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IL CASO/ L’ultima degli ambientalisti: più aborti in Africa per salvare la Terra

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Roger Martin & Co. sul punto sono chiari: «L’attuale livello di crescita della popolazione umana è insostenibile e determina una grave pressione sulle risorse globali. L’attività umana sta acuendo il problema legato al global warming, al punto che più aumentano i livelli di popolazione, più inevitabilmente si innalza la quantità di emissioni e, conseguentemente, le vittime del cambiamento climatico». Da qui l’esigenza di prevenire le nascite nei Paesi poveri.

 

Jonathon Porritt, che è stato anche primo presidente della Sustainable Development Commission (SDC), la commissione per lo sviluppo sostenibile voluta dal governo laburista, ha candidamente dichiarato che l’iniziativa PopOffests rappresenta una delle «most progressive forms of intervention». E l’esempio di “progressismo” che cita è significativo: «Se in Cina non fosse stata applicata la politica del “figlio unico”, oggi ci sarebbero 400 milioni di cinesi in più».

 

Poco importa al progressista Jonathon Porritt se il rapporto per il 2008 del Dipartimento di Stato americano sui “Diritti umani in Cina”, pubblicato il 25 febbraio 2009, abbia denunciato la legge repressiva sulla pianificazione familiare come una delle più gravi violazioni della dignità e dei diritti di donne, uomini e bambini. Né poco importa all’ambientalista Porritt che proprio il Parlamento britannico, nel condannare fermamente quella brutale politica di sterilizzazione e aborto forzato, abbia stimato che siano non meno di 130 mila le interruzioni obbligatorie di gravidanza nella Cina comunista.

 

La cosa strana è che di fronte alle farneticazioni dell’OPT non si sia levata nessuna voce da parte, ad esempio, delle femministe, sempre pronte a difendere i diritti delle donne, degli anticolonialisti, sempre pronti a denunciare la violenza culturale dell’uomo bianco, degli anticlassisti, sempre pronti a scagliarsi contro l’ignominia delle diseguaglianze sociali, e di coloro che combattono la fame nel mondo, sempre pronti a urlare la vergogna del solco profondo che divide i Paesi ricchi dal resto del mondo.

 

Evidentemente è ancora talmente forte il peso ideologico del family planning che nessuno osa mettere in discussione un sacro totem: il binomio intoccabile di condom e aborto. Ci provò Benedetto XVI, qualche tempo fa, e mal gliene colse. Così passa sotto silenzio l’incredibile iniziativa dell’OPT.

 

L’equiparazione di un volo Londra-Sydney alla vita di un piccolo keniota la dice lunga sul grado di disumanità che può raggiungere un certo ambientalismo liberal e progressista. Non c’è nulla da fare, l’ideologia, per quanto ammantata di ottimi propositi, è sempre nemica dell’uomo.

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COMMENTI
10/12/2009 - In realtà siamo pochi (Matteo Graziola)

Dietro a queste organizzazioni c'è la potentissima IPPF (International Planned Parenthood Foundation) che da quasi 60 anni sta diffondendo nel mondo anticoncezionali e promozioni di leggi abortiste, nonchè migliaia di cliniche specializzate per aborti. Affari colossali. Finanziata da ONU, UE e 17 governi nazionali. E dalla fondazione di Bill Gates. Un nota bene: lo sapevate che tutta la attuale popolazione mondiale potrebbe stare comodamente seduta su poltrone da teatro in una platea grande quanto un sesto della Sardegna? Fate i conti e vedrete che è così. Il sovraffollamento è una leggenda per far soldi sulla paura irrazionale della gente. Grazie a Il Sussidiario per questa informazione sulle tematiche bioetiche: in gioco infatti sono le verità fondamentali dell'uomo, della società, della politica.

 
10/12/2009 - La Terra la salva la vita. (claudia mazzola)

Invece di sfamare è più facile ammazzare per questi ambientalisti, nonostante di risorse globali ce ne sono in abbondanza.L'uomo non è un problema di quantità ma di qualità per i signori migliori dell'OPT!