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Cronaca

TERREMOTO ABRUZZO/ Diario da L'Aquila: il bilancio di una settimana di paure e nuove speranze

Un popolo che ricomincia timidamente a vivere dopo la grande paura, con le prime esigenze, con i primi affanni della ricerca della normalità. E affrontando le insidie che questa ricerca presenta. Ecco cosa ci descrive oggi nel suo diario FABIO CAPOLLA

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La gente adesso vuole sapere. Vuole sapere come riuscirà a ricostruire la propria abitazione, quanti soldi arriveranno dallo Stato, quando, come fare per ottenerli. Domande lecite che portano gli aquilani nei meandri della burocrazia. Forse, adesso, tra le mille forme ai solidarietà e di aiuto, servirebbe anche la consulenza di questo genere. Soprattutto per le famiglie composte da anziani, le più a rischio. Avvoltoi si aggirano all’orizzonte e sono già cominciati gli appelli a prestare attenzione, a non pagare consulenze a sconosciuti.

L’altra faccia del terremoto, che emerge in queste ore di distensione, di voglia di ricominciare a vivere, è proprio quella legata alle truffe, alla microcriminalità. Un popolo che sta dando fiducia al prossimo è un popolo a rischio. Indifeso ha bisogno di protezione. Gli aquilani che si incontrano in questi giorni hanno il cuore in mano, pur con le loro difficoltà sono pronti ad aiutarti. E in ogni discorso c’è un riferimento a Dio. Chi chiude un discorso con “Grazie a Dio”, chi con “Se Dio vuole”. Un forte senso religioso, un forte senso di appartenenza, il riconoscimento che in questo dramma del terremoto bisogna trovare un significato. Dare un senso alla propria vita in questi giorni per molti significa riaffidarsi a Dio, per ricominciare a costruire.

Dopo i beni di prima necessità, arrivati in grande abbondanza da ogni dove, adesso sono alcuni aspetti della vita quotidiana che vengono presi in considerazione. In molti, fuggendo dalle proprie abitazioni di notte, al buio, hanno lasciato tutto. In queste ore ecco quindi gli appelli per avere nuovi occhiali. E in tal senso molti ottici, di tutta Italia, stanno provvedendo a far giungere in città lenti e montature. Un’altra urgenza di queste ore, può anche far sorridere, è relativa alle dentiere. Molti anziani l’hanno persa e trovano difficoltà a mangiare. Sono i bisogni che possono apparire insignificanti, quelli che più sono richiesti.

Il terremoto ha costretto comunque tutti a mettersi a confronto con la propria vita. A tutti ha lasciato il chiaro messaggio che non serve a nulla il superfluo, che in un attimo può svanire. Poi rimane la tua persona e il tuo destino. E le testimonianze di amici o semplici persone incontrate girando tra le tende, mi hanno rimesso di fronte alla realtà. Finisce un’altra settimana, volata via senza giorni di riposo. Una settimana che è stata ricca di incontri, di confronti. Adesso sabato e domenica, che in questo momento a L’Aquila assomigliano agli altri giorni della settimana. Ma li vivrò con impegno e spirito ancora più attenti all’altro.

(Fabio Capolla - Giornalista de Il Tempo)

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