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Cronaca

FUSIONE/ Nasce a Brescia il super-polo di ospedalità cattolica

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L'ente pubblico, ancorchè qualificato in "Azienda", ha bisogno di perseguire le proprie finalità istituzionali senza eludere la necessità di conseguire anche il "consenso politico" ed è vincolato al ricorso alle procedure "pubblicistiche" per quanto attiene il proprio governo gestionale. Dal punto di vista fiscale lo scenario è più complesso e non del tutto favorevole: i benefici fiscali previsti per chi opera senza scopo di lucro non sembrerebbero applicabili agli Enti , ancorchè rigorosamente vincolati ad una finalità "non profit", che svolgono attività sanitaria, considerata dalle norme vigenti, comunque, di tipo "commerciale" (ai sensi dell'articolo 73 del Testo Unico delle imposte sui redditi 917/1986).

 

La legge 31/1997 della Regione Lombardia è ormai collaudata: come giudica il grado di realizzazione del principio della "libera scelta" del cittadino nell'area della sanità? L'ospedale privato "noprofit" è ancora un antagonista o sta diventando un alleato strategico dell'assistenza pubblica?

 

Il modello di Servizio Sanitario realizzato nella regione Lombardia, con la applicazione della legge 31/1997 , costituisce un esempio dal punto di vista della valorizzazione delle risorse della "società" a benerficio del cittadino, in alleanza strategica con il governo della cosa pubblica.

 

Si tratta di un modello che può ulteriormente crescere e svilupparsi e che ha trovato ulteriore complemento in alcune successive leggi regionali come la legge regionale 34 del 2007 e 3 del 2008. Con tali provvedimenti l'amministrazione pubblica sostiente e coinvolge, responsabilizzandoli, soggetti di diritto privato che non perseguono scopo di lucro, nella pianificazione e nella realizzazione di interventi di interesse della comunità. Le due norme di legge citate prevedono anche la possibilià di erogazioni finanziarie, nell'ambito di specifici interventi, purchè coerenti con la programmazione sanitaria e socioassistenziale regionale.

 

Quali sono le esperienze internazionali più virtuose a suo avviso nell'armonizzazione pubblico-privato nella sanità?

 

L'argomento è complesso perché tutti i sistemi sanitari sono afflitti da problemi e difficoltà: non è possibile individuare un modello ideale ed è indispensabile cogliere gli aspetti positivi e favorevoli insiti nei diversi modelli. Certamente i sistemi che meglio interpretano il principio di sussidiarietà, favorendo l'integrazione stretta tra pubblico e privano, nell'ambito di una pianificazione le cui linee di indirizzo e verifica rstano saldamente in capo allo Stato, possono vantare i migliori risultati con le migliori performance anche dal punto di vista degli equilibri economici. Il recente rapporto Euro Health Consumer Index 2009 colloca il Servizio Sanitario Nazionale Italiano al 15° posto della classifica europea, riconoscendo ai primi posti della graduatoria i sistemi di paesi in cui il ricorso alla collaborazion econ i soggetti privati (non profit in particolare) costituisce regola costante, come ad esempio Olanda, Danimarca, Austria, Germania

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