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Cronaca

ELUANA/ 1. Caro Beppino, nella tua situazione noi abbiamo scelto per la vita

RANDOLPH RICHARDSON ha una figlia, Lauren, alla quale è stato diagnosticato uno stato vegetativo permanente. Ma a differenza di Beppino Englaro ha scelto di difendere la vita di sua figlia e ci racconta la sua esperienza. VOTA IL SONDAGGIO

eludocciaR375_16nov08.jpg(Foto)

Ilsussidiario.net ha raggiunto Randolph (Randy) Richardson la cui figlia Lauren nell’agosto del 2006, a seguito di una overdose, ha subito un serio danno cerebrale in conseguenza del quale è stato diagnosticato uno stato vegetativo permanente.

La ragazza, incinta, ha portato a termine la gravidanza ed Ember Grace è oggi una bambina sanissima. Randy e la moglie Edith sono divorziati e questa tragedia li vede su due fronti opposti, perché Edith, seguendo il parere dei medici (col supporto di una sentenza del tribunale) vorrebbe sospendere l’alimentazione e l’idratazione, mentre Randy vi si oppone. Nel novembre scorso accade quanto sperato da molti: entrambi i genitori sono d’accordo, la vita di Lauren è degna di essere vissuta e nessuno le deve staccare la spina. Quando Edith lo dice a Lauren, la ragazza si mette a piangere.

Randy ha accettato di raccontare la sua esperienza, dedicandola "A quelli che hanno compassione per la vita".

Mi chiamo Randy Richardson e sono il padre di Lauren Richardson. Con la mia famiglia e mia figlia combattiamo da due anni una battaglia legale per il diritto alla vita. In questa causa vi sono molti errori e mancanze. Il tribunale e la società non hanno saputo rendersi conto dell’amore e della compassione necessari per aiutare la guarigione di mia figlia.

Nella prima fase del processo il tribunale e i dottori hanno stabilito il valore e la qualità della vita di mia figlia. I dottori hanno fatto affermazioni decise sull’impossibilità della guarigione e hanno chiesto di sospendere cure, cibo e acqua. A questo momento, Lauren ha superato tutti gli ostacoli che i medici ritenevano impossibile superare. Per i miglioramenti nelle condizioni di Lauren rendo merito a Dio e al tempo che abbiamo guadagnato nel discutere la causa. Ciò è diventato parte del problema. Il tribunale e gli altri coinvolti hanno cercato di muoversi rapidamente e ridurre il tempo che è necessario invece per il ricupero: mia figlia ha solo bisogno di tempo e amore per guarire. Rendiamo gloria a Dio per l’attuale e per la futura condizione di Lauren.

La parte triste di tutto questo è quando le acque si calmano e si ha il tempo di considerare che la vita in sé è il dono più prezioso. È Dio che determina il destino di ogni persona sulla terra e noi non dobbiamo abbandonare chi è nel bisogno, nel bisogno di amore e compassione. Si devono trattare gli altri come noi vorremmo essere trattati. Essere gentile verso qualcuno non ci ha mai danneggiato. Aiutare chi è in difficoltà arricchisce noi e chi ci sta attorno. L’amore è una cosa splendida, è qualcosa che possiamo condividere e non ci costa nulla. Mi sono stati sottoposti alcuni punti che vorrei condividere con chi legge.

Ho riflettuto parecchio prima di scrivere queste parole. I miei pensieri erano per il padre di Eluana. Non tocca a lui dare o togliere la vita. Io credo in Dio e credo non tocchi a noi dare giudizi o prendere decisioni sulla vita di un’altra persona. Eluana non ha deciso di diventare disabile o di essere nelle condizioni in cui è adesso.

Io credo che mia figlia Lauren sia un dono e una vera benedizione per me e la mia famiglia. Saremmo perduti per sempre se non dessimo a lei, e a noi stessi, una possibilità di vivere fino in fondo la sua vita con tutto l’amore e l’assistenza possibili. La decisione di togliere la vita a un’altra persona rimarrà per sempre nella propria vita e credo che ci si pentirà fortemente di tale decisione. Come padri si cerca di fare il meglio per i nostri figli.

So che anche il padre di Eluana sta cercando di decidere cosa è meglio per lei, ma deve comprendere che il suo amore è condiviso da tutti quelli che sono venuti in contatto con lei. Deve permettere ad altri di aiutare, assistere e amare Eluana per la persona che è. Piena di vita e amore pur nel suo particolare modo. Non intendo assolutamente mostrare mancanza di rispetto per il padre di Eluana, ma Eluana è viva e vi sono persone disposte a prendersi cura di lei. Che cosa si danneggia lasciando vivere sua figlia?

Ringrazio Dio per ogni giorno che Lauren è qui con noi. La vera storia sulla nostra situazione non è stata ancora raccontata. È molto triste ciò che è successo a Lauren e ad altre come lei. Le persone hanno bisogno di vivere con l’amore e la compassione, non con la paura o la pietà. Perché ci deve sempre essere gente così disposta a lanciare la prima pietra?

La vita di Lauren prima dell’incidente

Lauren era una ragazza molto tranquilla. Ha cominciato a non prendere decisioni giuste dopo aver incontrato il suo fidanzato. Era una ragazza molto indipendente e con la voglia di impegnarsi per raggiungere i suoi obiettivi. Dopo l’incidente, Lauren ha avuto e ha bisogno del nostro aiuto e sostegno per arrivare a uno stadio in cui possa essere autosufficiente. Io non so quando il suo recupero sarà completato, ma dobbiamo tentare. Questo è quanto fanno i genitori. Non è facile essere genitori.

Come la situazione di Lauren ha influenzato il rapporto nella mia famiglia

La madre di Lauren e io siamo stati divorziati per circa vent’anni, mantenendo buone relazioni fino a quando i medici dell’ospedale hanno convinto la madre di Lauren che non vi era assolutamente più alcuna speranza per Lauren. Un giorno il mondo saprà che tutto quanto detto dai medici si è rivelato sbagliato.

La madre di Lauren volle comunque fare un tentativo e cominciò a far regolarmente visita a Lauren. Iniziò così a vedere dei cambiamenti, cambiamenti che volevano dire che Lauren meritava una possibilità. È molto importante ricordare che occorre essere presenti e attivi nella vita di una persona per stimolare le sue capacità di ripresa. Se una persona è lasciata sola, senza amore e assistenza, non potrà mai riprendersi, ma appassirà come un fiore senza luce e senza acqua.

Tutte le persone per esistere hanno bisogno di amore, rifugio, cibo e acqua. Per aiutare qualcuno a riprendersi ci vuole di più: ci vuole moltissimo amore e tanta compassione e, con il tempo, si possono vedere i risultati. Non si potrà vedere nessun risultato, però, se neppure si prova.

Cosa direbbe Lauren oggi

Oggi sappiamo che Lauren reagisce emotivamente quando si parla in sua presenza di certi argomenti. Ne sono certo, Lauren vorrebbe ringraziare ogni persona che ha speso tempo per assistere lei e la sua bambina. Potrebbe anche raccontare del dolore e della sofferenza provocati da un sistema giudiziario che ha cercato di prendere il controllo della sua vita per spegnerla. E, soprattutto, Lauren vorrebbe ringraziare sua madre per non averla abbandonata. È per il tempo e la compassione che sua madre ha dedicato a Lauren e alla sua bambina che tutto ciò è ora possibile.

Solo ora noi siamo in grado di aiutare Lauren. Il tribunale ha sospeso il trattamento e la terapia di Lauren, ha messo in isolamento il nostro caso e non permetterebbe di raccontare la nostra storia. Così prego che Lauren abbia molto da dire, prima che tutto sia finito.

Che cosa significa per me speranza

Speranza è ciò che non si trova negli ospedali. Speranza è una cosa di cui le infermiere non potevano parlare. Così è diventata “falsa speranza”. La speranza è quello di cui ha bisogno una famiglia in un periodo difficile. Come genitori, si spera che il proprio figlio possa essere fortunato e avere una vita migliore della propria.

Solo Dio sa ciò che il futuro riserva a ciascuno di noi. Se vogliamo essere onesti, senza la speranza, per un mondo migliore, per la pace, per una buona salute, per ognuno dei nostri sogni, quale sarebbe la ragione per vivere? Quale scopo avrebbe senza speranza, specialmente negli altri uomini? Speranza, un desiderio di pace che sgorga dal cuore.

Il mio rapporto con la religione

Sono una persona religiosa, ma non mi sono mai reso conto di cosa questo avrebbe significato fino a che non è scoppiato il caso di mia figlia.

Quando l’ospedale scoprì che Lauren era una donatrice di organi, mi fu continuamente chiesto di sospendere le cure per “staccarla”. Una domanda, questa, che ho dovuto affrontare quotidianamente. Mi veniva detto che era crudele tenere Lauren in quelle condizioni, che la figlia che avevo conosciuto un tempo non era più con noi. Che era una vergogna tenere Lauren in quel doloroso stato.

Ci veniva anche detto che Lauren non sarebbe arrivata alla fine della giornata. Passai un periodo terribile cercando di capire perché eravamo lì a vivere ora per ora, giorno per giorno, e che avremmo dovuto rinunciare a Lauren. A questo punto feci una dichiarazione che sarebbe diventata un grosso problema in tribunale: “Lasciamo che Dio sia Dio e io farò del mio meglio per essere suo padre”, dissi che sarei stato lì per aiutare in tutti i modi. Sentii che non potevo prendere la decisione di far finire la vita di mia figlia. Sarebbe stato il più grande peso che avrei portato per il resto della mia vita. Io amo mia figlia e ho fiducia in Dio. Il tribunale e i medici dissero che ero un illuso e che non volevo vedere la realtà. La realtà è che Lauren sta facendo notevoli progressi e che le affermazioni dei medici sulle possibilità di Lauren erano sbagliate.

Cosa vorrei dire al padre di Eluana

Gli dimostrerei il mio più grande rispetto per aver aiutato sua figlia lungo tutti questi anni e potrei dirgli che “sono uno dei pochi che sa quello che sta passando”. Vorrei condividere con lui la mia storia personale con mia figlia e l’amore che ha portato a tante persone. Non voglio esprimere condanne, ma fargli sapere che c’è una luce in fondo al tunnel, una luce che risplende d’amore: Eluana, sua figlia.

(Randy Richardson)

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COMMENTI
16/02/2009 - Nazismo e dintorni (Alessandro Caroli)

Sono d'accordo con Chiesa. La vita è comunque vita. Per qualcuno potrebbe persino bastare un'ernia jattale (nel qual caso sarei a rischio) per proporre una soppressione: posso garantire che la malattia del riflusso gastro-esofageo non consente tante cose, permesse a chi non l'ha. Esempio? Una pizza. Un dolce alla panna. Un sugo di pomodoro. È vita questa, signora/ina Montanari? Sissignore, è vita. Ed anche gustosa. Altro nota bene. Sono astemio e non fumatore. È vita questa? Come sopra.

 
06/02/2009 - Da che parte sta l'ipocrisia (Dario Chiesa)

Credo che non vi siano dubbi sul dolore e lo strazio del padre di Eluana, ma questo non impedisce di giudicare la sua decisione. Io non riesco a condividere la sua scelta, ma non sono nella sua situazione, situazione in cui è invece il padre di Lauren. Considero perciò profondamente ingiusto il commento di Chiara Montanari, perché non penso proprio che nel caso della famiglia Richardson si possa parlare di ipocrisia ( né tantomeno di “attaccamento alle sottane del Papa”). Mi pare invece francamente ipocrita affermare che togliere ad una persona cibo e acqua significhi “lasciarla morire in pace”. Chi è d’accordo con questa decisione eviti gli eufemismi e abbia il coraggio di definire la questione per quello che è: morte per sete e fame. Né, se fosse lasciata vivere, Eluana sarebbe abbandonata a se stessa, come sembra pensare Chiara Montanari. Una delle cose che più lascia perplessi nella decisione del signor Englaro è proprio il rifiuto di lasciare Eluana alle cure delle suore di Lecco, che si erano dette disposte a continuare ad assisterla, come hanno fatto in tutti questi anni.

 
05/02/2009 - Eluana (luigi totaro)

Il parere medico in questi casi è dubbio riguardo alla possibilità di vita e di coscienza nello stato vegetativo.Ma come posiamo noi negare il Mistero?negare la categoria delle possibilità? la scienza medica non ha risposte matematiche ma probabilità perche è semplicemente empirica. Se c'è anche una sola possibilità che Eluana sia viva(badate non che guarisca ma che abbia coscienza)è giusto persistere perche di fronte alle situazioni anche una probabilità dello 0,000001% è comunque UNA PERSONA.Riguardo al padre non si può giustificare l'eleminazione di una vita sulla base della sua Qualità!bisogna trovare motivi per cui vivere non eliminare le vite che secondo noi non hanno senso!!!!

 
05/02/2009 - il destino dei nostri figli non siamo noi (maria rita Polita)

Non stimo affatto il signor Englaro che considero un e-go-i-sta. riguardo poi ai patti di sangue...con i figli sono di per se stessi contro natura....perchè è nella normalità delle cose che i genitori vadano/muoiano prima dei figli. La vicenda è dolorosa ed educativa (!)insieme, sopratutto perchè fa vedere dove possa sconfinare la paternità che non ha riferimento oltre a se, il padre/padrone ammantato di buonismo accattivante ma intransigente. e' più falso, perchè ipocrita, dei poveretti che ammazzano i figli malati e poi si sparano...perchè questo, la figlia, la fa ammazzare dagli altri...... Spero non vi scandalizziate ecessivamente di questi giudizi, perchè guardando la situazione li "oso", nella assoluta libertà/possibilità di cambiare, di poter ricominciare; rifuggo il clericalmente corretto che non giudica, ma che sostiene che dopo una certa età anagrafica il cambiamento sia impossibile.

 
05/02/2009 - grazie (FRANCO MIZZI)

grazie perchè difendendo eluana, difendete anche me, perchè anch'io essendo disabile in quanto non cammino ed ho una sola mano funzionante e la mia voce che detto spesso al computer. i miei genitori non mi hanno mai accettato completamente. sono 54 anni che sono in queste condizioni www.amiopadre.eu ma queste condizioni sono una grazia speciale di DIO NOSTRO PADRE e poichè LUI fa uove tutte le cose, il dolore o nel mio caso l'handicap non sono una condi zione di condanna come si legge nel vangelo per il cieco nato, ma per la gloria di DIO e poichè Dio è Amore TUTTO QUELLO CHE RICEVIAMO E' FATTO PER E CON AMORE ANCHE SE NON LO CAPIAMO

 
05/02/2009 - MA CHE VITA E' ...... (chiara montanari)

Ma nessuno pensa al dolore e allo strazio di un padre che vede la figlia in quello stato da ben 17 anni, ripeto 17 anni e non giorni o mesi. Ma non pensa nessuno a quello che il padre prova nel vedere la figlia spegnersi giorno dopo giorno, MA CHE VITA E' ? E poi anche ammesso, cosa molto improbabile considerati il nr. di anni già passati, che un giorno si svegliasse cosa troverebbe? Un mondo che non è più quello che ha lasciato, un mondo che non le appartiene più, e se nel frattempo il padre dovesse morire chi si occuperebbe di lei? Io una vita così non la vorrei. Il problema è che in Italia siamo troppo ipocriti e troppo attaccati alle "sottane" del papa e di tutta la chiesa! E' giunto il momento che ci svegliamo!! Lasciatela morire in pace e rispettate il dolore di un padre che ha perso la figlia 17 anni fa!!!