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TRAN TRAM/ Amicone: basta un po' di neve a mettere in crisi le nostre certezze

TramNeve_R375.jpg (Foto)

 

Un problema per mia figlia: "Papà, sono dalla Emi, allora mi vieni a prendere stasera?", "A prendere? Stasera? Dormi fuori o torni a casa a piedi!" È inutile che ti arrabbi, figlia mia, guarda fuori dalla finestra e fatti venire un'idea migliore. Meno male che bastano tanti fiocchi di neve, in fondo solo acqua, nuvole e vento, a sorprenderci nella nostra ridicola posa di signorotti e giustizieri del mondo.

A ricordarci quanto siamo ridicoli, tromboni e scemi nel nostro urlacchiare "Voglio la verità! Voglio giustizia!" e tutto il resto che protesta di un complotto globale contro il mio diritto all'autodeterminazione, stante il quale, non venisse corrotto da una qualche Co2, eternità, plutonio o berlusconio, non dovrebbe cader foglia che io non voglia. Meno male che il manto di neve scende e copre ogni nostra rivendicazione, formando un vasto strato di soffice diaframma biancheggiante nella notte in cui si agita il nostro cuore.

E così ogni strepito, ogni presunzione, ogni chiacchiericcio viene attutito dalla bianca coltre mandata da cielo in terra a miracolo mostrare. Il miracolo che per una volta, un giorno, forse due, fa un attimo esitare tutta la nostra prosopopea di gente che la sa lunga. Meno male che c'è  sempre un momento del tempo, un momento che adesso viene trascinato via dalla pioggia e dall'uggia della temperatura che ritorna a salire, in cui il nostro camminare spedito e distratto costretto a chiedersi come farai a tornare questa sera a casa, dove sarà adesso tua figlia, come farò a mettere le catene e ad andare a fare la spesa senza taxi, proprio io che non ho mai fatto altro che l'esaminatore e il correttore di bozze della vita degli altri.

Meno male, caro Dio, che ti prendi così platealmente gioco di noi costruttori della post-moderna Torre di Babele. Di noi che scagliamo le nostre frecce contro il cielo e poi ci ritroviamo anche un po' gli uni agli altri più vicini - come cerbiatti smarriti nella foresta metropolitana imbiancata.

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COMMENTI
23/12/2009 - Grazie di questi giorni (fabio De Ponti)

Se almeno servisse un pò di neve a farci capire che della nostra vita non siamo noi i padroni e amare di più il "Mistero eterno dell'esser nostro" .. grazie neve che ci costringi a stare di fronte al reale per ciò che è e non per come lo pensiamo / sogniamo noi.

 
23/12/2009 - Sobrietà (Gianluca Lapini)

Caro Amicone, bello il suo intervento in stile "Marina Corradi". Fa piacere che ci sia qualche giornalistita che non partecipa al diffuso coro del lamento nazionale e che richiama alla umiltà e sobrietà. Chi sa che prima o poi queste virtù, che oggi non possono che essere personale, non ridiventino anche sociali. Ma non sarà certamente una nevicata o un black-out a far cambiare i modi di vivere che il "sistema tecnico", in cui bene o male ci troviamo immersi, propone alla gente. Un sistema tanto potente che si inventa persino di influenzare il clima, per avere nuovi argomento per auto-perpetuarsi. Lei comunque insista, forse i poeti ci salveranno dai tecnici (se almeno arriveranno a capire che anche i SUV sul ghiaccio slittano).