Carron?