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SONDAGGIO/ Quale tutela giuridica serve a Berlusconi?

Infuria il dibattito sulla riforma della giustizia e si rincorrono le notizie di avvisi di garanzia al Premier. Secondo te c'è un conflitto in atto tra poteri dello Stato? A Berlusconi servono tutele per continuare a governare? Se sì, quali?

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COMMENTI
10/12/2009 - Il cavaliere protetto dall'Angelo Custode (spadon gino)

Da qualche tempo assistiamo all’arresto quasi quotidiano di mafiosi. Tutte questi successi, folgoranti, mi hanno fatto immaginare che uno degli angeli custodi di Berlusconi si sia rivolto al gran capo dei nuovi padrini (quelli abbigliati non più di casacche di fustagno ma di vesti in cachemire), per pregarlo di due favori: a) incaricare un pentito sanguinario e per nulla credibile di sostenere le accuse contro il suo protetto in modo da essere facilmente smentibile; b) mettere a disposizione delle forze dell’ordine mafiosi di un certo nome, ma non più funzionali alla organizzazione, per consentire al suddetto protetto di farli arrestare e quindi di fregiarsi del titolo di “miglior anticamorrista degli ultimi 150 anni”. In cambio l’onorata società avrebbe avuto: a) lo scudo fiscale che le avrebbe permesso, con una spesa risibile, di far rientrare legalmente i capitali messi al riparo all’estero; b) la creazione della Banca del Sud; straordinario Calimero capace di rendere candidi i capitali più sozzi; c) la vendita all’asta dei beni sequestrati alla mafia per permettere ai mafiosi stessi il loro riacquisto; d) l’avvio dei lavori per le grandi opere, fra le quali in primo piano il ponte di Messina, greppia vastissima e ghiottissima. Si tratta di pura ipotesi, come ho detto, ma non c’è dubbio che questo scambio immaginario, fondato com’è sull’allettante principio del “Compri 4 e paghi 2” ha un’aria plausibile e sarebbe destinato al più spettacolare dei successi

 
03/12/2009 - Quando il proprio Paese va alla deriva! (Silvano Rucci)

Il Presidente del Consiglio mal consigliato! Nessun Presidente del Consiglio ha mai chiesto di essere tutelato giuridicamente! Come si spiega tale esigenza ed impellente necessità? Come Presidente del Consiglio non affronta i problemi cruciali interni più urgenti ma si limita soltanto alle emergenze italiane! Negli ultimi cinquanta anni abbiamo sempre votato prima delle normali scadenze delle legislature, allora non accade nulla di nuovo nel tornare quanto prima alle urne! La Sovranità costituzionale è nel popolo italiano che deve allarmarsi e darsi da fare quando il proprio Paese va alla deriva!

 
03/12/2009 - tutela per tutte le cariche invise a toghe rosse (LUCIANO VIGEVANO)

si deve smettere di parlare di tutela a Berlusconi. si deve smettere di continuare a blaterare che bisogna fare qualcosa. si deve smettere di non fare nulla. si deve fare efficacemente smettere l'attività palesemente sovversiva di quella parte della magistratura che approfitta delle falle legislative che non avevano dato problemi fin quando i magistrati facevano i magistrati e non si arrogavano impunemente il potere di sovvertire la volontà popolare. I cittadini hanno bisogno che i magistrati si dedichino a far bene il proprio lavoro - cioè quello di dispensare GIUSTIZIA e non sentenze strampalate. Una proposta di legge che potrebbe iniziare a migliorare la qualità della giustizia potrebbe essere quella di destituire un magistrato che per tre volte ha avuto ribaltate le proprie sentenze nei gradi di giudizio successivi. Luciano Vigevano

 
03/12/2009 - sondaggi impliciti ed espliciti (rino conventi)

Egregi lettori, un "lodo Alfano" costituzionale, non può esistere, è una contraddictio in terminis: l'uno esclude l'altro. Al Presidente del Consiglio di questa Repubblica, chiunque esso sia, non serve una specifica tutela giuridica, perchè qualora un tale strumento si rendesse, astrattamente, necessario, sarebbe come ammettere che (qual'ora esistesse)il grado di "deriva politica" del sistema giudiziario abbia oltrepassato il limite dell'attentato alla Costituzione . Se qualcuno si sente di affermarlo, si accomodi. O lo sottoponga ad esplicito sondaggio. Saluti

 
02/12/2009 - troppi contro uno (attilio sangiani)

due considerazioni: a) i P.M. ( procuratori capi o sostituti ) sono in Italia quasi mille,se non oltre. E' impossibile che tra questi non ci sia qualche fanatico schierato visceralmente contro il Premier di turno e la sua maggioranza parlamentare. Io stesso l'ho sperimentato. Ma ognuno di loro è provvisto di un'arma letale per la carriera di ogni politico,specialmente se "di punta",come un Premier : l'"avviso di garanzia",che,dalla stampa e dagli avversari,è percepito come una sentenza di condanna,anche se,tecnicamente,ciò è assurdo. E' come trovarsi di fronte a mille persone provviste di una pistola,che possono tirare al bersaglio. Però se il P.M. sbaglia ( come è accaduto per il processo avviato da Di Pietro con l'avviso notificato a Napoli ) non paga. Anzi: avvia una travolgente carriere politica. b) se è stabilito nella Costituzione la "presunzione di innocenza" fino al "giudicato" finale,non vedo perchè la persona investita dal corpo elettorale ( detentore della sovranità )di una altissima funzione pubblica, debba dimettersi durante il processo. Che,data la prevedibile durata,terminerebbe dopo la scadenza della carica,se non prima per archiviazione o assoluzione. Come ha detto giustamente Napolitano,solo il Parlamento può ritirare la fiducia al Premier e provocarne le dimissioni. Non un P.M. o un Giudice,monocratico o collegiale che sia.

 
02/12/2009 - Un Gran Giurì per le alte cariche dello Stato (RICCARDO LETO)

A mio avviso si deve ricercare un punto di equilibrio all’interno delle Istituzioni. Il Presidente Fini ha ragione nell’affermare che vanno rispettati tutti gli organi istituzionali; ma ciò non significa che Berlusconi abbia torto perché è pur vero, e ne sono convinti sia a destra che a sinistra, che verso le attività del Premier, vi sono troppe attenzioni di alcuni giudici che, peraltro, nuocciono alla credibilità della Giustizia dato che, fino ad ora, la maggior parte di esse si è risolta in un proscioglimento. Questo rappresenta una anomalia dalla quale deve essere tutelato non Silvio Berlusconi quale persona ma colui che riveste l’incarico di Premier che, regolarmente eletto a maggioranza, ha il diritto e il dovere di governare senza essere continuamente disturbato da un qualsiasi giudice che dietro appigli inconsistenti gli notifica un avviso di garanzia. Penso che le iniziative giudiziarie,a maggior ragione se legittime, contro il Capo dello Stato, i presidenti delle Camere e il Premier, vadano filtrati da un Gran Giurì, eletto dal Parlamento su proposta dei due Presidenti delle Camere, Organo al quale il magistrato inquirente che lo ritenga opportuno, sottopone gli atti in suo possesso prima di avviare un’azione giudiziaria che, qualora di particolare gravità, può interrompere l’incarico al momento ricoperto. Si eviterebbe il ripetersi di episodi come quello di Napoli in cui il Premier, durante summit si è visto notificare un avviso di garanzia poi finito nel nulla.