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Cronaca

TERREMOTO ABRUZZO/ Annozero rinfocola la polemica: Giuliani fa infuriare Mario Giordano

Giuliani, il ricercatore che aveva previsto un forte terremoto e denunciato per procurato allarme, è stato fatto parlare in diretta da Michele Santoro e contro di lui si è scagliato il giornalista Mario Giordano, direttore del Il Giornale

Giuliani, il ricercatore che aveva previsto un forte terremoto e denunciato per procurato allarme, è stato fatto parlare in diretta nell'ambito della trasmissione di Annozero condotta da Michele Santoro.

Contro di lui si è scagliato il giornalista Mario Giordano, direttore del Il Giornale che replica "io sono un giornalista e se la comunità scientifica dice che i terremoti non si possono prevedere io non posso dar credito a questo signore".

E la dichiarazione l'ha fatta dopo che il Giuliani ha riaffermato che la macchina di rilevazione del radon ha dimostrato che i terremoti possono essere previsti.

"Un conto è fare la ricerca e un costo è prendere decisioni sulla base di una ricerca che non ha avuto riconoscimento dalla comunità scientifica" insiste Giordano.

De Magistris è di opinione diversa "Denunciare un ricercatore per procurato allarme è una cosa gravissima".

Ma il caso di Giampaolo Giuliani non è l'unica vicenda di previsioni inascoltate legate alla triste vicenda del sisma abruzzese. Il Presidente della Repubblica ha appena parlato, di «responsabilità diffuse». e chissà se un riferimento era anche alla vicenda dell’ingegner Carlo Martelli.

Il 12 febbraio, sette settimane prima che il terremoto uccidesse, Alessandro Martelli, responsabile della sezione Prevenzione Rischi Naturali dell'Enea, prende carta e penna per scrivere al ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Scrive dunque Martelli a Matteoli: "Signor ministro, come lei sa, è dal 2001 che il settore delle norme tecniche per le costruzioni antisismiche è di fatto in regime di proroga (...) Francamente, ci stiamo sempre più convincendo che le nuove norme non entreranno mai in vigore". E ancora: "A seguito del terremoto del Molise e della Puglia del 2002, furono emanate nell'emergenza nuove norme per le costruzioni in zona sismica. Ma da allora si è consentito di continuare ad applicare norme tecniche obsolete, vecchie di 16 anni. Se per un breve periodo questo aveva una giustificazione (dar modo ai progettisti di abituarsi alle nuove regole), ora, anzi, da un pezzo, non ne ha più, salvo non si voglia favorire chi vuole limitare i costi a scapito della sicurezza. Confidiamo dunque nella sua sensibilità".

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