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ELUANA/ Il protocollo va avanti. Il Card. Bertone telefona a Napolitano, proseguono le indagini della Procura di Udine

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Mentre trascorrono le ore la situazione politica rispecchia quella drammatica che si sta vivendo nella stanza della casa di riposo “La Quiete” dove Eluana Englaro non sta più ricevendo alimentazione e idratazione necessarie per la sua sopravvivenza. Si è appreso oggi dall’ufficio stampa della Santa Sede di un colloquio telefonico intercorso ieri tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Contenuto della conversazione - sempre a quanto riportato dalla sala stampa vaticana – essenzialmente riguardante la vicenda di Eluana Englaro.

 

Intanto il neurologo Carlo Alberto Defanti, che segue la donna fin dal suo ingresso in stato vegetativo, ha reso noto alle agenzie che: «Per ora le condizioni cliniche di Eluana Englaro sono stabili e si prosegue con la sospensione totale della nutrizione artificiale». Dichiarazioni che si affiancano a quelle rilasciate da Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, commentando il risultato dell’ispezione dei Nas presso la casa di riposo dove Eluana è ricoverata ha dichiarato che: «sotto il profilo procedurale e penale mi sento tranquillo. Non credo - ha aggiunto - che la procedura si possa bloccare per questo. Né vedo la possibilità di un intervento cautelativo, cioé - ha concluso - di un sequestro della stanza, da parte della Procura».

 

Prosegue quindi inesorabilmente il protocollo che porterà Eluana Englaro alla morte per fame e per sete, e a nulla per ora sembrano valere i messaggi inviati al Capo dello Stato perchè torni sui suoi passi dichiarandosi disponibile a controfirmare il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri che interromperebbe in attesa dell’approvazione di una legge in material di “fine vita” il protocollo in attuazione a Udine.

 

E anche il Santo Padre all’Angelus di oggi , pur non citando direttamente il caso di Eluana, ha rivolto una preghiera «per tutti i malati, specialmente quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui» esortando i fedeli a perseverare, appunto, nella preghiera nell’imminenza della Giornata del Malato.

 

«Nonostante la malattia faccia parte dell'esperienza umana - ha osservato il Pontefice - ad essa non riusciamo ad abituarci, non solo perché a volte diventa veramente pesante e grave, ma essenzialmente perché siamo fatti per la vita».

 

E da Treviso Silvio Berlusconi insiste sulla giustezza delle proprie posizioni che hanno portato all’approvazione del decreto salva-Eluana bocciato dal Colle: «Mi auguro, nel buonsenso, che ciò che non è stato fatto in tanti anni, almeno sia ritardato di qualche giorno per consentire al Parlamento di approvare una legge, altrimenti Eluana sarebbe l'unica cittadina sui cui è prevalso lo Stato. Senza una legge sarebbe una condanna a morte».

 

Intanto continua sul fronte giudiziario nel più stretto riserbo il lavoro dei magistrati della Procura di Udine sugli esposti presentati dall'avv. Rosaria Elefante di Napoli e quello depositato dall'avv. Paolo Panucci di Lecco insieme a un gruppo di legali lombardi.

 

Panucci e questi ultimi, in particolare, hanno chiesto alla Procura di Udine «di intervenire per evitare che si commetta un reato, che - secondo Panucci - sarebbe quello di omicidio in una delle sue diverse configurazioni giuridiche».

 

I risultati delle indagini svolte dalla Polizia giudiziaria, sulle quali, ripetiamo, viene mantenuto il riserbo totale, saranno già da oggi all'esame del pm Biancardi.

 

Tuttavia, secondo indiscrezioni trapelate dal Palazzo di giustizia e riportate dalle agenzie per i prossimi giorni non sono da escludere altri accertamenti di Polizia Giudiziaria sul contenuto di altri esposti giunti in questi giorni a Polizia, Carabinieri e Procura della Repubblica.



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COMMENTI
08/02/2009 - L'AMORE PATERNO DOVREBBE SALVARE ELUANA.. (ITALO LIANZA)

Con grande rammarico, apprendo, che il protocollo "para-eutanasico" nei confronti della povera Eluana va avanti. In questi momenti drammatici, mi chiedo quanti italiani si siano chiesti...come si sia arrivati a tale punto di non ritorno...prima morale..ancor prima che religioso. Ma in che Nazione viviamo? Uno Stato pasticcione,con un Parlamento incapace di percepire il dramma che andava maturando? Passiamo anche sull'intempestività dei tempi politici, che dalle nostre parti difficilmente concordano con quelli del sentire sociale. Ma lo si vuole capire..una volta e per tutte, che questo è il dramma di un uomo solo...abbandonato nella tragedia della sua unica figlia, che dopo un gravissimo incidente stradale è rimasta gravemente invalida....privata della mobilità e delle sue capacità cognitive? Beppino Englaro è un da 17 anni molto solo, perchè ad eccezione della sua famiglia..non ha trovato quella solidarietà..che sarebbe di obbligo in questi casi. La solita, società, superficiale e distratta, piena d'ipocrisia di circostanza..ma priva di vero amore per il prossimo. La sua protesta, potrebbe portare davvero a conseguenze estreme, ma è giusta sotto il profilo etico, e dovrà essere presa ad esempio per un futuro migliore. Al momento, stando alle cronache che si aggiornano, febbrilmente di ora in ora, potremo assistere ad appelli etc. etc. Ma rendiamoci, conto, che allo stato attuale l'amore paterno potrebbe risolvere "ad horas" tutto, rinunciando al letale procedura.AMEN.