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Cronaca

LETTERA/ Il caso Tartaglia? La violenza nasce sempre dalla solitudine

Pubblichiamo la lettera ricevuta da Teresa, madre di un ragazzo con problemi psichici. E la fragilità psichica è quel rischia di restare di Massimo Tartaglia, l’uomo che ha aggredito Silvio Berlusconi

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Caro Direttore,

Ho letto il comunicato di Comunione e Liberazione sull’aggressione a Silvio Berlusconi e lo condivido in pieno. Purtroppo, in quell’episodio quel che salta alla cronaca è di nuovo il disturbo mentale. L’uomo che ha colpito Berlusconi è per la sua fragilità psichica un anello debole di una società che ha smantellato l’essere comunità come fattore identitario.

Quelli che una volta erano i sottoproletari manovrabili in quanto non solo poveri ma soprattutto non radicati in niente (cfr. l’Opera da tre soldi di Brecht), oggi sono queste persone che hanno interrotto la loro vita esperienziale e, a meno che non “incontrino”, vagano senza una vera relazione positiva.

In psicologia, la scuola sistemico-relazionale, di cui ora sono accettate da quasi tutti le indicazioni di carattere generale, dice appunto che il soggetto che manifesta la malattia psichica, cioè la persona portatrice del sintomo è il “paziente designato”. Tale termine sta a indicare che il paziente è il membro del sistema-famiglia (per famiglia si intendono sia la propria che almeno le due generazioni che l'hanno preceduta), che esprime o segnala il funzionamento disfunzionale di uno o più dei sistemi di cui egli è uno dei vertici.

Tale membro è “designato” dal sistema stesso, secondo una prospettiva bio-psico-sociale, in quanto soggetto che esprime una modalità disfunzionale di vivere, pensare, agire. Talvolta, specialmente in casi che riguardano i bambini o gli adolescenti (ambiti in cui la terapia familiare risulta un approccio particolarmente valido), questo si manifesta sotto forma di blocco evolutivo, così che tutte le tensioni tendono a convergersi su di lui; in tal modo diviene il controllore di forze ed energie relazionali, al prezzo di gravi sentimenti di sofferenza e vissuti di disgregazione.

In questa ottica, le tecniche che si utilizzano hanno per obiettivo la modificazione delle regole del sistema, ovvero la modificazione delle modalità di comunicazione e di interazione tra i membri.
Personalmente quando nell’educazione cristiana che gli amici del movimento mi hanno dato ho conosciuto l’esperienza del “dolore innocente” ho rapportato quella teoria a questo fatto perché nella mia vita se proprio c’era una persona che non meritava questo era mio figlio.

Ora lui sta bene anche grazie al grande lavoro di modificazione che abbiamo operato che fa parte della conversione, ma questo fatto rimane. Questa mattina ero al Niguarda per partecipare alla riunione semestrale del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) e si parlava dei giovani che sempre più numerosi arrivano al Pronto soccorso o alle urgenze in ambulatorio o addirittura da ricoverare in reparto.

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COMMENTI
16/12/2009 - Bellissimo! (Francesco Giuseppe Pianori)

Stupendo! Detto in due parole: una compagnia guidata al Destino salva chi è solo. E' esattamente la mia esperienza di malato psichiatrico. Al mio lavoro, gestito da persone "democratiche"(leggi pure "sinistre"), al massimo mi lasciano a casa perché "rompo"; di contro, l'amicizia di alcuni ciellini mi ha dato e mi da il gusto di vivere e di accettarmi così come sono, oltre che aiutarmi nel lavoro. Più semplice di così! Viva CL e chi l'ha inventata! Firmato Francesco Giuseppe Pianori (detto Cecco) fisioterapista a Rimini (AUSL Ospedale)