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ELUANA/ 1. L'appello del padre di Terri Schiavo a Beppino Englaro

Pubblichiamo in esclusiva la lettera aperta che Bob Schindler senior, padre di Terri Schindler Schiavo, ha indirizzato attraverso ilsussidiario.net a Beppino Englaro, il padre di Eluana. GUARDA IL VIDEO DEL TG1

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Pubblichiamo in esclusiva la lettera aperta che Bob Schindler senior, padre di Terri Schindler Schiavo, ha indirizzato attraverso ilsussidiario.net a Beppino Englaro, il padre di Eluana

 

 

Caro Signor Englaro,

 

Mi presento: sono Bob Schindler, il padre di Terri (Schindler) Schiavo.

 

Malgrado noi veniamo da due continenti diversi con differenti culture, abbiamo molte cose in comune. Entrambi siamo padri ed entrambi abbiamo avuto dallo stesso Dio il dono dei figli. Nel mio caso tre. La nascita di Sua figlia e di mia figlia Terri non sono solo accadute, sono state un atto di Dio.

 

Mi ricordo di quando mia figlia Terri era bambina e di come ero orgoglioso dei commenti della gente su quanto fosse carina. Fui altrettanto orgoglioso quando fece i primi passi e disse le sue prime parole. Lo stesso orgoglio mi ha accompagnato per tutta la sua adolescenza fino a quando è diventata una persona adulta.

 

Entrambi abbiamo una figlia che ha sofferto gravi danni cerebrali e io so molto bene quali profondi effetti questo può causare alla persona colpita e alla sua famiglia. Entrambi abbiamo fatto esperienza della stessa disgrazia e dello stesso dolore. Tuttavia, vi è una differenza. Sua figlia è ancora viva, la mia non più. Lei ha ancora il controllo sul futuro di Eluana, io non ho potuto far nulla per Terri.

 

Quando mia figlia Terri subì il trauma cerebrale, le promisi che le avrei fatto avere le cure appropriate. Ho fallito. Ho combattuto senza successo i tribunali e suo marito per poter intervenire nel suo trattamento e riportarla a casa. Ciò non è accaduto e oggi io sono afflitto per il mio fallimento, perché ha portato alla sua morte.

 

La mia famiglia e io siamo addolorati per la perdita di Terri e io in particolare lo sono per il modo in cui lei è stata messa a morte. È morta per fame e sete.

 

Questo tipo di morte è crudele e barbarico. I sostenitori dell’eutanasia Le diranno che far morire di fame e di sete una persona con danni cerebrali non causa dolore. Sono stato testimone di questo tipo di esecuzione e posso dire che è falso. È di gran lunga la morte più dolorosa che un essere umano possa sperimentare. Questa è la ragione per cui accade sempre nella più stretta riservatezza, al riparo di testimoni e cineprese.

 

Se Lei ha intenzione di fare questo a Sua figlia, Le consiglio di prepararsi a come soffrirà. Verrà ridotta a pelle e ossa. Gli occhi usciranno dalle orbite. I suoi denti diventeranno sporgenti in un modo abnorme e i suoi zigomi si ingrandiranno. Non c’è bisogno che Le dica altro, sua figlia soffrirà in un modo incredibile.

 

Mia figlia sembrava un detenuto di quelli che si vedono nei documentari sui campi di sterminio nazisti. Negli ultimissimi giorni della sua vita, quando chiesi che i media potessero essere testimoni della sua morte, mi fu negato. Non voglio che nessun altro muoia in questo modo.

 

Dio ha dato a Lei e a me la responsabilità di insegnare principi morali ai nostri figli e di tenerli fuori dalla cattiva strada. Far morire di fame e di sete Sua figlia è lontano da ciò che Dio desidera.

 

Bob Schindler Sr

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COMMENTI
09/02/2009 - Per la signora Maethelyiah (Giuseppe Crippa)

Gentile signora Maethelyiah, se una persona a me cara avesse immediato bisogno, e per soccorrerla dovessi attraversare una strada, non aspetterei di avere il semaforo verde, ma attraverserei col rosso, pagando poi la relativa multa. Spero con questo esempio banale di aver chiarito cosa penso. Da pochi minuti è giunta la notizia della morte della povera Eluana: uniamoci ora nel suo ricordo e stiamo vicini a tutti coloro che l’hanno amata.

 
09/02/2009 - Addio Eluana (Iap Maethelyiah)

Riposa in pace, Eluana. Che la tua famiglia possa finalmente essere lasciata in pace. Love x

 
09/02/2009 - il coraggio di Don Abbondio (Alberto Pennati)

Mi ricollego all'intervento del Sig. Crippa. Quello che si sta cercando di far passare è la morte di Stato, naturalmente sotto "nobili" propositi: la vita di ciascuno è la propria e ciascuno ne può fare ciò che vuole, dove non si riesce ad "intervenire" col suicidio o non si ha il coraggio di uccidere, corre in aiuto una sentenza. Agghiacciante poi affermare il concetto di vita come esistenza quando e' vivibile: ricorda la purezza della razza, tanto inseguita dal nazismo.

 
09/02/2009 - UN COMMENTO DA UNA FIGLIA CHE E' ANCHE MADRE (CATERINA CARAFA)

Premesso che quello che sta passando il Sig. Englaro merita il ns. rispetto e se la vedrà lui con la sua coscienza vorrei prendere in considerazione il fatto che sua figlia era perfettamente accudita! non capisco come madre l'accanimento del Sig. Englaro, può dimenticarsi della figlia anche senza farla morire e quale morte poi (e se la figlia gli sopravvive è comunque in buone mani)! Le parole del papà di Terry mi hanno fatto venire la pelle d'oca allora dico a tutti quelli che considerano morta Eluana perchè non spararle un colpo anzichè sottoporla alla tortura della fame e della sete??? La cosa che più mi fa arrabbiare in questa vicenda è che ci sono tanti nella condizione di Eluana che vengono accuditi, coccolati e amati Perchè nessuno si è preso la briga di farceli vedere! Di farci vedere tutto l'amore che c'è e che rimane sempre nascosto credo farebbe bene a tutti soprattutto a coloro che considerano la vita una cosa loro,da riempire con tanto stordimento e cazzate quali vediamo ogni giorno in Tv. Forse li farebbe riflettere l'amore genera amore. Caterina

 
09/02/2009 - Per la signora Rubini (Iap Maethelyiah)

Gentile signora Rubini, Euana ha gia' scelto, avendo ben fatto distinzione tra VITA ed esistenza. Perche' ho ancora l'impressione che si calpesti la volonta' sua per una propria convinzione personale? Mi sento vicina ad Eluana perche' lei come me ha espresso il concetto di Vita come l'esistenza quando e' vivibile. Era una persona dinamica come me, di bell'aspetto, e in piena cognizione di intendere e di volere ha detto che o vive pienamente oppure non vuole rimanere in quello stato accudita da estranei. Io capisco la possibilita' di non condividere il pensiero di Eluana, ma da momento che la vita e' la sua, bisogna rispettare la sua volonta', cosa che ancora non vedo da parte di nessuno, chi per motivi religiosi, chi perche' non sa cosa significhi avere le mani di estranei addosso, chi per altri motivi che non posso sapere perche' sono solo una persona anche io. L'unica cosa che so e' che la volonta' e' di Eluana, e se davvero esprimiamo solidarieta', dobbiamo capire questo e rispettare la sua scelta, cosa che suo padre sta facendo. Cordiali saluti

 
09/02/2009 - In risposta al Sig Crippa (Iap Maethelyiah)

Gentile Sig Crippa, la ringrazio per il suo commento, pero' anche la sua osservazione, se pure in modo velato, sa di critica. Il signor Englaro sembra avere come unica colpa, quella di attenersi alla legge, secondo il suo commento. Lo si vede rimproverato per compiere la volonta' di sua figlia, ed ora anche di osservare la legge? Spero di averla capita male. Cordiali saluti. M

 
09/02/2009 - Un commento di una figlia come tante (LAURA RUBINI)

Anche io sono una figlia come tante. E penso anch'io che di fronte a casi estremi come questi (Eluana e Terry) sia logico porsi tante domande, dato che siamo tutti dotati di intelligenza. Quello che però mi preme anche dire è che occorre essere correttamente informati, per farsi un'opinione giusta delle cose. Eluana non è attaccata ad un respiratore; Eluana è (era)assistita, nutrita e idratata. C'erano i fistioterapisti a massaggiarla e le suore ad accudirla. Punto. Ed Eluana apre gli occhi ogni mattina e li chiude la sera. La cosa sconcertante è questa cultura di morte, l'impossibilità di voler convivere con la sofferenza, ma voler porre fine al problema, alla sofferenza...una persona soffre? Si priva della vita. Una persona non è normale? Si scegle di non farla vivere...è dire un FORTE NO alla vita. E A QUALE TITOLO CI ARROGHIAMO QUESTO POTERE? Il potere di decidere di togliere il bene più prezioso di una persona? Il caso divide l'opinione pubblica, è vero. E non è questione di essere credenti o meno. Anche persone non credenti non accettano la soluzione di togliere ad Eluana la vita. Ma se molte persone ritengono errata la soluzione del padre di Eluana, ciò non significa arrecarsi il diritto di giudicarlo. Ognuno di noi farà i conti con la propria coscienza e con Dio, non siamo certo noi a dover condannare una persona...io penso sia piuttosto un accorato appello, un grido a SCEGLIERE LA VITA. Laura

 
09/02/2009 - Tutti amiamo Eluana (Giuseppe Crippa)

Gentile signora, non mi permetto di giudicare il signor Englaro, ma vorrei farle sapere che mi sono chiesto qualche volta, durante le settimane nelle quali si trascina questa dolorosa vicenda, perché non ha mai avuto la forza, o l’amore, come dice lei, di “agire” per far rispettare la volontà della figlia… e per “agire” mi riferisco a fare qualcosa che non voglio nemmeno nominare. Non posso pensare che non l’abbia fatto per non subirne le conseguenze giudiziarie: mi auguro invece che non sia successo perché qualcosa dentro di lui, la sua condizione di padre, glielo abbia impedito. Il signor Englaro in questo momento non è affatto il solo a combattere per Eluana, mi creda.

 
09/02/2009 - Un commento da parte di una figlia come tante (Iap Maethelyiah)

Vorrei esprimere il mio commento sul caso Englaro. A me fa male sapere che una persona come Beppino, sia effettivamente il solo ad amare Eluana, il solo a combattere affinche' la sua volonta' sia rispettata, il solo a soffrirne (insieme a sua moglie ovviamente), mentre altre persone si arrecano il diritto di giudicarlo. Capisco il dolore del padre di Terri Schiavo, mi si riempie il cuore di tenerezza quando sento di genitori corrodersi nel dolore per i figli, perche' per quanto sia, biologicamente ci si aspetta che campino piu' di loro, e quando le eccezioni ci pugnalano siamo tutti impreparati. Pero' avendo visto anche io persone in stato terminale, o in coma, o come Eluana non vorrei mai persistere in un letto in quello stato. Il caso Welby e' una testimonianza agghiacciante al di la della religione, del credo politico, delle convenienze. Con lucidita' e con calore, il Sig Welby ci ha fatto capire che "vita" viveva nella sua condizione. Io come donna non vorrei mai occupare un letto per anni, quando non ho speranze di tornare a vivere, ma vivere sul serio, preferirei fosse destinato a partorienti, a persone che hanno un futuro. Come figlia non vorrei mai vedere i miei genitori soffrire, o peggio ancora, essere giudicati da estranei, proprio come non vorrei mani estranee manipolare il mio corpo inerme e la mia dignita'. Ho chiesto a mio padre se farebbe rispettare la mia volonta' e mi ha detto che lo farebbe. Siamo tutti vicini a Beppino con affetto. Una Figlia