BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

FUSIONE/ Nasce a Brescia il super-polo di ospedalità cattolica

croci_rosse_R375.jpg(Foto)

 

«E' difficile per l'opinione pubblica cogliere la distinzione tra chi eroga attività sanitarie al pari di qualsiasi altra attività economica, perseguendo le finalità di lucro, rispetto a chi è impegnato con una finalità "non profit" e quindi con il solo intento di erogare un servizio, in coerenza con una proprio finalità "fondante" che discende spesso da una storia plurisecolare» Alessandro Signorini, direttore sanitario del Poliambulanza. Autore di «Ospedale privato: antagonista o alleato strategico dell'assistenza pubblica», ha animato lo scorso maggio una tavola rotonda sull'ospedalità cattolica in Italia nell'ambito del 5° Convegno di "Medicina e Persona". «Gli organi di informazione - sottolinea - e la mentalità corrente, radicata anche tra gli stessi "addetti ai lavori", tendono ad assimilare direttamente tutto ciò che è privato ad un interesse (economico) inevitabilmente di parte, assumendo il postulato che solo ciò che è direttamente amministrato e gestito dallo Stato è titolato a farsi carico di un "bisogno comune"».

Da ciò, osserva Signorini, «discende la convinzione, diffusa ed ingiustificata, che i sistemi di assistenza Sanitaria assolvano ad una funzione universalistica e di tutela della salute pubblica solo quando erogati direttamente ed esclusivamente dalla organizzazione degli enti amministrati dallo Stato (Regione)». Nel mondo "i sistemi sanitari universalistici sono principalmente rappresentati da organizzazioni costituite da un equilibrato mix di attività pubblica ed iniziativa privata, con una presenza assai spesso preponderante di soggetti che operano in assenza di scopo di lucro. Si tratta di uno scenario correttamente riferibile ad una logica di sussidiarietà che in Italia registra coerente interpretazione soprattutto in riferimento alle istituzioni della sanità cattolica (senza dimenticare altre confessioni religiose cui si riferiscono realtà come l'Ospedale israelitico di Roma o l'Ospedale Evangelico Valdese di Torino)".