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Cronaca

IL CASO/ L’ultima degli ambientalisti: più aborti in Africa per salvare la Terra

Il progetto di una prestigiosa fondazione britannica è assurdo: 10 tonnellate di CO2 immesse durante un volo di andata e ritorno da Londra a Sydney, potrebbero essere compensate dall’eliminazione di un bimbo indesiderato in un Paese come il Kenya

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Ecco l’ultima proposta dagli allarmisti del global warming. Le emissioni di carbonio possono essere ridotte attraverso un’iniziativa “caritatevole” da parte dei consumatori del mondo sviluppato nei confronti dei Paesi poveri del pianeta: pagare per garantire loro i mezzi di controllo e di riduzione delle nascite. Condom e aborto per combattere il riscaldamento globale.

 

Verrebbe da sorridere se non fosse che questo bislacco progetto è stato ideato e finanziato da una delle più prestigiose fondazioni britanniche, l’Optimum Population Trust (OPT), che, a dire il vero, nonostante l’impostazione culturale liberal, già nel nome ricorda più i componenti della fazione aristocratica conservatrice della tarda Repubblica romana, gli optimates, i migliori, appunto.

Che tutta l’iniziativa nasconda una venatura aristocratica e classista, lo dimostra la finalità del progetto dell’OPT, volto a finanziare chi, nei Paesi in via di sviluppo, non ha la possibilità di abortire bambini indesiderati. I ricercatori dell’OPT stimano, infatti, che nel mondo, ogni anno, siano più di 80 milioni le gravidanze non desiderate.

Dietro un simile progetto, in realtà, ci sono quattro ragguardevoli personaggi di peso che rappresentano il Gotha dell’ambientalismo britannico. Si tratta di Sir David Attenborough, dell’ex ambasciatore Sir Crispin Tickell, dell’onorevole Jonathon Porritt e del Professor James Lovelock. Cosa dicono questi esimi e illustri esponenti della prestigiosa “environmental charity”?

Semplicemente che la ricetta più efficace per scongiurare l’imminente catastrofe dovuta al global warming è quella di un’intensa campagna di family planning nei Paesi del Terzo Mondo. Condom e aborto per evitare le gravidanze indesiderate, quelle che soprattutto le povere nere sono costrette a subire.

Ovviamente, nessuna delle quattro eccelsi menti si sogna che forse è proprio a causa della povertà che molte gravidanze sono “indesiderate”. E che, forse, sarebbe meglio risolvere prima il problema scandaloso dell’indigenza della maggior parte della popolazione mondiale, piuttosto che imporre un sistema (family planning) che serve soltanto ai ricchi occidentali per consumare (e inquinare) sempre di più. Né una parola viene spesa per i 7.000.000 di bambini “desiderati” che muoiono ogni anno nel mondo per denutrizione.

Strana logica (o meglio, logica neocoloniale e razzista) quella dell’Optimun Population Trust: per ridurre le emissioni di carbonio non si devono ridurre i consumi e quindi l’inquinamento dei ricchi, ma ridurre le nascite dei poveri.

Presto fatto il calcolo dei ricercatori dell’OPT: ogni 4 sterline spese in contraccettivi si ottiene la riduzione di una tonnellata di CO2 dal global warming; per ottenere lo stesso risultato ci vorrebbero 8 sterline per la forestazione, 15 sterline per l’energia eolica, 31 sterline per gli impianti solari e 56 sterline per le auto ibride.


COMMENTI
10/12/2009 - In realtà siamo pochi (Matteo Graziola)

Dietro a queste organizzazioni c'è la potentissima IPPF (International Planned Parenthood Foundation) che da quasi 60 anni sta diffondendo nel mondo anticoncezionali e promozioni di leggi abortiste, nonchè migliaia di cliniche specializzate per aborti. Affari colossali. Finanziata da ONU, UE e 17 governi nazionali. E dalla fondazione di Bill Gates. Un nota bene: lo sapevate che tutta la attuale popolazione mondiale potrebbe stare comodamente seduta su poltrone da teatro in una platea grande quanto un sesto della Sardegna? Fate i conti e vedrete che è così. Il sovraffollamento è una leggenda per far soldi sulla paura irrazionale della gente. Grazie a Il Sussidiario per questa informazione sulle tematiche bioetiche: in gioco infatti sono le verità fondamentali dell'uomo, della società, della politica.

 
10/12/2009 - La Terra la salva la vita. (claudia mazzola)

Invece di sfamare è più facile ammazzare per questi ambientalisti, nonostante di risorse globali ce ne sono in abbondanza.L'uomo non è un problema di quantità ma di qualità per i signori migliori dell'OPT!