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CROCIFISSO/ 4. Tutto sulla decisione della Corte europea: sentenza, commenti, reazioni

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Le conclusioni di Strasburgo

 

Il crocifisso appeso nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni. E' questo in sintesi il cuore della sentenza emessa all'unanimità da sette giudici della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo:? Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), Isil Karakas (Turchia), e la belga Francoise Tulkens, che presiedeva il tribunale.

 

Così l'affaire Lautsi, come si legge nell'incartamento, è deflagrato in Italia in modo ben più grave della richiesta di risarcimento di danni morali (quantificata in 5000 - cinquemila - euro) che il Governo italiano dovrà versare alla famiglia dei due ragazzi.

 

Secondo i giudici, la violazione dei diritti della signora e dei suoi figli deriva dal fatto che «lo Stato è tenuto a conformarsi alla neutralità confessionale nell'ambito dell'educazione pubblica perchè studenti di tutte le religioni o atei sono obbligati a seguire le lezioni e lo scopo della scuola è di accrescere la capacità degli alunni a pensare criticamente».

 

La Corte non è stata in grado di comprendere, si sottolinea nella sentenza, come l'esposizione nelle classi delle scuole statali di un simbolo che può ragionevolmente essere associato al cattolicesimo possa servire il pluralismo educativo che è essenziale nel preservare una società democratica, così come concepita nell'ambito della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Per questo i giudici hanno concluso che c'è stata una violazione dell' articolo 2 protocollo 1 (diritto all'istruzione) e dell'articolo 9 (libertà di pensiero, di coscienza e di religione) della Convenzione.

 

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COMMENTI
07/11/2009 - la laicità in Italia fa spavento (Elena Urgnani)

Suppongo di essere fra i pochi italiani che si dichiarano piacevolmente sorpresi da una sentenza che ribadisce una verità scomoda: e cioè che in Italia la laicità dello stato è una chimera. In realtà a mio avviso il problema non è tanto il crocefisso - che è e rimane un simbolo religioso, che non unisce laici e credenti, ma se mai li divide - quanto la complessiva mancanza di un senso di laicità delle istituzioni. Questa totale mancanza di laicità si vede dalla cronica assenza di fondi per le attività alternative all'IRC, si vede dal fatto che in una scuola privata dei fondi per le supplenze e di tutto il necessario, le classi di religione possono funzionare anche con un solo allievo e non possono essere accorpate ad altre, si vede dal privilegio scandaloso del meccanismo dell'8 per mille (escogitato da Tremonti), per il quale alla Chiesa Cattolica finiscono non solo i soldi di chi dichiara la propria preferenza (che sono circa il 35%), ma circa l'85% della torta, attraverso un meccanismo a dir poco truffaldino. L'8 per mille alla Chiesa Cattolica è una peculiarità tutta italiana, ed è cosa ben diversa dall'obolo di San Pietro (pagato e dovuto da tutti i credenti). Mi fermo qui perché so benissimo che dire cose così scontate e di buon senso in Italia ti candida subito ad essere definita "comunista". L'ex comunista Bersani invece non ha esitato a definire il crocefisso una innocua statuetta, una simpatica tradizione, nel timore di perdere voti. Elena Urgnani

 
05/11/2009 - Il Crocifisso (Lorenzo ROMANO)

Votiamo la seguente mozione: (possibilmente esporre anche altrove): "Il diritto di avere un Crocifisso in classe e comunque nei luoghi pubblici, dal punto di vista legale è un diritto acquisito, definito, pianificato e tacitamente accettato nell'insieme degli accordi inclusi nel Concordato di Mussolini e nella revisione di Craxi. La sua eliminazione coatta è impossibile perché provocherebbe la perdita di un diritto fondamentale per le concezioni morali e comportamentali acquisite da una vita da milioni di persone e non può una Corte, per quanto importante, promulgare Leggi ablative di diritti, soprattutto se composta da persone e nel nome di individui extranazionali, quindi con una visone differente per tradizioni ed abitudini dagli italiani. Sotto questo aspetto la Corte di Strasburgo oltre ad essersi mostrata ingiusta è anche incompetente nel giudizio di merito e di fatto, quindi deve essere considerata illegittima e così anche la sua sentenza". In seconda mozione ribadirei il fatto che l'Italia è (o, purtroppo, era) quella che è e nessun extanazionale può arrogarsi il "piacere" di cambiare le nostre regole nel nome di una "civiltà avanzata" e nel nome di libertà religiose quando queste sono assenti (ateismo) o palesemente illegali e anticostituzionali (condanna a morte, lapidazione, fustigazione, caste, perdita dei diritti civili delle donne, ecc.). Quindi, anche i nostri "politici" e i nostri legislatori sotto questo aspetto sono pienamente delegittimati

 
04/11/2009 - Modifichiamo la bandiera Finlandese subito. (Bruno Bartolomei)

Proporrei una nuova iniziativa per la signora finlandese, cioè quella di inoltrare domanda alla Finlandia per modificare la bandiera poichè questa porta una enorme croce.Contemporaneamente senza togliere alcun crocefisso dalle scuole anzi applicando alla lettera il decreto regio che lo prevede chiederei la reintroduzione immediata in quelle scuole che si sono permesse di toglierlo; inoltre per par condicio,inviterei tutti i commercianti, artigiani ecc. ad esporre da subito bellissimi ed artistici crocefissi all'interno delle proprie aziende ovunque in Italia estendendo l'iniziativa anche quelli residenti all'estero. Sarebbe ora visto che gli italiani sono cristiani in maggioranza assoluta di preoccuparsi se noi cittadini non ci si senta offesi da queste continue iniziative volte solo a tutelare chi non ha nulla a che fare con le nostre tradizioni.

 
04/11/2009 - sentenza crocefisso (LUIGI PICCININI)

Tutto parte dalla croce. Perché da quei due pezzi di legno sovrapposti è venuta fuori qualcosa che ha segnato la Storia. Fino ai nostri giorni. Fino a ieri. Alla Corte di Strasburgo non sta bene che questo simbolo ricordi pubblicamente da dove veniamo ed è convinta che possa violare la nostra libertà di essere, o forse sarebbe meglio dire di non essere. Le conseguenze di questa sentenza ce le ritroveremo tutti i giorni, e non appena nelle aule scolastiche, perché sulla falsariga di questa decisione, onde evitare di restare turbati di fronte a tale simbolo e a ciò che lo richiama dovremo affrontare notevoli problemi persino di carattere semantico: via tutti i nomi di città che contengono la parola tabù (Santa Croce Camerina come la chiameremo?), mai più dire fermarsi al crocevia, ma piuttosto fermarsi alla confluenza di più strade complanari, non si potrà più affermare dei nostri figli che sono croce e delizia, sarà spazzata in un sol colpo la benemerita Crocerossa, e così via. Per non parlare dell’uso generalizzato della X: si cancellerà il diritto degli analfabeti a poter firmare, degli elettori a esprimere le proprie volontà e (brivido) persino giocare il Totocalcio non sarà più la stessa cosa senza il pareggio! Chissà cosa ne penserebbe il laico Benedetto Croce col suo vetusto “non possiamo non dirci cristiani”; e dire che lui il problema l’ha avuto all’anagrafe fin dalla nascita. Chissà se oggi vorrebbe cambiare cognome.

 
04/11/2009 - sensibilità e tasse (paolo varagnolo)

Sulla decisione della corte europea mi sembra di capire che il giudizio degli italiani sia unanime, tranne qualche radicale e comunista sfigato che cavalca l'onda sella corte europea per sfogare il proprio odio nei confronti della chiesa... siamo alle solite.... MA, è agghiacciante pensare di togliere l'identità ad un popolo per la non identità di alcuni...!!! e c'è qualcuno che ha anche il coraggio di dire che finalmente un segno di civiltà e di rispetto... riiiispeeeettooooooo, ma lo sanno questi signori che cosa è il rispetto???. In più dovrei pagare di tasca mia (tasse) il risarcimento a questa signora se il governo italiano non vincerà il ricorso??? cioè io pagherò dei soldi a questa signora italiana ma straniera per aver tenuto il crocefisso in casa mia??? prego Dio che questo non succeda, se non altro per la sensibilità che la signora dice di avere nei confronti dei suoi figli. Se l'immagina signora quanto saranno turbati i suoi figli se questo dovesse accadere? paolo varagnolo p.s. per conto mio se lo stato italiano darà a questa signora un solo centesimo di risarcimento morale, visto che sono un libero professionista non verserò più un centesimo di tasse, ed invito tutti gli italiani di buon senso a fare lo stesso