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ELUANA/ 1. La vedova Coletta: un sacrificio misterioso che ci fa sperare

Vedova di uno dei carabinieri uccisi a Nassiriyah, madre di un figlio morto di leucemia e di cui oggi ricorrerebbe il compleanno, Margherita Coletta, che pochi giorni fa aveva parlato del proprio rapporto con Eluana, parla ora della sua morte, e della speranza che può nascere anche da un fatto tragico e misterioso come questo

eluana_cappelloR375_25nov08.jpg (Foto)

«Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto». Basterebbe la profonda e infinita sapienza del salmista per capire che nulla è senza speranza, e che anche l’umanità più abbandonata e desolata trova accoglienza nelle braccia del Mistero. Ma non sono solo le parole dei salmi a dirci di questa speranza: c’è anche la testimonianza di persone speciali, che in quello che fanno e dicono sanno dare concretezza ed evidenza a tutto questo.

 

Margherita Coletta è una di queste persone. Lei sa cos’è il dolore: un marito ucciso nella strage di Nassiriyah, un figlio morto di leucemia, di cui oggi ricorrerebbe il compleanno. Solo pochi giorni fa, in un’intervista al quotidiano Avvenire, Margherita aveva parlato del proprio rapporto con Eluana, e con il padre Beppino. E degli ultimi, disperati, tentativi di distoglierlo dal suo proposito. Ora, che non rimane più nulla da fare, è il momento di ricordare, e di capire.

 

Margherita, che ricordo le rimane di Eluana?

 

Io non potrò mai dimenticare questo giorno. Non solo per il legame che avevo con Eluana, per tutto l’affetto che mi legava a lei. Ma anche perché domani (oggi, ndr) sarà il compleanno di mio figlio Paolo, morto di leucemia. Quindi questo mio legame con Eluana diventa ancor più grande, e più misterioso. Non so perché mi sia successo questo, e perché le nostre esistenze si siano intrecciate in questo modo. È un grande mistero, che mi segnerà per sempre.

 

Ma cosa rappresenta per tutti noi Eluana, ora che non c’è più?

 

Il problema ora non è più Eluana: lei stava bene prima, nelle condizioni in cui era, e sta bene anche ora, nel luogo in cui adesso si trova. Il vero problema non è lei. Il problema sono quelli che rimangono, e che hanno il peso di questo omicidio che è stato commesso. È stata una cosa disumana, e non riesco a capire come si sia potuto permettere tutto questo. Si sapeva che stava morendo, eppure non si è potuto fare nulla. Siamo dunque in balia di cosa? Chiunque da un giorno all’altro può prendere una decisione così tragica, e nessuno può fare nulla? Ma tanto, dove fallisce la legge degli uomini, non fallisce la legge di Dio.

 

Si è parlato molto, in tutto questo periodo, del rispetto nei confronti del dolore del padre.

 

Il dolore di un padre lo si può capire, perché è comprensibile che di fronte a situazioni così drammatiche si possa perdere il controllo. Ma quello che veramente non riesco a capire è la posizione di quelli che gli sono accanto.

 

Che cosa la ferisce maggiormente?

 

Quello che io intravedo di disumano è che sembra di essere tornati indietro di sessant’anni, a qualcosa di simile all’Olocausto, ma che viene eseguito in maniera più lenta. Sembra cioè che si voglia fare una selezione naturale delle persone: quelle che sono buone le teniamo, quelle che non sono buone le buttiamo via. In un paese come il nostro, che dovrebbe essere un paese civile, questo non dovrebbe accadere. Per questo mi auguro che venga approvato il disegno di legge di cui si discute in questi giorni, e che questo possa non accadere mai più

 

Dopo tanto dolore, come guardare al futuro?

 

Dobbiamo sicuramente continuare a guardare con speranza al futuro. Eluana, pur senza agire e senza dire nulla, ha comunque fatto in modo che cose del genere possano non accadere mai più. Possiamo dire che il suo è stato un vero e proprio sacrificio, che servirà per tutti i casi che sarebbero potuti accadere in futuro, e che invece ora, grazie al suo silenzioso esempio, saranno evitati.

 

Quindi da questa tragedia nasce una speranza?

 

Sì. E speriamo soprattutto che le cose che diciamo possano servire alla gente. Ma una cosa è certa: come ho detto prima, Eluana sta bene.

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COMMENTI
17/02/2009 - Eluana e la speranza (mirella farina)

Vorrei davvero che molte persone potessero ascoltare le parole di Margherita Coletta,ma ascoltarle con le orecchie del cuore che non tutti hanno!La speranza di cui parla è un Mistero che è presente nel suo Animo per Grazia e che noi possiamo contemplare con timore e tremore stando in punta di piedi sula soglia del dolore umano che l'ha attraversata ,lasciandola così, trasfigurata . Anch'io sono certa che Eluana adesso stia bene.Siamo noi che non stiamo bene in questo mondo in cui anche chiedere una firma o esporre un manifesto che voglia salvare una vita umana divide le persone e giudica inesorabilmente i rapporti.Sperare contro ogni speranza è possibile solo se abbiamo la certezza che Cristo è con noi e la vittoria sul mondo è Sua ,non della nostra bravura o della nostra logica.Chiedo Dio di darmi la fede di Margherita e la perseveranza nella prova

 
15/02/2009 - GRAZIE per questo dono che sei. (maurizio candelori)

Grazie Margherita! Che il Signore benedica ogni tuo passo, ogni tuo sguardo, ogni tua parola. Ogni volta che ti leggo o ascolto è sempre un avvenimento straordinario. Se solo ti si vedesse o sentisse in TV per un decimo di tempo rispetto a quello dedicato alle idiozie, menzogne, violenze e miseria umana che fanno scempio della dignità dell'uomo, questa nostra Italia ne guadagnerebbe in tutto, soprattutto in speranza perchè la tua bellezza è proprio contagiosa ed è solo un grosso peccato non poterti vedere o ascoltare più spesso... Grazie al Signore per questo gran dono che sei per la nostra povera Italia.

 
11/02/2009 - Chi c'era al suo fianco (Giuseppe Palano)

Questa considerazione mi conferma nel fatto che la presenza del Signore abbia bisogno di una umanità diversa che faccia compagnia. Che continui ad offrire compagnia anche a chi si concepisce "da solo". Ognuno faccia quello che può per dilatare questo abbraccio.

 
10/02/2009 - grazie ancora (cinzia billa)

Gentile Signora Coletta, lei è segno potentissimo della speranza che brandisce. Le sono grata come moglie e come madre. L'Italia ed il mondo hanno bisogno di persone come lei. Grazie ancora.

 
10/02/2009 - Grazie Margherita (Luca Papini)

Nelle tue parole ci sono i tratti inconfondibili di una umanita' felice perche' libera, perche' di fronte al Mistero. Io vorrei essere come te!

 
10/02/2009 - un sacrificio non inutile (nicola itri)

Anch'io penso che il sacrificio di Eluana Englaro non sia inutile, ma che comporti motivi di speranza per una civiltà più rispettosa della vita, della morte e dell'amore! Grazie, vedova Coletta!