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IL CASO/ L’ultima degli ambientalisti: più aborti in Africa per salvare la Terra

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Ma il calcolo più cinico è quello secondo cui «le 10 tonnellate di CO2 che vengono immesse durante un volo di andata e ritorno da Londra a Sydney, potrebbero essere compensate dall’eliminazione di un bimbo indesiderato in un Paese come il Kenya». Gli stessi ricercatori sostengono che quella mancata nascita non solo ridurrebbe le inquinanti emissioni di carbonio, ma anche - udite, udite - il numero delle vittime del climate change. Cos’è, in fondo, il sacrificio di un negretto di fronte alla salvezza dell’umanità?

 

Questa aberrante iniziativa - denominata PopOffsets - parte dal presupposto (discutibile) che esista una correlazione tra l’aumento della popolazione e il cambiamento climatico. Più gente c’è in giro e più si inquinerebbe. In realtà, il rapporto tra bassa fertilità ed elevato livello di produzione e consumo fu analizzato per la prima volta da Malthus, il quale sosteneva un’idea un po’ diversa da quella dell’OPT.

 

Il celebre economista inglese ha evidenziato, infatti, che la capacità di consumo è direttamente proporzionale proprio al basso tasso di fertilità. Meno figli si hanno, più si consuma e, quindi, maggiore è l’inquinamento. Una delle cause della crisi demografica che sta vivendo la ricca società occidentale è dovuta, tra l’altro, anche al desiderio che i singoli individui consumino sempre più beni e utilizzino sempre più servizi (compresi i viaggi tra Londra e Sydney). A tutti appare evidente, del resto, che una casalinga impegnata ad accudire tre figli abbia certamente meno opportunità di immettere CO2 nell’aria rispetto a una coetanea single.

 

L’Optimum Population Trust ritiene, invece, che a pagare per l’inquinamento della società occidentale debbano essere i Paesi sottosviluppati e lancia l’iniziativa PopOffsets come una generosa offerta. Roger Martin, direttore dell’OPT, sostiene, infatti, che il progetto offra una «practical and sensible response». In che cosa consista questa risposta, Martin lo chiarisce subito: «Per la prima volta in assoluto le persone fisiche, le società e le organizzazioni avranno l’opportunità di compensare le emissioni di carbonio da essi prodotte, finanziando progetti di pianificazione familiare».

 

Anche qui i conti, per l’OPT, sembrano tornare: «La riduzione di CO2 a 34 miliardi di tonnellate costerebbe 220 miliardi di dollari con il family planning, contro i mille miliardi di dollari che si dovrebbero spendere in caso di ricorso alle sole energie alternative».

 

Sempre secondo la “generosa” fondazione britannica, l’attuale popolazione mondiale di 6.8 miliardi di individui cresce al ritmo di circa 84 milioni di persone all’anno. Per rendere più efficace l’idea, spiegano che una simile crescita «corrisponde a una nuova nazione come la Germania ogni anno o a una città come Birmingham ogni settimana».

 

Secondo le stime delle Nazioni Unite ci si deve aspettare un picco di 9 miliardi entro il 2050. In quel lasso di tempo, secondo gli scienziati delle stesse Nazioni Unite, le emissioni di carbonio dovranno essere ridotte almeno dell’80% per evitare un pericoloso aumento della temperatura del pianeta.

 

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COMMENTI
10/12/2009 - In realtà siamo pochi (Matteo Graziola)

Dietro a queste organizzazioni c'è la potentissima IPPF (International Planned Parenthood Foundation) che da quasi 60 anni sta diffondendo nel mondo anticoncezionali e promozioni di leggi abortiste, nonchè migliaia di cliniche specializzate per aborti. Affari colossali. Finanziata da ONU, UE e 17 governi nazionali. E dalla fondazione di Bill Gates. Un nota bene: lo sapevate che tutta la attuale popolazione mondiale potrebbe stare comodamente seduta su poltrone da teatro in una platea grande quanto un sesto della Sardegna? Fate i conti e vedrete che è così. Il sovraffollamento è una leggenda per far soldi sulla paura irrazionale della gente. Grazie a Il Sussidiario per questa informazione sulle tematiche bioetiche: in gioco infatti sono le verità fondamentali dell'uomo, della società, della politica.

 
10/12/2009 - La Terra la salva la vita. (claudia mazzola)

Invece di sfamare è più facile ammazzare per questi ambientalisti, nonostante di risorse globali ce ne sono in abbondanza.L'uomo non è un problema di quantità ma di qualità per i signori migliori dell'OPT!