BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINE VITA/ Serve una buona legge, non “inquisitori” laici

Pubblicazione:

Giustizia_Martello_OroR375_04mar09.jpg

Ora, si parla tanto della necessità di una netta distinzione tra Stato e religione e della natura laica delle istituzioni pubbliche. Ma che Paese è quello in cui i giudici arrivano a dare, per decreto, la patente di buon cattolico?

 

I deputati che in Parlamento saranno chiamati a pronunciarsi sul tema del cosiddetto “testamento biologico” non potranno non tener conto di questa pericolosa deriva giurisprudenziale.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
26/02/2010 - "Più si regola, meno si regola" (massari annalisa)

All'università si impara che in materia di diritto spesso "più si regola, meno si regola"; ovvero, più si cerca di regolamentare una materia per legge, maggiore è la casistica che resta fuori dalla pur minuziosa previsione normativa. Nel nostro sistema, a dettare la regola sulla delicatissima questione del fine vita, basterebbe l'art.32 c.2 della Costituzione che, nella sua limpida e ampia dizione, enuncia il principio della tutela e del rispetto della volontà, limitato solo dall'interesse generale, cioè quello che prevarrebbe, ad esempio, al verificarsi di un'epidemia. L'idea che il "fine vita" divenga materia da discutere dalla sola dottrina giuridica o dai politici nel loro agone, francamente terrorizza, anche perchè quello della bioetica è un terreno che diventa di scontro improduttivo: lo si è visto ripetutamente in questi anni. Che i giudici decidano se uno è cattolico o no poi, specie post mortem, crea veramente grossi imbarazzi, e non credo che mai dovrebbe essere oggetto di indagine se non indiziaria (come correttamente hanno poi concluso i giudici milanesi i quali, quindi, tutta quella riflessione, se/ce la potevano anche risparmiare). Se si mette mano a tale materia non aspettiamoci altro che scontri, nella speranza che a qualcuno non venga voglia di fare i conti su quanto costano i malati cronici o vegetativi alla stato, rinforzando una logica di cassa che non ci è propria ma che appartiene ad altre culture più materialiste e meno solidaristiche della nostra

 
03/01/2010 - fine vita e credo cattolico (MASSIMO MESINI)

In riferimento al tema in oggetto e come e' affrontato dalla sentenza sul caso Eluana E. non si puo' argomentare senza tenere conto che la fede al vangelo e all'insegnamento della chiesa ha il suo effettivo inzio quando la persona, facendo anche tesoro della educazone ricevuta, capisce e sceglie liberamente di aderire con le idee e la vita al senso di essa come espresso nelle parole e nello spirito sia del magistero che del vangelo. A questo punto che senso hanno le frasi "liberta' di coscienza".."una cosa è il senso religioso un'altra e' l'etica laica". Quindi impostare il discorso partendo dalla fede solo come derivazione di una educazione cattolica e' francamente una partenza zoppa direi senza nessuna consistenza in riferimento alla vera fede che e' matura responsabile e frutto di una scelta personale libera.Penso che lo spirito dell'autore dell'articolo in riferimento alla fede fosse questo, quindi positivo e sensato.

 
28/12/2009 - essere cattolici (claudio colombo)

Essere cattolici non significa credere genericamente in Gesù ma partecipare LIBERAMENTE alla vita della Chiesa Cattolica che NON è una democrazia, ricordandosi che a Pietro e ai suoi successori è stato affidato il compito di guidarla: il relativismo etico, denunciato da Benedetto XVI, è più che mai diffuso.

 
28/12/2009 - Automatismi. (andrea altana)

Secondo l'autore una persona, per il solo fatto di aver ricevuto un'educazione religiosa, dovrebbe automaticamente delegare alla Chiesa cattolica la decisione su quando e come morire, superando addirittura la sua volontà e quella dei suoi cari. Non finirà mai di sorprendermi come quel raffinato lavaggio del cervello chiamato Religione riesca a tramutare persone intelligenti e buone (come certamente è l'autore dell'articolo) in persone irragionevoli e crudeli.

 
28/12/2009 - FINE VITA: libertà di scelta (ivano sonzogni)

Sono cattolico dal punto di vista religioso, sono libero dal punto di vista etico! Non ammetto che alcuno al di fuori di me possa decidere di anticipare la mia morte o di posticiparla a proprio giudizio: sia esso un boia, un medico o un papa.