BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

ELUANA/ 2. Una morte legale? Sì, come erano legali gli schiavi e le stelle gialle degli ebrei...

Eluana Englaro sarà la prima persona in Italia che morirà di fame e di sete con l’autorizzazione dei giudici. Una cosa forse legale, ma che non ha nulla a che vedere con la giustizia; una morte per fame e per sete, come avviene nei paesi colpiti da guerre e carestie. VOTA IL SONDAGGIO

eluana_cappelloR375_25nov08.jpg(Foto)

C’è una guardia giurata al terzo piano della clinica “La Quiete” a Udine. Controlla che nessuno entri nella stanza di Eluana Englaro, la prima persona in Italia che morirà di fame e di sete con l’autorizzazione dei giudici.

L’hanno portata via da Lecco con un’ambulanza, a notte fonda, nel buio, come ladri, e sono entrati in clinica da un ingresso laterale.

I volontari che faranno morire di fame e di sete la donna in stato vegetativo – una donna che respira da sola, che dorme e si sveglia, apre e chiude gli occhi, che deglutisce, che ha le mestruazioni, di cui nessuno è veramente in grado di dire se e cosa pensa, se e cosa prova – hanno costituito un’associazione, si chiama “per Eluana”. Ne fanno parte Amato De Monte, primario, e altri medici e tecnici specializzati.

L’hanno costituita dal notaio nei giorni scorsi.

Giudici, avvocati, notai: la morte per fame e sete di Eluana Englaro cerca di coprirsi con il manto della legalità. Ma la legalità e la giustizia non sono la stessa cosa: erano legali gli schiavi, e anche le stelle gialle degli ebrei.

La morte di Eluana, se avverrà per fame e per sete come descritto dai giudici, sicuramente non ha niente a che vedere con la giustizia, ed ha anche molte ombre per come la sua volontà è stata ricostruita.

Troppe le testimonianze discordi con quelle raccolte dalla Corte di Appello di Milano: almeno tre amiche, sue compagne di scuola, hanno dichiarato di non aver mai sentito Eluana dire che sarebbe stato meglio per lei morire piuttosto che vivere in certe condizioni, così come anche due suoi insegnanti (uno è adesso Preside di Giurisprudenza a Piacenza); c’è poi una lettera mai messa agli atti che contraddice quanto invece dedotto dai giudici. Ma questi fatti, resi pubblici da luglio – sul quotidiano Avvenire – e raccolti da un esposto presentato alla Procura di Milano, sono stati finora bellamente ignorati da chi aveva invece il compito di accertare la verità.

Se eseguiranno il decreto della Corte di Appello, Eluana morirà, e diranno che sarà morta naturalmente. Ma se c’è una morte innaturale, è proprio quella per fame e per sete. Si muore di malattia, di vecchiaia, per un incidente, una caduta: i morti per fame e per sete stanno nei paesi dimenticati da Dio, colpiti dalle carestie o dalla guerra, e di solito è uno scandalo quando nessuno li soccorre. Ma questo succedeva prima. Adesso, nel mondo alla rovescia che ci circonda, la fame e la sete pare siano diventati un segno di civiltà. Con la benedizione dei giudici, dei benpensanti, dei media, di Repubblica e del Corriere.

La vicenda di Eluana sarà di fatto uno spartiacque per il nostro paese, comunque si concluderà, non solo per le lacerazioni ed il pesantissimo clima conflittuale che vediamo già crescere furiosamente in queste ore.

L’ostinazione con cui è stata condotta questa vicenda, l’insistenza con cui si è cercato di far morire Eluana in una struttura pubblica, soprattutto in questi ultimi mesi e giorni, va ben oltre la battaglia personale di suo padre. E’ un’azione per portare nel nostro paese una mentalità e soprattutto una legislazione eutanasica, senza  il confronto con il consenso popolare – come è stato per il referendum sulla legge 40, o per i DICO – ma che si è servita dei giudici i quali, come è noto, non sono espressione della volontà popolare, e le leggi non dovrebbero farle, ma cercare di farle rispettare.

E’ un’azione per distruggere, nel nostro paese, un sentire popolare e un tessuto sociale che, nonostante tutto, ancora possono definirsi cristiani. Bisogna esserne consapevoli.

© Riproduzione Riservata.
COMMENTI
05/02/2009 - individualismo ontologico (Piergiorgio Critelli)

Miei cari fratelli cristiani italiani perchè continuiamo a mettere in contrapposizione scelta dell'individuo ed l'"ubi maior minor cessat". Non riesco proprio a partecipare a questa campagna intimidatoria sanfedista io ho timore e tremore come Abramo e come qualsiasi credente che sa che la fede non si identifica con la ragion di stato della Città del Vaticano. La politica e la fede non vanno d'accordo (anche se ricordo ai miei fratelli dotti che Hitler ha avuto il riconoscimento ufficiale da parte della Città del Vaticano, e che la medesima non ha mai apertamente condannato l'eutanasia dei campi di concentramento tedeschi). Qui non si tratta come vedete di scontro tra laici e credenti ma di chi su questioni sacre (ve lo concedo) si astiene dai toni e dalla drammatizzazione e sceglie il silenzio (non ipocrita) nei confronti di chi soffre. Se la vita e la fede sono un mistero non lo onoriamo in questo modo polemico ma cercando nei comportamenti e nelle parole di ispirare carità, cura e amore. Basta condanne, basta roghi di infedeli, basta gerarchie che si antepongono alla coscienza dell'individuo: la libertà di noi peccatori non è meno dignitosa delle parole del cardinale di turno o del pontifex maximus. Spero che vi rendiate conto che difendere la vita in questo modo non la rende più sacra. Per conto mio mi farebbe piacere che dessimo del tempo (come molti di noi già fanno) alle associazioni di volontariato che cercano di salvare vite adesso.

 
04/02/2009 - Per Eluana (Andrea Gualandi)

Per Eluana: Eluana è prossima / sbatte le palpebre, a chi / non più una voce / tra due settimane / non più il leggero liquido / nella sua gola / il mondo dice: non sente / il mondo rumoreggia coprendo quel soffio / quel tenue respiro / esala Eluana / e grida muta / a chi / al padre / funerea ombra / dell'altro / ancora un respriro / ancora uno / accanirsi / che verbo volgare / aggrapparsi / con le unghie, con i denti / perchè? / per chi? / se potessi ancora parlarmi / se potessi ancora sentirmi / oh.. tu.. / parlami ancora! / ancora / per sempre. /

 
04/02/2009 - A proposito di Eluana (Carla D'Agostino Ungaretti)

Le osservazioni della Prof.ssa Morresi sono puntuali e piene di umanità. Ma io mi chiedo perché i c.d. laicisti non rispondono mai a tono alle obiezioni di parte cattolica, che non sono "confessionali" (visto che questo aggettivo li spaventa tanto) ma solo improntati al buon senso. Non mi si dica che si fa la volontà di Eluana, staccandole il sondino, perchè nessuno col cervello a posto si augurerebbe il destino della povera ragazza. Tutti noi preferiremmo morire subito piuttosto che vivere decenni in quello stato. E allora come la mettiamo? Diamo per scontata questa volontà in tutti i malati di Alzheimer, in tutti i comatosi, in tutti i ritardati mentali e li sopprimiamo tutti? Che bel repulisti umanitario faremmo, degno della migliore dottrina nazista! Credo che Hitler, dall'inferno, stia sghignazzando di soddisfazione nel vedere come è riuscito a educare bene tanti diligenti allievi ansiosi di raggiungere il loro maestro!

 
04/02/2009 - Si, semplicemente ridicolo (Raffaele Idone)

Marco, il non limitare la capacità di una persona a determinarsi, nella vita e nella morte, dovrebbe essere importante in una società. Trovo che il parallelo con il nazismo sia orribile....qui si sta parlando di libere scelte, non imposizioni, che nessuno (chiesa,stato, ecc.) dovrebbe ostacolare. In questo caso, a mio modesto parere, il padre vuole compiere la volontà della figlia (se semplicemente la voleva "fuori dagli zebedei" avrebbe avuto milioni di altri modi) e non vedo perchè vada fermato (ideologie da medioevo a parte).

 
04/02/2009 - perchè ucciderla (riccardo castagna)

Se non prova nulla perchè ucciderla e se prova qualcosa perchè ucciderla? Forse per l'odio verso chi per 17 anni l'ha accudita, per l'astio di non poter amare come quelle suore hanno amato quel mistero sofferente. Allora piuttosto che piegarsi alla realtà meglio piegare la realtà e poter finalmente andarsene a casa senza dover fare i conti con quell'amore.

 
04/02/2009 - Ridicolo il "ridicolo" caro Raffaele (Marco Voli)

Qui, anche se alcuni aggiungono alla faccenda rispettabilissime argomentazioni religiose, la materia del contendere non è tale, ma attiene ad un tema laicissimo: non si "tiene" in se stessa una società che uccide l'innocente. Non si tiene se il debole e il sofferente è spinto al suicidio. Il messaggio che tutta la vicenda dà è che chi sta male e soffre non romba gli zebedei a chi sta bene se -visto che si può- può levarsi dai piedi. Il suicidio non è un reato (in Italia), ma la legislazione tiene conto del potere di suscitare emulazione notizie di suicidi hanno. L'istigazione e l'aiuto al suicidio sono punite. E togliere acqua e alimenti (non medicine) è omissione di soccorso e omicidio volontario. Le azioni individuali - nessuna, neppure la più intima - NON sono mai ininfluenti a livello sociale. Ogni azione forma il carattere e la mentalità e abbiamo il dovere di educarle, e non offrire esempi che portano alla disgregazione sociale per la perdita di criteri ragionevoli di giudizio. Nel caso in ispecie, il valore del proprio esserci indipendentemente dal successo e dalle capacità, la indicutibilità della società ad accogliere il debole e il sofferente, senza la quale è spianata la strada alla soppressione di chi da fastidio: malati di mente, ebrei, oppositori politici (come malati di mente in URSS), zingari... Il parallelo con Hitler è assolutamente azzeccato.

 
04/02/2009 - la storia non insegna (Pierre Richard Pergolotti)

Più volte nella storia l'uomo non ha riconosciuto la vita umana solo perchè non la capiva. Così è nato lo schiavismo, quando l'uomo ha definto i paramentri per definire un il valore della vita di un uomo.E le conseguenze si vedono ancora oggi. Non si tratta di fede, prima di tutto, ma di riconoscere il nostro limite. Non sappiamo cosa è lo stato vegetativo, non sappiamo cosa si prova, cosa si pensa...semplicmente non lo capiamo. Non capisco perchè quando fa comodo, ci si appella alla scienza, in questo caso no. Qualcuno può dirmi perchè?

 
04/02/2009 - ridicolo (Raffaele Idone)

Paragonare questo caso con le deportazioni e lo schiavismo mi sembra davvero ridicolo. Perché il "sentire popolare cristiano" deve imporsi sulle scelte del singolo?

 
04/02/2009 - Un bacio ed una preghiera per te; Assuntina (Francesco Giuseppe Pianori)

Un bacio ed una preghiera per te, Assuntina, che hai il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e di non indietreggiare di fronte alla falsità e alla violenza, travestite da pietà e giustizia. Un grazie perticolare a chi, come te, non esita ad affrontare a viso aperto e senza equilibrismi chi vuole affossare la nostra Italia. Dio ti benedica e la Madonna ti accompagni. Io sto al tuo fianco. Nullus ex nobis pereunte mundo sentiat ignem. Cecco